María Esther Posada – S. Maria Domenica Mazzarello: itinerario biografico-spirituale

L’autrice descrive l’itinerario biografico-spirituale di S. Maria Domenica Mazzarello secondo queste tappe: Primo periodo: 1837 – 1860 1a tappa: 1837 (nascita) – 1850 (prima Comunione) 2a tappa: 1850 – 1860 (malattia) Secondo periodo: 1860 – 1881 1a tappa: 1860 – 1872 (fondazione dell’istituto ) 2a tappa: 1872 – 1881 (morte)

Periodo di riferimento: 1837 – 1981

Maria Esther Posada, S. Maria Domenica Mazzarello: itinerario biografico-spirituale, in Maria Esther Posada (ed.), Attuale perché vera. Contributi su S. Maria Domenica Mazzarello, Roma, LAS  1987, pp. 11-18.

Juan Canals Pujol – La amistad en las diversas redacciones de la vida de Comollo escrita por San Juan Bosco. Estudio diacronico y edición del manuscrito de 1839

L’attuale saggio critico è estratto da una ricerca più ampia storico-teologica riguardo L’amicizia in lettere e biografie scritte di San Giovanni Bosco.

Nel presente articolo il problema è affrontato nella sua prospettiva diacronica, con
riferimento esclusivo alla biografia di Luigi Comollo.

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Alberto Monticone – Approccio storico alle lettere di don Bosco

Il contributo si propone di indicare alcune direzioni interpretative emergenti dalla lettura delle lettere scritte da don Bosco nel periodo che va dal 1835 al 1863 e che sono contenute nel primo volume dell’Epistolario edito da Francesco Motto. Tali fonti riguardano la prima fase dell’attività del santo educatore. Le lettere descrivono un don Bosco fortemente immerso nei grandi problemi europei dell’assistenza ai poveri dimostrando il suo approccio originale al pauperismo. Evidenziano pure i suoi numerosi contatti con le autorità politiche dello Stato Sabaudo denotando come la sua iniziativa si collochi, dal punto di vista storico-politico, in piena sintonia con la vita della Torino della metà dell’Ottocento, con i suoi problemi e anche il suo tipo di struttura politico-amministrativa.

Periodo di riferimento: 1835 – 1863

Alberto Monticone, Approccio storico alle lettere di don Bosco, in Rivista di Scienze dell’educazione 31(1993)1, 22-31.

Ferdinando Maccono – Santa Maria Domenica Mazzarello. Confondatrice e prima Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, vol. 1

Si tratta di una biografia ben documentata, costruita in grande parte sulle deposizioni del processo di beatificazione e canonizzazione. In qualità di biografo e vice postulatore della causa di beatificazione di Maria Domenica Mazzarello Ferdinando Maccono ebbe l’opportunità di accostare quasi tutte le fonti relative ad essa. Dal 1910 in poi don Maccono aveva consultato molti parenti, coetanei, ex-allieve del laboratorio e dell’oratorio e quasi tutte le FMA che convissero con MM a Mornese e a Nizza Monferrato, comprese le missionarie delle prime tre spedizioni missionarie. Per la qualità del lavoro e della documentazione riportata, tale biografia può essere qualificata a tutti gli effetti come biografia-fonte per la conoscenza della vita e spiritualità di santa Maria Domenica Mazzarello. Continue reading “Ferdinando Maccono – Santa Maria Domenica Mazzarello. Confondatrice e prima Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, vol. 1”

Sylvie Vrancken – Il tempo della scelta. Maria Domenica Mazzarello sulle vie dell’educazione

La scelta educativa di Maria Domenica Mazzarello si presenta come il termine di un lungo itinerario formativo sulle vie dell’educazione, che approda ad un vero e proprio progetto e si concretizza in varie proposte orientate all’educazione integrale delle giovani. In essa confluiscono diversi elementi: il cammino di maturazione umana e cristiana di una personalità che possiede reali qualità di educatrice, l’influsso di figure  significative nell’ambito della preventività, le condizioni storiche ed ecclesiali di questo particolare periodo dell’Ottocento italiano.

Periodo di riferimento: 1837 – 1881

Sylvie Vrancken, Il tempo della scelta. Maria Domenica Mazzarello sulle vie dell’educazione, Roma, LAS 2000.

Bartolo Gariglio – Don Rua e la società civile di Torino e del Piemonte

Quando don Michele Rua nasceva, il 9 giugno 1837, il Piemonte era retto da un regime assoluto, lo Stato si presentava come integralmente cristiano, l ’economia era ancora prevalentemente agricola. Qualche anno più tardi la regione era al centro dei processi di unificazione nazionale. Nasceva uno Stato laico, con venature anticlericali.

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Piera Cavaglià – Tratti tipici di don Bosco emergenti dall’Epistolario

Francesco Motto, curatore dell’Epistolario di don Bosco, presenta i criteri metodologici adottati per l’edizione critica, le difficoltà incontrate, le fasi del lavoro: ricerca delle lettere nei vari archivi pubblici e privati; trascrizione e regesto dei documenti; apparato storico.

Il prof. Alberto Monticone, docente ordinario di storia moderna all’Università “La Sapienza ” di Roma, colloca il carteggio epistolare di don Bosco nella storia del cattolicesimo sociale europeo, evidenziando soprattutto la vastità dei rapporti stabiliti dal Santo con persone, autorità ecclesiastiche e civili, istituzioni pubbliche e private.

La prof Piera Cavaglià, docente di metodologia pedagogica speciale presso la Pontificia Facoltà “Auxilium “, focalizza alcuni lineamenti tipici della personalità di don Bosco così come emergono dalle sue lettere.

Dai tre contributi risulta che l’Epistolario in questione è fonte privilegiata non solo per conoscere don Bosco, prete educatore, ma per cogliere, attraverso la mediazione della vita quotidiana, interessanti aspetti della storia del pauperismo, dell’assistenza e dell’educazione giovanile italiana ed europea del secolo scorso.

  1. L’immersione nella città
  2. L’immedesimazione nelle problematiche giovanili
  3. L’audacia dei progetti
  4. La passione per l’educazione dei giovani
  5. L’arte del coinvolgimento

Periodo di riferimento: 1835 – 1863

Piera Cavaglià, Tratti tipici di don Bosco emergenti dall’Epistolario, in Rivista di Scienze dell’Educazione 31(1993)1, 13-53.

Gabriel-Marie Garrone – Gioia, frutto dello Spirito. Un tema che caratterizza la spiritualità di S. Maria Domenica Mazzarello

L’articolo è frutto di una conferenza tenuta dal Cardinale G. M. Garrone alle FMA della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, in occasione del centenario della morte della confondatrice delle FMA (1981). L’articolo mette  in risalto il segno più evidente della riuscita della  missione educativa delle Figlie di Maria Ausiliatrice sulle orme della loro Confondatrice: la gioia, frutto dello Spirito. Questa è un elemento che caratterizza la spiritualità della Santa: la gioia di amare Dio; la gioia di far amare Dio; la gioia di sentirsi amati da Dio; la gioia di sperare il cielo.  

Periodo di riferimento: 1837 – 1881

Gabriel-Marie Garrone, Gioia, frutto dello spirito. Un tema che caratterizza la spiritualità di S. Maria Domenica Mazzarello, in María Esther Posada (ed.), Attuale perché vera. Contributi su S. Maria Domenica Mazzarello, Roma, LAS 1987, pp. 19-36.

Eugenio Valentini – Don Bosco e Annibale Strambio

Nell’anno scolastico 1834-35 Giovanni Bosco frequentava a Chieri la classe di retorica o V ginnasiale. Negli anni antecedenti aveva stretto amicizia con il giovane Annibale Strambio, già suo condiscepolo. Si può dire che quella fu la sua prima amicizia, antecedente a quella del Comollo. Durante le vacanze pasquali i genitori del suo amico, che avevano avuto occasione di ammirare le doti del giovane Bosco, lo invitarono a Pinerolo, dove abitavano. Egli andò, spingendosi poi fino a Barge per far visita al suo professore dott. D. Pietro Banaudi. Di quella gita stese una lunga relazione in una lettera che ci è giunta, non intera, nella brutta copia.

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Pietro Braido – Un «nuovo prete» e la sua formazione culturale secondo don Bosco. Intuizioni, aporie, virtualità

Nel presente articolo gli autori cercano di documentare, in base all’esperienza  vissuta da Don Bosco, alle dichiarazioni in documenti scritti, ad affermazioni occasionali, i tratti propri della nuova figura di prete, che sorge necessariamente dalle nuove urgenze educative e pastorali, quali egli percepì e sottolineò, soprattutto all’interno delle sue istituzioni, e le linee caratterizzanti le sue iniziative di formazione di questo nuovo tipo di ecclesiastico.

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