Giancarlo Rocca – Fattori di sviluppo e di crisi degli istituti religiosi nei secoli XIX-XX. Oltre il caso Salesiano (SDB-FMA)

Si sa che Salesiani (= SDB) e Figlie di Maria Ausiliatrice (= FMA) hanno avuto un grande sviluppo nel periodo 1880-1910, in corrispondenza con il rettorato di don Michele Rua (1888-1910), divenendo, negli anni successivi, due degli istituti religiosi con il maggior numero di membri nella Chiesa.

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Pietro Stella – Cattolicesimo in Italia e laicato nelle congregazioni religiose: il caso dei Coadiutori Salesiani (1854-1974)

L’articolo, che qui presentiamo, si colloca nella linea di un certo tipo di ricerca, sociologico-demografica, molto attuale e preferita da P. Stella anche per la preparazione del III volume dell’opera Don Bosco nella storia della religiosità cattolica, che completerà la descrizione della vita di Don Bosco (vol. I) e della sua mentalità religiosa e spirituale (vol. II) con quella dell’ambiente socio- economico della sua attività e delle sue opere. Continue reading “Pietro Stella – Cattolicesimo in Italia e laicato nelle congregazioni religiose: il caso dei Coadiutori Salesiani (1854-1974)”

Piera Ruffinatto,Wioletta Malinowska – La famiglia in alcune biografie scritte da don Bosco

Nell’articolo si prendono in esame alcune fonti di carattere biografico scritte da San Giovanni Bosco. In esse, attraverso il racconto aneddotico, l’Autore offre modelli di comportamento virtuoso da parte di giovani e di genitori. Dallo studio emerge il quadro di una famiglia, nella quale i genitori sono visti come primi responsabili dell’educazione dei figli nel processo della loro maturazione integrale. Per questo la realtà educativa familiare viene scelta dal santo educatore come paradigma di riferimento per le sue istituzioni educative.

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Wim Collin – La pedagogia della scelta nelle narrazioni biografiche di don Giovanni Bosco

Come mostrato nello studio, c’è una differenza notevole e molto importante tra le descrizioni delle vite dei giovani scritte da don Bosco. Savio, Magone e Besucco potrebbero essere  considerati come l’ideale realizzato dell’educazione dell’educatore torinese. Don Bosco  racconta di come i giovani si trasformano progressivamente diventando “cittadini onesti e buoni cristiani”, capaci di dare spazio alla vita spirituale e di comportarsi come cristiani  impegnati per il bene dei compagni e della società. Nella seconda parte si sono accostate le vite di Pietro, Valentino e Severino. Qui, la realizzazione dell’ideale pedagogico non è percepita come nella vita degli altri. La strada per la realizzazione è più difficile e conosce diversi  ostacoli. Non che l’educazione, certamente nel caso di Pietro e Severino, non raggiunga il suo obiettivo. Però abbiamo mostrato come lo scrittore, in queste biografie, permetta al lettore di
costatare come alcuni elementi sfavorevoli, quali un cattivo ambiente, l’assenza di una figura adulta forte e capace di infondere fiducia, la presenza dei cattivi amici e l’influenza delle letture sbagliate siano dannosi per l’educazione. Le vite di Pietro, Valentino e Severino, in conclusione, possono essere lette come un invito esplicito di don Bosco agli educatori, ai genitori, agli  insegnanti, ma anche ai giovani stessi, di prendersi cura delle giovani generazioni e della loro educazione, per aiutarli a costruire nel loro presente, e in vista del loro futuro, una vita riuscita e felice. Continue reading “Wim Collin – La pedagogia della scelta nelle narrazioni biografiche di don Giovanni Bosco”

Wim Collin – La pedagogia della scelta nelle narrazioni biografiche di don Giovanni Bosco

Come mostrato nello studio, c’è una differenza notevole e molto importante tra le descrizioni delle vite dei giovani scritte da don Bosco. Savio, Magone e Besucco potrebbero essere  considerati come l’ideale realizzato dell’educazione dell’educatore torinese. Don Bosco  racconta di come i giovani si trasformano progressivamente diventando “cittadini onesti e buoni cristiani”, capaci di dare spazio alla vita spirituale e di comportarsi come cristiani  impegnati per il bene dei compagni e della società. Nella seconda parte si sono accostate le vite di Pietro, Valentino e Severino. Qui, la realizzazione dell’ideale pedagogico non è percepita come nella vita degli altri. La strada per la realizzazione è più difficile e conosce diversi  ostacoli. Non che l’educazione, certamente nel caso di Pietro e Severino, non raggiunga il suo obiettivo. Però abbiamo mostrato come lo scrittore, in queste biografie, permetta al lettore di
costatare come alcuni elementi sfavorevoli, quali un cattivo ambiente, l’assenza di una figura adulta forte e capace di infondere fiducia, la presenza dei cattivi amici e l’influenza delle letture sbagliate siano dannosi per l’educazione. Le vite di Pietro, Valentino e Severino, in conclusione, possono essere lette come un invito esplicito di don Bosco agli educatori, ai genitori, agli  insegnanti, ma anche ai giovani stessi, di prendersi cura delle giovani generazioni e della loro educazione, per aiutarli a costruire nel loro presente, e in vista del loro futuro, una vita riuscita e felice. Continue reading “Wim Collin – La pedagogia della scelta nelle narrazioni biografiche di don Giovanni Bosco”

Pietro Stella – I coadiutori salesiani (1854-1874). Appunti per un profilo storico storico socio-professionale

La vicenda dei membri laici delle congregazioni religiose non è stata oggetto di molte ricerche storiche. Le leggi soppressive emanate dai vari governi liberali e anticlericali servirono solo a modificare il corso di uno slancio, che trova confronto solo con quanto avvenne nel secolo decimoterzo. Il caso specifico del religioso laico nella congregazione salesiana offre una messe di notazioni, sulla cui base è possibile, tra l’altro, la verifica di tesi oggi correnti, in Italia e altrove, sul tipo di presenza della religiosità cattolica tra otto e novecento. Continue reading “Pietro Stella – I coadiutori salesiani (1854-1874). Appunti per un profilo storico storico socio-professionale”

Armando Cuva – La formazione liturgica dei salesiani di don Bosco. Dalle origini fino al 1959. Rassegna documentaria

La liturgia è punto unificante di ogni formazione cristiana e religiosa integrale.

Questo principio viene enunziato nella «Ratio fundamentalis institutionis et studiorum» dei SDB quando si parla della formazione specifica del salesiano presbitero. Ma è indubbio che esso ha un valore più ampio, è valevole cioè per tutte le fasi della formazione salesiana, a cominciare dal suo primo grado iniziale fino a quella permanente.

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