Eugenio Valentini – “La vita di comunità nella tradizione salesiana dei primi tempi” in “Colloqui sulla vita salesiana, 4”

Don Eugenio Valentini, autore di numerosi studi su questioni salesiane, fornisce una comunicazione scritta sulla « comunità nella tradizione salesiana », di cui leggeremo qui di seguito le prime pagine. Richiama certe componenti essenziali della comunità locale delle origini, quando Don Bosco la vedeva espandersi attorno a sé.

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Rik Biesmans – La ragione(volezza) e il punto delicato dei castighi nel processo educativo

Don Bosco e generalmente anche i suoi prossimi collaboratori hanno cercato di applicare consapevolmente e fedelmente il sistema preventivo nell’educazione. Esso richiede l’assistenza costruttiva ed anche ‘impeditiva’ (preveniente per mezzo di misure impeditive) come pure la ragione(volezza), la pratica religiosa, i rapporti amichevoli e benevoli.

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Rik Biesmans – Il rapporto educativo esemplarmente vissuto e prescritto da don Bosco

Gli organizzatori del colloquio mi hanno pregato di presentare i risultati di una mia ricerca sulle caratteristiche essenziali che il rapporto educativo con i giovani dovrebbe avere secondo don Bosco. Per questa ricerca ho sfruttato soprattutto un testo che nella tradizione salesiana è noto come: “Lettera di don Bosco Roma 14 maggio 1884.“

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Mara Borsi – La formazione a partire dall’esperienza a Valdocco (1870-1888)

Il contesto formativo di Valdocco ha al centro la vita quotidiana, la relazione educativa; i raduni degli educatori sono tesi a migliorare la convivenza, il clima educativo; gli incontri risultano efficaci dal punto di vista organizzativo e della comunicazione – informazione.

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Felicissimo M. Tinivella – Domenico Savio al suo entrare all’Oratorio

il presente contributo vorrebbe essere la presentazione di Domenico Savio qual egli era al momento in cui la sua vita, e più la sua spiritualità, entrarono nella zona d’influenza — e quale influenza — del meraviglioso tempratore di caratteri e guidatore di spiriti che fu S. Giovanni Bosco.

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Mara Borsi – La formazione a partire dall’esperienza a Valdocco (1870-1888)

L’articolo propone la rilettura della comunità dell’Oratorio di Valdocco come una comunità di prassi formativa dove si discute di tutto: orari di lavoro, di studio, di attività ricreative, di manifestazioni religiose, della vita delle associazioni giovanili. Il testo evidenzia il primato della formazione sul campo.

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Aldo Giraudo – «Il cotanto utile istituto detto Oratorio di San Francesco di Sales». Motivi dell’interesse suscitato dall’opera di don Bosco nel decennio preunitario

Nella Torino di metà Ottocento la difficile situazione economica aggravò il disagio sociale incrementando immigrazione e pauperismo. I giovani dei ceti poveri mostravano segni di irrequietezza e preoccupavano opinione pubblica e autorità.

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Giovanni Battista Francesia – Buone notti autografe di don G. B. Francesia

C’era una volta una tradizione salesiana, soprannominata “la Buona notte”. Esisteva in tutte le case salesiane e anche negli Oratori Festivi. Era un incontro serale, al termine della giornata, un incontro familiare tra il padre e i figli, ed era uno strumento pedagogico efficacissimo, anche se da taluni era un po’ misconosciuto. Oggi per molti motivi è andato un po’ in disuso, ma se ne risente la mancanza, perché si percepiscono o si comincia a percepire i vuoti che ha lasciato dietro di sé.

Qui vengono raccolte le “Buone notti” scritte da don Francesia tra 1911-12 e 1925-26. Continue reading “Giovanni Battista Francesia – Buone notti autografe di don G. B. Francesia”

Aldo Giraudo – L’esercizio della “buona morte” nell’esperienza educativa di Don Bosco

Fin dagli inizi dell’Oratorio stabilito in Valdocco (1846-47), don Bosco propose ai giovani l’esercizio mensile della buona morte come mezzo ascetico mirato a stimolare – attraverso una visione cristiana della morte – un costante atteggiamento di conversione e di superamento dei limiti personali e assicurare, con una confessione e una comunione ben fatte, le condizioni spirituali e psicologiche favorevoli per un fecondo cammino di vita cristiana e di costruzione delle virtù, in docile cooperazione con l’azione della grazia di Dio.

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Michal Vojtáš – Scheda di documentazione. Il Sistema Preventivo

Giovanni Bosco racconta gli inizi del suo impegno educativo a Torino, nel dicembre del 1841, come un incontro reale con un ragazzo reale – Bartolomeo Garelli. Un inizio fatto di comprensione e dialogo, comprensione della persona e una semplice proposta di catechismo e gioco durante i giorni festivi.

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Massimo Schwarzel – Il modello formativo salesiano delle origini nella “Cronichetta” di don Giulio Barberis

Don Giulio Barberis (1847-1927), primo maestro dei novizi della Società Salesiana, ci ha  lasciato un’importante testimonianza su Don Bosco e sulla vita dell’oratorio di Valdocco nei quindici quaderni della sua “Cronichetta”. In essa riporta le attività dell’oratorio, detti e fatti della vita di Don Bosco e alcune riflessioni dal 1875 al 1879. Da ciò emerge chiaramente quello che era l’ambiente formativo di Valdocco in quegli anni, la sua struttura organizzativa e le strategie educative, i punti di forza e quelli più deboli, con il continuo lavoro di Don Bosco e dei primi  salesiani per rendere sempre più efficace l’opera a favore della gioventù, alla cui forte  espansione in Italia e all’estero stavano assistendo (è proprio del 1875 la prima spedizione missionaria in Argentina). Continue reading “Massimo Schwarzel – Il modello formativo salesiano delle origini nella “Cronichetta” di don Giulio Barberis”

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