The theme addressed in this essay concerns the foundation of the Institute of the Daughters of Mary, Help of Christians, commissioned by Don Bosco and Maria Mazzarello, all framed in the historical and ecclesiastical context of the time.
The theme addressed in this essay concerns the foundation of the Institute of the Daughters of Mary, Help of Christians, commissioned by Don Bosco and Maria Mazzarello, all framed in the historical and ecclesiastical context of the time.
Non stupisce che Gesù si sia presentato in veste di straniero. Lo straniero è una persona diversa, che ha un’ altra cultura o un’ altra fede; lo straniero disturba perché non entra nel nostro schema di pensiero e nelle nostre abitudini. Accogliere lo “straniero” è far sì che si senta a casa sua, a suo agio; che trovi uno spazio libero dove poter entrare e scoprire se stesso come creatura libera. Accogliere, in questo senso, non vuol dire cambiare le persone ma offrire lo spazio in cui, chi accoglie e chi viene accolto, vivono un momento di comunione e di pace nuova. Lo “straniero”, certe volte, è profetico; fa cadere le nostre barriere e le nostre paure; oppure ci fa prendere coscienza che queste esistono e le rinforza ancora di
più. Accogliere quindi è sempre un rischio, un incomodo. Ma Gesù non viene forse a disturbare le nostre abitudini, le nostre comodità, le nostre stanchezze? (Vanier, 2002, 299-318)
In this paper the author describes how the spiritual bond between Don Bosco and Maria Mazzarello was born, up to the idea on the part of the Saint to create a Salesian women’s congregation. In fact, the Institute of the Daughters of Mary, Help of Christians, was founded by the two Saints in 1872.
Indice
Periodo di riferimento: 1885 – 1980
J.J. Bartolomè, La vita apostolica come preghiera salesiana, in « Quaderni di spiritualità salesiana 6 », Roma, 1991, 61-71.
Istituzione di riferimento:
Università Pontificia Salesiana
Il seguente elaborato propone una lettura del libro edito nel 1946 da Don Eugenio Ceria, il quale cerca di ricostruire il volto spirituale di Don Bosco andando oltre la sua bibliografia.
Gli anni che la storiografia italiana, a proposito della propria storia nazionale, denomina come Età fascista, sono anni particolarmente difficili per quanto riguarda la situazione politica, caratterizzata in Italia dal totalitarismo imposto da Mussolini, con tutte le gravi conseguenze che ne sono derivate. Ma si possono, senza dubbio, intendere come particolarmente difficili anche per quel che riguarda il tema che più direttamente desidero affrontare: l’educazione dei giovani. In pochi momenti della sua storia, infatti, la Chiesa è stata sfidata in modo così risoluto sul campo dell’educazione dei giovani come è avvenuto, in questi anni, da parte del regime fascista: con un progetto di uomo nuovo alternativo a quello cristiano, con un’organizzazione per fascia d’età che entrava in diretta concorrenza con le organizzazioni ecclesiali, con una disponibilità di mezzi e strutture che era decisamente superiore a quella di cui il mondo ecclesiale in generale, e salesiano in particolare, potevano disporre, con la pretesa, infine, di riservare l’educazione giovanile alla propria esclusiva competenza. Continue reading “Silvano Oni – “Salesiani e l’educazione dei giovani durante il periodo del fascismo” in ” Salesiani di Don Bosco in Italia”.”
Il seguente elaborato propone una lettura del libro edito nel 1946 da Don Eugenio Ceria, il quale cerca di ricostruire il volto spirituale di Don Bosco andando oltre la sua bibliografia.
Continue reading “Giorgio M. Gozzelino – Don Bosco con Dio. Ritratto di un Santo.”
L’autore riporta la sua esperienza pastorale, mettendo l’accento sull’importanza fondamentale di costituire e di fare esperienza, per il giovane, di una comunità viva, prima ancora di iniziare un cammino spirituale. Relativamente a quest’ultimo dedica, tuttavia, maggiore importanza delineando alcuni atteggiamenti necessari, i diversi livelli e gradi di maturazione personale, concludendo con l’importanza del rapporto interpersonale caratterizzante l’accompagnamento spirituale e il discernimento vocazionale.
Indice:
Periodo di riferimento: 2004
G. Mana, L’accompagnamento spirituale nelle comunità ecclesiali. L’esperienza di un pastore nei quartieri torinesi, in «Quaderni di spiritualità salesiana», Nuova serie-2, Roma, 2004, 85-94.
Istituzione di riferimento:
Università Pontificia Salesiana
L’accompagnamento spirituale può essere inteso come un servizio d’ascolto e come una relazione d’aiuto che ha lo scopo di orientare ai valori, aiutare l’accompagnato a fare ordine nella propria mente e nella propria esperienza di vita.
Il tema ci rimanda al passato, all’insegnamento e alla prassi dei fondatori, ma anche al futuro, in quanto l’istituto si è ormai impegnato in un nuovo progetto formativo che coinvolgerà ogni FMA. Interpella però il nostro presente, come presa di coscienza morale e di impegno spirituale, come responsabilità storica.
Il seguente elaborato si concentra sull’analisi del termine animazione, che per chi conduce una vita salesiana, si intende carattere fondamentale e basilare per la vita umana e cristiana.
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