Lo scritto “Dei castighi da infliggersi nelle case salesiane” (1883), rimasto inedito, fu pubblicato, l’anno 1935, nel vol. XVI delle Memorie Biografiche da E. Ceria, ritenendo il testo una «lunga circolare» da attribuire a don Bosco.
Lo scritto “Dei castighi da infliggersi nelle case salesiane” (1883), rimasto inedito, fu pubblicato, l’anno 1935, nel vol. XVI delle Memorie Biografiche da E. Ceria, ritenendo il testo una «lunga circolare» da attribuire a don Bosco.
Il salesiano don Giuseppe Cognata, “eletto” nel 1933, dalla Santa Sede vescovo della diocesi di Bova, in provincia di Reggio Calabria, intraprese a Bova una azione pastorale adeguata e coraggiosa sotto l’aspetto religioso e sociale che portò a felici risultati.
Alla fine della seconda guerra mondiale i salesiani dell’Ispettoria tedesca si trovavano davanti alle loro case rovinate dalla guerra. Per le strade, tra le rovine delle città, vedevano i giovani senza tetto, senza genitori e senza patria.
A tale situazione risposero prontamente con la decisione di costruire abitazioni per apprendisti.
El 18 de julio de 1936, una parte del Ejército español, se alzó en armas contra la República establecida en España desde el 14 de abril de 1931, pero este alzamiento no triunfó en todo el territorio nacional.
La consecuencia inmediata fue el inicio de una guerra que, a lo largo de tres años (1936-1939), enfrentó a dos bandos militares con fuerte y amplio apoyo civil: el republicano o «rojo» y el franquista o «nacional».
L’autore intende recuperare il ruolo di “fondatore dell’Opera salesiana in Congo” giocato da don Francesco Scaloni (1861-1926) ispettore della ispettoria belga, attraverso la presentazione della sua azione per l ’apertura, il consolidamento e l ’orientamento delle missioni salesiane in quella terra.
L’articolo riprende ed amplia quanto già presentato sul fascicolo 22 (1993): la situazione politica, economica, culturale, religiosa della Slovenia nel cinquantennio precedente la prima guerra mondiale, la particolare conoscenza di don Bosco e dell’Opera salesiana che si aveva in quella terra (addetta ad attività rieducative più che educative), l’apertura non facile del collegio di Rakovnik (1901) della casa di Radma (1907) e della scuola agricola/seminario di Werzej (1912), il contributo essenziale dei Cooperatori (sacerdoti, laici, autorità religiose, politico-amministrative).
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