Pietro Braido – Temi di pedagogia cristiana proposti da un teologo

L’ educatore troverà ricca materia di riflessioni sulla sua missione specifica in un volume scritto da un teologo, Karl Rahner dell’Università di Innsbruck, e apparso recentemente in edizione italiana. Tra i numerosi e validi contributi lo potranno particolarmente interessare quelli di prevalente carattere pedagogico. Sembra, quindi, utile darne breve relazione, sottolineando gli aspetti più rilevanti.

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Pietro Braido – Responsabilità educative dei genitori. Indirizzi e polemiche

L’attività etica non è mortificazione della personalità umana. Al contrario, responsabilità e vita morale sono l’espressione più elevata dell’autentica umanità di ognuno, che è razionalità, libertà, amore (e Grazia, in clima cristiano). Essa, infatti, significa governo intelligente di se, capacità di adeguato rapporto con gli altri e con Dio, uso costruttivo e fecondo di tutte le energie personali.

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Riccardo Tonelli – Pastorale giovanile oggi

Questa sua ricerca rappresenta un saggio scientificamente valido di riflessione teologico-pastorale, innanzi tutto per la struttura ben articolata dell’intero studio, ed inoltre per il rigore con cui è stato utilizzato il metodo « empirico-critico », proprio della Teologia pastorale. Ha compiuto un’analisi scientificamente vagliata degli attuali orientamenti e modelli di pastorale generale e di pastorale giovanile, adottati soprattutto nelle Chiese locali italiane.

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Jesús Manuel García – Accompagnare i giovani nello Spirito

Abstract

Per il figlio Guglielmo, quindicenne, prigioniero e lontano dal suo cuore di madre, la nobildonna catalana Duoda (sec. IX) scrisse un manualetto di vita cristiana, in modo che il giovane potesse trovare in quelle pagine lo specchio nel quale scorgere, al di sopra di ogni possibile dubbio, lo stato di salute della propria anima. Questa preoccupazione materna di guida e di educazione cristiana dei giovani traduce l’esortazione di Paolo a Tito: «Esorta ancora i più giovani a essere assennati, offrendo te stesso come esempio in tutto di buona condotta, con purezza di dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire sul conto nostro» (Tt 2,6-8). A questa tradizione di pedagogia cristiana, fatta di insegnamento e di testimonianza, si richiama il contenuto del presente volume, dedicato all’accompagnamento spirituale dei giovani. La competenza e l’esperienza pastorale dei singoli autori e l’armonica articolazione delle tematiche rendono oltremodo valida e attuale la proposta d’insieme del presente sussidio, che, oltre alle relazioni presentate al convegno del 2-4 gennaio 1998, ampliate e rielaborate per la stampa, ospita anche un’appendice bibliografica con più di duecento titoli sul tema in questione.

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Senza autore – Sulle strade di Don Bosco

Dalla «regal Torino», capitale del Regno Sabaudo e poi dell’Italia risorgimentale, si arriva al Colle Don Bosco, posto a una trentina di km, attraverso una serie di dolci colline e di ondulazioni su cui cresce la vite, mentre nelle zone pianeggianti si stendono pascoli, campi di granturco e di frumento. Una terra bella, calma, dai colori sfumati nel giro delle stagioni.

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Piera Paltro – Il colle Don Bosco

Il Colle don Bosco sorge su una collina che s ’incunea tra i comuni di Castelnuovo, Buttigliera e Capriglio. È compreso nella frazione Morialdo, del comune di Castelnuovo, provincia di Asti, diocesi di Torino. È situato a 259 metri sul livello del mare, ed è circondato da boschi di acacie e da vigneti che producono Freisa e Malvasia. Nella borgata dei Becchi si trova la Casetta di don Bosco.

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Senza autore – Il colle Don Bosco

San Giovanni Bosco nasce il 16 Agosto 1815 a Becchi, rimanendo orfano di padre a soli due anni. Sin da adolescente, la sua fede e vocazione è ben definita, nel 1845 prende il sacerdozio. Durante tutto il percorso sacerdotale si dedica all’associazionismo, fondando tra gli anni 1845-1875 l’Associazione dei Cooperatori salesiani e l’Istituto delle FiglieSanta Maria Ausiliatrice.

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Don Pietro Ceresa – Il centro salesiano di documentazione storica e popolare mariana

Abstract

Il Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino, in regione «Valdocco», fu al centro della vita apostolica di San Giovanni Bosco. Lo contemplò nei suoi sogni fin dal 1844, come tappa di arrivo e di consolidamento della sua opera, allora soltanto agli inizi. Il Santo udì, a proposito della chiesa che avrebbe dovuto costruire, una misteriosa voce: la «Signora», a lui fanciullo presentata come «Maestra e Guida della sua missione», gli ripeteva «Qui la mia casa, da qui la mia gloria».

Periodo di riferimento: 1864 – 1868

Don P. Ceresa, Il centro salesiano di documentazione storica e popolare mariana, in «Centro Mariano salesiano»

Istituzione di riferimento:
Centro Studi Don Bosco
Centro Studi Don Bosco

Giovanni Bosco – Galantuomo. Almanacco nazionale per l’anno 1871

Buon giorno, o miei venerali amici, eccomi di ritorno a Voi per la diciannovesima volta. Mi pensava in quest’anno, e forse l’aspettavate anche voi, che io dovessi comparirvi avanti vestito lutto in festa, inghirlandato di fiori, quale non fui mai per lo passato, e ciò in riconoscenza al gran bene che porterà a lutto il mondo il Concilio Ecumenico, e perla definita infallibilità del Papa. Invece ho dovuto stracciarmi le vesti di dosso, lasciarmi crescer lunga la barba, vestire a lutto il mio codino, a cagione dei fatti succeduti che voi tutti sapete, e perché non permetterò mai che si dica che il Galantuomo rida, mentre piangono migliaia dei suoi fratelli; e fratelli del Galantuomo sono pure quei tanti disgraziati caduti vittima (delle orribili mitragliatrici. Se vi ricordale io ve l’ho ripetuto le tante volte, che se non si cessava dal far peccati, dal bestemmiare, se non si santificava di più il giorno di festa, che il Signore ha voluto riserbarlo per sé, le cose ci sarebbero andate male, e ci sarebbero succedute gravi disgrazie. Sembrava a taluni che io dicessi una cosa strana, e per tanti ho parlato al vento, e si continuò a vivere come se Dio non fosse stato, o non si curasse punto di noi, e adesso ne vediamo coi nostri occhi le deplorabili conseguenze!

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Giovanni Bosco – Il galantuomo. Strenna offerta ai cattolici italiani. Almanacco pell’anno bisestile 1864

Il Galantuomo si presenta quest’anno vestito di nuovo e paffuto che è una delizia e spera non gli verrà fatta sgarbata accoglienza. Quantunque da undici anni abbia fatto conoscenza col rispettabile pubblico, egli è non ostante tuttora timido assai e facile a spaventarsi. Se qualcuno gli venisse a fare dei visacci ei ne potrebbe impaurire e poverino! morirsene di dolore. Invece se non lo si avrà a male che il Galantuomo continui a sedersi al banchetto delle strenne (e chi potrebbe guardar di mal occhio un Galantuomo?) egli promette che ritornerà l’anno venturo ad attestare la sua riconoscenza e, se non gli verrà data ragione di corruccio, assicura di venir tutto festoso e ridente. A lui non piace per niun conto altercare, e vorrebbe stringere la mano a tutti in segno di mutua comunanza d’idee e di affetti. Faccia Iddio che ei si possa avere l’anno venturo una si dolce consolazione. Amici cari, statemi sani, allegri con ogni ben di Dio. Leggetemi, fatemi leggere e vivete felici.

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Giovanni Bosco – Il galantuomo. Almanacco nazionale per l’anno comune ed embolismale 1859

Eccovi, Lettori cortesi, il solito umil l’Almanacco che v ’offriamo qual pegno della nostra gratitudine per la vostra cooperazione al sostenimento delle Letture Cattoliche, le quali certamente, se non fosse stato del vostro benevolo concorso, non si sarebbero potute pubblicare sino ad ora. Abbiatevi dunque questo picciol dono qual contrassegno della nostra riconoscenza, la quale è grande e sincera; ma insieme pigliatelo eziandio come una preghiera di continuarci il vostro favore per l’avvenire, sia con rinnovare la vostra associazione, sia ancora con adoperarvi che altri pure si associno. Eh già, mi direte, qui si vuol tirar l’acqua al suo molino. Ma noi crediate, di grazia. Qui non si tratta già di far intascare denaro all’amministrazione, ma bensì di metterla in grado di coprire spese da farsi necessariamente per la prosecuzione dell’opera e per pagar debiti. Che, se per la vostra cristiana sollecitudine ne rimarrà ancora sopravanzo, chi ne trarrà profitto sarete voi, Lettori umanissimi, giacché, crescendo i mezzi, si perfezionerà anche l’Opera, accrescendo i fascicoli e migliorando la carta e i caratteri e gli altri accessori. Continue reading “Giovanni Bosco – Il galantuomo. Almanacco nazionale per l’anno comune ed embolismale 1859”

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