Alberto Caviglia – Il « Magone Michele », una classica esperienza educativa (continuazione)

Invero il buon Michele, definito, come leggemmo, buono di cuore, ci presenta, tra i lineamenti del suo bollènte temperamento, quella forma di buon cuore che si chiama generosità, nella quale cioè si contiene il lavoro volitivo di una virtù attiva; quello di donarsi, di spendersi per gli altri.

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Alberto Caviglia – Il « Magone Michele », una classica esperienza educativa

La simpatica ed attraente biografia del piccolo convertito di Carmagnola (Michele Magone), dev’essere letta da noi come un libro d’idee. A differenza degli altri giovanetti di cui Don Bosco scrisse la Vita, i quali a lui pervennero già predisposti, e in parte preparati, il monello, condotto in soli quattordici mesi « ad un meraviglioso grado di perfezione cristiana », è un prodotto puro ed esclusivo della pedagogia di Don Bosco : di quella pedagogia fatta, si direbbe, specificamente per il tipo più comune dei giovanetti a cui Don Bosco si era consacrato ; ragazzi che si sarebbero perduti se Egli, il Santo, non li salvava.

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Mario Casotti – Un alunno e un maestro

In quella beata isola eh e la santità cristiana, tutti sbarcano vittoriosi e nessuno si perde ; e la corona del vincitore, nonché riuscire invidamente contesa, produce le corone di tutti gli altri. E l’educazione, ch’è l’effondersi dell’operosa carità, moltiplicando le anime in possesso della grazia, accresce ed immilla gli splendori del creato cosmo spirituale.

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Fedele Giraudi – L’Oratorio di Don Bosco ai tempi del Savio

Questa nostra chiesetta di S. Francesco di Sales, ricca di tante care memorie perchè testimone dei tempi eroici del nostro Oratorio, fu inaugurata — come tutti sapete e ricordate — il 20 giugno 1852, festa, in Torino, della Madonna Consolata. In questa chiesa, nel pomeriggio del 29 ottobre 1854, entrava per la prima volta il giovanetto Domenico Savio.

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Felicissimo Stefano Tinivella – Domenico Savio al suo entrare all’Oratorio

il presente contributo vorrebbe essere la presentazione di Domenico Savio qual egli era al momento in cui la sua vita, e più la sua spiritualità, entrarono nella zona d’influenza — e quale influenza — del meraviglioso tempratore di caratteri e guidatore di spiriti che fu S. Giovanni Bosco.

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Pietro Brocardo – San Giovanni Bosco apostolo del titolo « Auxilium Christianorum »

Su d’un argomento di così viva attualità per la presente sessione, e di così sicuro interesse scientifico, verte la mia comunicazione. Gli obbiettivi che essa persegue sono principalmente tre : 1) Genesi della divozione di Maria S S . Ausiliatrice in S. Giovanni Bosco; 2) Sue caratteristiche e sua giustificazione teologica; 3) Le iniziative e le opere avviate dal Santo per la diffusione del culto a Maria sotto il titolo di Auxilium Christianorum.

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Eugenio Valentini – La direzione spirituale dei giovani nel pensiero di Don Bosco

Il compianto signor D. Ricaldone nell’ultima sua opera: « D. Bosco Educatore » al termine della trattazione sul direttore come padre scrive: « Osserviamo infine che D. Bosco non ignorava l’organizzazione d’altri istituti di educazione, dove erano nitidamente distinte la carica di Rettore — con la responsabilità generale e la cura particolare del regime esteriore o disciplinare — e quella di Direttore Spirituale per il regime interiore delle anime.

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