R. Alberdi tentò di vedere nella sua comunicazione come il tema dell’invecchiamento e dell’anziano risultano trattati nei documenti dei Salesiani.
R. Alberdi tentò di vedere nella sua comunicazione come il tema dell’invecchiamento e dell’anziano risultano trattati nei documenti dei Salesiani.
Ciò che colpisce il lettore a contatto con le tracce dell’avventura della Mazzarello, specie se “laico” della disciplina, è come lo straordinario nasca dall’ordinarietà della sua vita, nel fatto che essa è tutta una dimostrazione di come Dio fa “grandi cose” con e per chi Lo ama. Proprio l’umiltà della sua persona infatti testimonia la gloria di Dio, che si serve di ciò che e disprezzato nel mondo per farne strumento della sua parola e della sua sollecitudine per le creature.
Continue reading “Giulia Paola Di Nicola – Maria Domenica Mazzarello e i paradossi della santità”
Per il mondo salesiano il volume di don Giovanni Battista Francesia, D. Michele Rua. Primo successore di don Bosco. Memorie del Sac. G. B. Francesia, uscito nel 1911, costituì a lungo una fonte primaria di notizie. Una fonte autorevole, perché redatta da un testimone oculare, che per quasi sessant’anni godette della vicinanza e dell’amicizia del biografato. Si tratta di una monografia dedicata al protagonista della nascita della Società Salesiana, dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dell’Associazione dei Cooperatori Salesiani. Continue reading “Stanisław Zimniak – “La “biografia” di don Rua scritta da Giovanni Battista Francesia (1911). Valore storiografico e immagine diffusa”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.”
Fin dal 1858 alcuni giovani collaboratori di don Bosco cominciarono a registrare per scritto parole e fatti del Fondatore. Dal 1861 l’iniziativa assunse un carattere più strutturato, con la costituzione di una “commissione” apposita.
Questo sforzo per raccogliere le memorie riguardanti il Padre e la storia dell’Oratorio continuo fino all’ultimo giorno della vita di don Bosco. Una di queste cronache è la “Cronichetta” di Giulio Barberis (1847-1927), primo maestro dei novizi nella Congregazione e più tardi Direttore spirituale generale. È composta da 15 quaderni e va dal maggio 1875 al giugno 1879, il periodo in cui il noviziato si trovava a Valdocco e Barberis aveva un contatto quotidiano col santo (nel luglio 1879 il noviziato si trasferirà a San Benigno). Quegli anni furono particolarmente significativi per la storia della Congregazione. Continue reading “Michele Shinjiro Urata – Il vissuto quotidiano della comunità di Valdocco tra 1875 e 1879 nella “Cronichetta” di don Giulio Barberis”
In questo contributo il dott. Paolo Mojoli offre l’edizione critica di un manoscritto autografo (redatto tra 1611 e 1614) di Giovanna Francesca di Chantal contenente una silloge di brani tratti dalla prima stesura del Trattato dell’amor di Dio, centrati sulla “santissima indifferenza”, che santa Giovanna Francesca de Chantal compose per uso personale. Il testo conosciuto da B. Mackey (e da lui trascritto in francese moderno), ma non più ritracciato da A. Ravier, è stato riscoperto nella Visitazione di Treviso da Mojoli, il quale lo riporta in edizione critica rispettando la grafia originale della Santa.
Il testo è riprodotto così come si presenta, nella scrittura fonetica usata dalla Chantal, senza accenti e con gli errori, le irregolarità e le incoerenze del manoscritto. Continue reading “Paolo Mojoli – Estratti dal “Trattato dell’Amor di Dio” in un manoscritto autografo di santa Giovanna Francesca di Chantal. Edizione critica”
Il prof. Morand Wirth, riprendendo e integrando un suo articolo apparso sulla rivista Educatio della “Association internationale de recherche sur la pédagogie chrétienne” – mette in risalto i motivi per i quali si può dire a ragione che don Bosco è “salesiano”, ciè si è ispirato a san Francesco di Sales. Innanzitutto viene presentata la posizione dei vari studiosi che si sono interessati dell’argomento, poi, dopo la rievocazione del percorso “salesiano” del santo torinese, vengono documentati alcuni tratti caratteristici dello “spirito salesiano” di don Bosco educatore: l’umanesimo, la scelta dell’educazione, la centralità del cuore, la qualità della relazione, la preminenza della volontà, la ricerca della felicità. Continue reading “Morand Wirth – In che cosa don Bosco è “salesiano”?”
Obiettivo di questa ricerca e mettere a fuoco i tratti di spiritualità che caratterizzano l’identità salesiana in un preciso momento storico, quello della prima guerra mondiale, e in soggetti ben definiti, i salesiani italiani arruolati nell’esercito tra 1915 e 1918. Si intende cioè ricostruire il complesso di valori umani e spirituali che sorresse questi religiosi soldati nel dramma collettivo della prima guerra mondiale, per meglio capire i capisaldi dell’identità salesiana di quegli anni.
I materiali presi in esame non sono diari, memoriali o scritti di indole autobiografica. La nostra indagine si e concentrata sulla vasta corrispondenza intrattenuta dai salesiani militari con il Rettor maggiore don Paolo Albera, Continue reading “Leonardo Tullini – Tratti di spiritualità nelle lettere inviate a don Paolo Albera dai salesiani soldati durante la prima guerra mondiale”
Explicit references to the life and teachings of Saint Francis de Sales figure greatly into Don Albera’s retreat instructions during the eighteen years he served as Catechist General (1892-1910). Although Don Albera quoted other writers more extensively, he developed a number of “Salesian” themes typical to the spiritual teachings of the gentle Bishop of Geneva. He complemented patron’s teaching with ideas that he derived from the founder, that is, from Saint John Bosco.
In this paper we briefly examine some of the essential elements of spirituality and religious life as Don Albera mined them from the writings and teachings of his patron and founder. Continue reading “Joseph Boenzi – Paolo Albera presenting the teachings of Saint Francis de Sales to young Salesians in formation”
Así pues, la hipótesis que me propongo demostrar es: «El Taller de Nazareth fue una obra social y educativa a favor de la mujer trabajadora».
THE „MYSTICAL” SUBSTRATUM (ELEMENT) OF DON BOSCO’S ACTIVE SPIRITUALITY
Summary
Don Bosco has been classified as a modern saint, a model for a new type of priest-educator.
His mission had an entirely social character, because he was a practical man, attentive to the needs of everyday life. Yet, his prodigious activity was coming out of the love of God, burning in him, and it was an effusion of spiritual light that he derived from God’s presence in his soul. That is why, Don Bosco never considered any activity as a threat to spiritual life: when one answers the call of the Lord with a total sacrifice of himself, everyday work becomes a prayer. Continue reading “Aldo Giraudo – Il substrato “mistico” della spiritualità attiva di don Bosco”
Jacques Schepens ebbe formule felici per descrivere l’azione del direttore spirituale in generale e del direttore spirituale salesiano in particolare. Nel pieno rispetto dell’originalità della dimensione psicologica e della dimensione religiosa, essa le armonizza ognuna al suo posto.
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