Il presente articolo consiste nella prosecuzione di un articolo precedente che si trova in “Ricerche Storiche Salesiane” 34 (1999) p. 150.
Il presente articolo consiste nella prosecuzione di un articolo precedente che si trova in “Ricerche Storiche Salesiane” 34 (1999) p. 150.
Il Consiglio Internazionale dei Musei (ICOM) definisce come un Museo, ogni istituzione permanente e senza scopo di lucro aperta al pubblico che acquisisce, conserva, ricerca ed espone collezioni di oggetti di natura culturale o scientifica per scopi di studio, educazione e intrattenimento. I musei sono stati i responsabili del mantenimento e della trasmissione di una parte significativa del patrimonio culturale.
Nell’ambito degli studi sui Cattolici e la Resistenza, l’«esigenza di disporre di dati quantitativi e accertati e di una documentazione coeva e convalidata dagli opportuni riscontri, al fine di superare un’attività di studio molto spesso in larga parte ancora basata sulla memorialistica e sulla letteratura successiva», è stata recentemente sottolineata nel corso di un convegno nazionale organizzato dall’Istituto Sturzo; convegno nazionale che concludeva cinque convegni interregionali di studio, nei quali si era anche affermato che all’interno del mondo ecclesiastico era «stato fin troppo trascurato dagli storici il ruolo ricoperto dagli ordini e dagli istituti religiosi».
I salesiani, venuti dall’Italia, si stabilirono nel 1900, nella città di San Salvador, capitale dello stato di Bahia. Due anni dopo, fondarono nello Stato di Sergipe, 355 km a nord, una scuola agricola nel luogo chiamato Tebaida, a 18 km dalla capitale dell’Aracaju.
I salesiani polacchi si incontrarono per la prima volta coi loro connazionali dell’altro emisfero in Argentina, ed uno di loro, don Stanislaw Cynalewski (1866-1932), dedicò tutta la vita all’attività fra gli emigranti. Gli altri dello stesso gruppo solo sporadicamente poterono svolgere il loro servizio pastorale nella lingua della madre patria. Un loro maggiore impegno in questo campo incontrava grandi difficoltà da parte delle autorità della Congregazione, dal momento che allora “essere salesiani” equivaleva sovente ad “essere italiani”.
Il periodo preso in esame per questa ricerca ha come termine a quo la morte di don Bosco (1888) e come termine ad quem la richiesta fatta da don Michele Rua (1837-1910) alla Santa Sede della fondazione dell’ispettoria napoletana (1901). Il decreto dell’erezione canonica porta la data del 20 gennaio 1902. Le regioni prese in esame sono ancora quelle continentali dell’Italia meridionale. All’esame della documentazione che occuperà la seconda parte, premettiamo alcuni brevi cenni sulla successione di don Rua a Rettor Maggiore della congregazione salesiana e la sua decisione di fondare l’ispettoria napoletana, sulle case aperte da don Rua nel Mezzogiorno e i suoi viaggi nel sud tra il 1888 ed il 1901 ed alcune indicazioni d’insieme in merito ai documenti delle richieste di fondazioni presentati.
L’ autrice scrive alle proprie consorelle questa ultima lettera delle circolari dell’anno 1920, annunciando il termine di questa serie di lettere circolari. Seguono interventi delle consorelle consigliere.
Continue reading “Caterina Daghero – Lettera Circolare del 24 dicembre 1920”
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Don Francesco Bodrato (1823-1880), capo della seconda spedizione missionaria salesiana (1876), si trovò a dover consolidare l’opera salesiana in America, allora ai suoi primi passi.
Il suo Epistolario documenta che non mancava di indicare di volta in volta a Torino i vari passaggi attraverso i quali il progetto delle nuove fondazioni si veniva realizzando.
L’ autrice informa le proprie consorelle che il Superiore ha inviato una lettera edificante la quale tutti sono invitati a leggere. Seguono interventi delle consorelle consigliere.
Continue reading “Caterina Daghero – Lettera Circolare 24 novembre 1920”
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