“Nei lavori capitolari abbiamo messo in evidenza il nucleo carismatico fondamentale della nostra chiamata: Essere oggi segno ed espressione dell’amore preveniente di Dio per le giovani generazioni (cf Cost 1).
“Nei lavori capitolari abbiamo messo in evidenza il nucleo carismatico fondamentale della nostra chiamata: Essere oggi segno ed espressione dell’amore preveniente di Dio per le giovani generazioni (cf Cost 1).
“Il titolo del documento: Allargate lo sguardo. Con i giovani missionarie di gioia e di speranza esprime l’impegno di dare alla nostra vita e alle nostre comunità educanti ampi orizzonti, coltivando in modo più appassionato il da mihi animas cetera tolle.
“La riflessione sul tema del Capitolo: Nella rinnovata Alleanza, l’impegno di una cittadinanza attiva si pone in continuità con quella degli ultimi Capitoli. Nel Capitolo generale XIX l’argomento riguardava l’educazione delle giovani quale apporto specifico delle FMA alla nuova evangelizzazione; nel Capitolo generale XX, l’importanza di essere comunità di donne radicate in Cristo per una missione educativa inculturata. Nell’attuale si riprendono, con altre sfumature, i motivi di fondo dei Capitoli precedenti: il radicamento nell’Alleanza, sorgente di dinamismo vocazionale e di impegno nella missione di educarci ed educare alla cittadinanza evangelica.
Il filo rosso che attraversa le diverse tematiche è l’unità vocazionale, dono e impegno, vissuta nella realtà sempre più diversificata del nostro tempo.
Lo scopo della direzione spirituale è la crescita verso la maturità e la fede, cioè l’autonomia e l’azione personale del diretto. La libertà quindi del guidato sta al centro.
Durante lunghi anni, la tradizione salesiana usò poco l’espressione « direzione spirituale »; si preferiva la parola italiana « rendiconto ». Non è che si misconoscesse questa pratica indispensabile ad ogni progresso nella vita cristiana e a fortiori religiosa, ma sembrava che il rendiconto prescritto dalla regola potesse sostituirla.
Guido Gatti ha spiegato con precisione i rapporti che esistono tra « la direzione spirituale e l’ideologia morale » contemporanea.
Madre Mazzarello, come prima superiora della comunità dì Mornese, si sente « sorella tra le sorelle », una sorella però che ha la responsabilità di formare le altre. Questa formazione si svolge nel vivere quotidiano. Qui la Madre si rivela come una vera « direttrice di anime ».
Formuliamo la domanda: i testimoni che depongono nel processo di beatificazione e canonizzazione del terzo successore di san Giovanni Bosco riconoscono in lui una vera guida o direttore spirituale propriamente detto? Come lo spiegano?
La storia della direzione spirituale nel cristianesimo non è ancora stata scritta. La nota che segue non può dunque pretendere di riassumere questa storia sia pure per la sola epoca moderna, che lo storico fa cominciare col secolo decimo sesto.
Nelle note che seguono, don Bosco stesso ci spiegherà le sue concezioni intorno alla direzione spirituale: 1) parlandoci del proprio direttore, che è un santo canonizzato e che fu per lui un costante modello; 2) dicendoci l’ideale che proponeva, esplicitamente o no, ai suoi diretti; 3) manifestando, attraverso esortazioni e comportamenti, lo stile che dava alla sua direzione (luogo, contenuto, linguaggio…), da parte sia del direttore che del diretto.
Oggi dunque sembra possibile e salutare una direzione spirituale. Alcuni suoi tratti sono stati delineati nelle relazioni e durante i dibattiti di quei giorni molto interessanti nel loro insieme. Le questioni che si ponevano i partecipanti ricevettero tutte una risposta soddisfacente? Le loro inquietudini furono placate e i loro timori scongiurati?
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