Le but de notre recherche est de retracer le processus de la fondation de l’école professionnelle officielle de Lubumbashi (Elisabethville) qui ouvrit ses portes en 1955.
Le but de notre recherche est de retracer le processus de la fondation de l’école professionnelle officielle de Lubumbashi (Elisabethville) qui ouvrit ses portes en 1955.
Il volume è la sintesi di un processo che ha coinvolto le comunità educanti dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nella ricerca delle risposte più adeguate ai bisogni delle giovani generazioni in difficoltà.
La rilettura del Sistema preventivo che viene presentata parte dalla persona in difficoltà, cioè dalla pratica educativa che scaturisce dalla vita, tenendo tuttavia conto dei presupposti delle scienze umane, dei fondamenti pedagogici salesiani e delle implicanze pratiche caratteristiche dei diversi contesti socioculturali.
La ricerca prende in considerazione i dati relativi agli anni 1925, 1940 e 1955, in particolare quelli delle Case, del personale FMA, delle opere e dei destinatari delle opere. Le opere a cui le FMA hanno dato vita, nella molteplicità delle loro denominazioni, rivelano come la preoccupazione di educare le ragazze e le giovani abbia fatto loro intraprendere percorsi audaci e inaspettati, e nello stesso tempo, innovativi rispetto ai tempi e alla condizione concreta delle comunità, che nel contesto del presente lavoro si vogliono documentare.
Indice:
I salesiani polacchi si incontrarono per la prima volta coi loro connazionali dell’altro emisfero in Argentina, ed uno di loro, don Stanislaw Cynalewski (1866-1932), dedicò tutta la vita all’attività fra gli emigranti. Gli altri dello stesso gruppo solo sporadicamente poterono svolgere il loro servizio pastorale nella lingua della madre patria. Un loro maggiore impegno in questo campo incontrava grandi difficoltà da parte delle autorità della Congregazione, dal momento che allora “essere salesiani” equivaleva sovente ad “essere italiani”.
Spesso si cita la riflessione attribuita a Don Bosco: “Voi compirete l’opera, che io incomincio; io abbozzo, voi stenderete i colori…”. Che cosa fecero i Salesiani, i Salesiani e i loro numerosi cooperatori e amici quando il loro fondatore scomparve? Si sono accontentati di mantenere i lavori lanciati da lui? Sono riusciti a svilupparli, a crearne di nuovi?.
Indice:
Si avvicina il mese consacrato alla Madre amantissima Maria Ausiliatrice e, come negli anni scorsi, esorta a moltiplicare preghiere e suppliche ai piedi dei suoi altari per ottenere, mediante la sua intercessione, l’avvento tanto sospirato della pace. Notizie consolanti: Mons. Guglielmo Piani comunica che potè, malgrado tutto, continuare la sua importante missione. Mons. Mathias parla dei Salesiani usciti dai campi di concentramento, del progresso delle opere esistenti e dell’inizio di altre nuove.
Si avvicinano le Feste Natalizie e Don Ricaldone desidera giunga la sua parola di paterno affetto, di augurio, di benedizione. Gli preme invitare a innalzare lo sguardo al Cielo, perchè da esso scende tra armonie di pace, quel Gesù che a tutti porta amore e salvezza.
Don Ricaldone prega ogni giorno e fa pregare perchè il Signore sostenga tutti nei disagi, rischiari nelle difficoltà sempre crescenti, liberi dai pericoli, mantenga tutti uniti nello spirito e nel cuore del Padre, infiammi del suo zelo e renda tutti degni suoi figli nell’immolazione per le anime di fronte agli accresciuti bisogni.
Nelle Missioni, i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice continuano a svolgere in gran parte l’opera loro, pur in mezzo a difficoltà e sacrifizi di ogni genere. Parecchi Confratelli caddero sui diversi campi di battaglia; altri rimasero feriti; altri sono prigionieri, dispersi, internati in campi di concentramento. Si fece e si fa di tutto per alleviare le loro sofferenze con aiuti e parole di conforto
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