Il file raccoglie le lettere circolari di madre Luisa Vaschetti (1858-1943). Questa prima parte delle lettere circolari (n° 93-150) riguardano gli anni di governo 1924-1932.
Il file raccoglie le lettere circolari di madre Luisa Vaschetti (1858-1943). Questa prima parte delle lettere circolari (n° 93-150) riguardano gli anni di governo 1924-1932.
Dopo un’attenta analisi del perché di bombardamenti aerei sulle città e del quadro teorico che presiedette ai bombardamenti strategici effettuati sulle città italiane nel biennio nel 1943-1945 – una volta passata l’Italia dallo stato di cobelligeranza al fianco della Germania a quello di cobelligeranza a fianco degli Alleati Occidentali – l’autore presenta le incursioni aeree del 25 settembre 1943, del 29 gennaio e 24-25 agosto 1944, con tutti i terribili danni che subì il patrimonio edilizio dell’Opera salesiana della città, costituita dalla casa salesiana (con scuole e oratorio) e dalla chiesa-santuario del S. Cuore di Gesù.
Nell’arco di quarant’anni infinite cose possono cambiare e, non certo, superficialmente. Ciò poteva avvenire, ed è avvenuto, ancor più nel quarantennio 1944-1984, tempo di impreviste evoluzioni, se non addirittura rivoluzioni, verificatisi sia nel mondo sociale e politico che in quello ecclesiastico.
La rievocazione del divenire dell’idea e della realtà dell’oratorio salesiano in Italia abbraccia vent’anni di particolare rilievo nella storia della Chiesa, dello Stato e della Società salesiana. Questa, con i Rettori Maggiori don Filippo Rinaldi e don Pietro Ricaldone, ha una straordinaria crescita in numero di soci e di opere, e notorietà, anche grazie alla beatificazione e canonizzazione di don Bosco.
“Figliuoli carissimi in G. C.,
Provo grande gioia nel poter finalmente, con questo numero degli Atti del Capitolo — che è il primo dopo la celebrazione del XVI Capitolo Generale — rivolgermi a voi tutti per compiere il dovere impostomi dalle Costituzioni con queste parole: « Spetta al Rettor Maggiore far note alla Società le deliberazioni del Capitolo Generale » (Cost., 149). A detta di quanti vi presero parte, esso fu una bella manifestazione di carità, di concordia, di mutua comprensione, e soprattutto
di adesione incondizionata al nostro grande Padre S. Giovanni Bosco, alle sue direttive, al suo sistema, alle sue virtù ed esempi. Si direbbe che la soave figura del Padre, dominante la sala
delle adunanze, irradiasse di luce celeste le menti dei suoi Figli e ne guidasse i cuori alla piena attuazione delle sue ardenti aspirazioni. Il lavoro, compiuto con il lodevole concorso di tutti i Membri e con l’occhio sempre fisso a Don Bosco, segna un passo notevole della nostra Società, protesa verso future e sempre più feconde attività.
L’affidamento della parrocchia della “città nuova” di Littoria ai salesiani sul finire del 1933, fortemente voluta da papa Pio XI, fu un’occasione in cui la Congregazione salesiana venne invitata a confrontarsi direttamente, e in qualche modo a suggellare una saldatura, con l’operato del regime fascista, proprio nel momento della massima celebrazione di don Bosco, la sua canonizzazione (1934).
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Questo contributo intende indagare sé e come nell’Istituto delle FMA si ponga il problema circa la preparazione delle suore al compito educativo; quale sia l’evoluzione della sensibilità nei confronti della preparazione pedagogica ed educativa; se e dove appaia lo studio della pedagogia; quali sussidi in linee metodologiche pratiche proponga, ecc.
Un’indagine sulle risposte delle FMA alle sfide prodotte ai processi mondiali in atto tra fine ‘800 e metà ‘900 deve tener conto della natura e della missione educativa dell’istituzione, della sua struttura organizzativa e di governo, e dei destinatari. Questi fattori connotano la percezione della realtà da parte delle religiose e l’interazione tra governo centrale e locale. Le fonti che sono state selezionate per questo studio sono inerenti al governo centrale e questo indica l’angolatura della ricerca, al contempo delimita la tipologia dell’informazioni e le conseguenti valutazioni.
Indice:
Viene pubblicata una memoria di don Francesco Làconi circa la lunga e pericolossima operazione – nota finora soltanto in estrema sintesi e con notevoli imprecisioni – della protezione concessa, grazie all’intervento diretto del Rettor Maggiore don Pietro Ricaldone, da varie case salesiane del Piemonte (e successivamente di Roma e di Buenos Aires) al famoso quadrumviro fascista Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon, condannato a morte dai “repubblichini” di Salò e ricercato sia dai tedeschi che dai partigiani.
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