Gratitudine ed educazione: un legame fondato ed inscindibile. Il nesso tra i due termini nasce dal fatto che, pur riferendoci all’una o all’altra realtà, in entrambi i casi ci occupiamo di un vissuto genuinamente e squisitamente umano, adatto al singolo e alla convivenza.
Non esiste persona abituata a ringraziare senza esserne stata educata e d’altra parte non c’è educazione vera se non quando la si accompagna – con impegno, gradualmente e fin dalla nascita – alla consapevolezza realistica e salutare che nella vita non tutto è dovuto, non si è autosufficienti, si ha bisogno degli altri, fino a quando non si riconosce che i beni e le conquiste di cui usufruiamo oggi sono frutto di lavoro e di lotta, di studio e di ricerca delle generazioni che ci hanno preceduto e a cui, per questo, dobbiamo riconoscenza.
Il volume è la sintesi di un processo che ha coinvolto le comunità educanti dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nella ricerca delle risposte più adeguate ai bisogni delle giovani generazioni in difficoltà.
La rilettura del Sistema preventivo che viene presentata parte dalla persona in difficoltà, cioè dalla pratica educativa che scaturisce dalla vita, tenendo tuttavia conto dei presupposti delle scienze umane, dei fondamenti pedagogici salesiani e delle implicanze pratiche caratteristiche dei diversi contesti socioculturali.
“Pax vobis!” “La pace sia con voi!” Don Pietro Ricaldone prega Iddio che voglia far giungere la soavità della sua pace a tutti i punti della terra ove i Figli di S. Giovanni Bosco lavorano per la salvezza delle anime. È voce angelica, anzi divina, questa della pace: perchè la pace si gode solo quando a Dio si è uniti nella carità e nell’osservanza della sua legge di amore. Lontani da Lui, odio, divisioni, conflitti, stragi, morte. E’ necessario pregare per le povere vittime e correre a soccorso dei fratelli che gemono nel dolore, nella miseria, nell’accasciamento materiale e morale. È questa la missione.
Mentre don Ricaldone rinnova gli auguri delle Feste Pasquali invocando le benedizioni celesti, sente il bisogno di dare alcune notizie di famiglia. Le Missioni continuano a sviluppare l’opera loro pur in mezzo a gravissime difficoltà. Altri gruppi di missionari furono inviati ai campi di concentramento: ma in quegli stessi luoghi di esilio, essi svolgono un’azione veramente salutare in favore di tanti connazionali e di molte anime. S. S. Pio XII, gloriosamente regnante, scrisse, il 15 del corrente mese, un’accorata lettera all’Em.mo Card. Luigi Maglione, suo Segretario di Stato, invitando per mezzo suo, tutti i cristiani, ma specialmente i fanciulli, ad una crociata di preghiere nel mese consacrato alla Vergine Santa. Lo scopo della crociata è duplice: implorare dalla misericordia divina, per intercessione della nostra Madre celeste, l’avvento dell’auspicata pace, ma soprattutto ottenere che «i costumi degli individui siano resi conformi alla dottrina di Cristo». il Papa stesso invita a quella ch’egli chiama la crociata di tutti. Continue reading “Pietro Ricaldone – Auguri – Notizie di famiglia – Appello di S. S. Pio XII per il mese di maggio – Crociata di tutti”→
Nell’articolo si prendono in esame alcune fonti di carattere biografico scritte da San Giovanni Bosco. In esse, attraverso il racconto aneddotico, l’Autore offre modelli di comportamento virtuoso da parte di giovani e di genitori. Dallo studio emerge il quadro di una famiglia, nella quale i genitori sono visti come primi responsabili dell’educazione dei figli nel processo della loro maturazione integrale. Per questo la realtà educativa familiare viene scelta dal santo educatore come paradigma di riferimento per le sue istituzioni educative. Continue reading “Piera Ruffinatto,Wioletta Malinowska – La famiglia in alcune biografie scritte da don Bosco”→
La vita di don Giovanni Bosco e lo sviluppo del suo stile educativo si collocano inizialmente nel mondo rurale piemontese intessuto di tradizioni cattoliche secolari. I cambiamenti realizzati durante la sua vita e le scelte educative da lui via via operate, come il passaggio fondamentale dagli oratori ai collegi, denotano tuttavia un adattamento allo sviluppo della società liberale e laica dell’Italia durante il processo di unificazione.
Diversi furono, invece, i decenni posteriori del passaggio tra Ottocento e Novecento, caratterizzati da grandi e profondi mutamenti a livello mondiale, i quali suscitavano in molti l’aspettativa di un mondo nuovo proiettato nella direzione di un progresso illimitato sotto la spinta dello scientismo positivistico. Per un verso o per l’altro, il passaggio dei secoli sembrava anticipare a preparare un mondo intrinsecamente diverso dal passato. In questo contesto si trovò ad operare la prima generazione salesiana in un processo di espansione intercontinentale.
Video lezione di sintesi sul contesto e il pensiero pedagogico salesiano della prima generazione
La linea di fondo nel periodo in questione è di essere un altro don Bosco. Don Michele Rua, nella prima lettera da Rettor Maggiore don Rua esplicita il suo programma: “Noi dobbiamo stimarci ben fortunati di essere figli di un tal Padre. Perciò nostra sollecitudine dev’essere di sostenere e a suo tempo sviluppare ognora più le opere da lui iniziate, seguire fedelmente i metodi da lui praticati ed insegnati, e nel nostro modo di parlare e di operare cercare di imitare il modello che il Signore nella sua bontà ci ha in lui somministrato. Questo, o Figli carissimi, sarà il programma che io seguirò nella mia carica; questo pure sia la mira e lo studio di ciascuno dei Salesiani”.
Le risorse del periodo organizzate geograficamente
Bibliografia selezionata:
Albera P. – Gusmano C., Lettere a don Giulio
Barberis durante la loro visita alle case d’America (1900-1903), Introduzione, testo critico e note a cura
di Brenno Casali, LAS, Roma 2000.
Allievo, G., Studi
pedagogici in servigio degli studenti universitari delle scuole normali e degli
istituti educativi, Tipografia subalpina S. Marino, Torino 1893.
Allievo, G., La nuova scuola pedagogica ed i suoi pronunciamenti, Carlo Clausen, Torino 1905.