Vilma Parra Pérrez – “La obra de las Hijas de María Auxiliadora en Colombia durante el rectorado de don Miguel Rua (1897-1910)”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.

La fundación de las Hijas de María Auxiliadora en Colombia se realizó en 1897 por una gestión expresa da don Evasio Rabagliati para que se dedicaran a la educación, y junto con los SDB, se encargaran de la misión en el Lazareto de Contratación. Fue don Rabagliati el gran propulsor del trabajo en los Lazaretos en Colombia. Continue reading “Vilma Parra Pérrez – “La obra de las Hijas de María Auxiliadora en Colombia durante el rectorado de don Miguel Rua (1897-1910)”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.”

Pier Giorgio Gianazza – “Don Rua e la fondazione salesiana di Alessandria d’Egitto”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.

Presentiamo in sintesi gli ultimi sviluppi della casa di Alessandria, fino alla seconda visita di don Rua nel 1908, a soli due anni prima della sua morte. I primi 65 allievi (33 studenti e 32 artigiani) del primo anno scolastico 1897-98 andranno crescendo di anno in anno, fino ad
arrivare ai 1.200 di oggi. Nel 1907 si iniziò finalmente anche l’oratorio festivo, che ha sempre prosperato fino ad oggi. Continue reading “Pier Giorgio Gianazza – “Don Rua e la fondazione salesiana di Alessandria d’Egitto”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.”

Bogdan Kolar – “Il contributo di don Rua all’insediamento dell’opera salesiana tra gli Sloveni”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.

Come per don Bosco, che la comunità ecclesiale slovena conosceva bene già al momento della sua morte, possiamo dire che anche per il suo successore nella guida della congregazione salesiana, Michele Rua, avvenne qualcosa di simile. Con entrambi, i cristiani sloveni ebbero contatti personali, si scrissero e collaborarono in diversi modi nel sostenere numerose iniziative. Continue reading “Bogdan Kolar – “Il contributo di don Rua all’insediamento dell’opera salesiana tra gli Sloveni”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.”

Léon Verbeek – “Storia salesiana in Africa: fonti “orali e figurative”- fonti civili ed ecclesiali non salesiane: esperienza dei salesiani in Africa Centrale” in “Storia e identità salesiana in Africa e Madagascar. Questioni di conservazione del patrimonio culturale”

Questo mio contributo è collegato all’esperienza dei Salesiani nell’Ispettoria dell’Africa Centrale (AFC); per tale motivo, mi propongo di ripercorrere con voi l’iter della mia esperienza, perché possiate vedere, fra l’altro, che questo percorso non ha avuto niente di programmato, ma è stato orientato dalle circostanze; anche il ricorso ai vari generi di fonti è stato una questione di circostanze. Non c’è stata insomma, a monte, alcuna programmazione sistematica.

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Albert De Jong – “Problemi di produzione, custodia e conservazione delle fonti in Africa oggi” in “Storia e identità salesiana in Africa e Madagascar. Questioni di conservazione del patrimonio culturale”

Nella percezione della gente dell’Occidente l’Africa è stata lungamente considerata un “Continente nero”, ovvero ignoto. Data l’assenza di fonti scritte, Hegel pensava che l’Africa non avesse un passato.

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Albert De Jong – “Problems of redaction, preservation and conservation of sources in Africa today” in “Storia e identità salesiana in Africa e Madagascar. Questioni di conservazione del patrimonio culturale”

Africa is considered for a long time in the perception of people in the West as the “Dark Continent”. Because there were no written sources, Hegel thought that Africa had no past.

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Léon Verbeek – “L’histoire salésienne en Afrique: ses sources “orales et figuratives” – ses sources civiles et ecclésiales non salésiannes: l’expérience des salesiens en Afrique Centrale” in “Storia e identità salesiana in Africa e Madagascar. Questioni di conservazione del patrimonio culturale”

Comme notre intervention est en rapport avec l’expérience des salésiens dans la Province d’Afrique Centrale (AFC), je me propose ici de retracer mon propre parcours, pour que vous puissiez voir, entre autre, qu’il n’y a rien eu de programmé dans les actions entreprises, mais que les choses se sont orientées au fur et à mesure des circonstances, tout comme d’ailleurs le recours aux différents genres de sources a aussi été une question de circonstances. Il n’y a donc pas eu au préalable une programmation systématique en tant que telle.

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Marcel Verhulst – “Scrivere la storia salesiana in Africa. Un’esperienza concreta” in “Storia e identità salesiana in Africa e Madagascar. Questioni di conservazione del patrimonio culturale”

In questa prima relazione vorrei affrontare tre temi, ossia: l’importanza che la Congregazione permetta di scrivere sulla storia delle province; raccontare un po’ il mio percorso personale nel campo della storia salesiana; presentare i risultati della mia ricerca sulla storia della mio paese (AFC), per concludere con alcune riflessioni sugli obiettivi perseguiti scrivendo sulla storia della mia provincia.

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Marcel Verhulst – “Ecrire l’histoire salesienne en Afrique. Une experience concrete” in “Storia e identità salesiana in Africa e Madagascar. Questioni di conservazione del patrimonio culturale”

Dans cette première relation, je voudrais aborder trois sujets, à savoir: l’importance que la Congrégation accorde à l’écriture de l’histoire des provinces; raconter quelque peu mon parcours personnel dans le domaine de l’histoire salésienne; exposer les résultats de mes recherches en histoire de ma province (l’AFC), pour terminer avec quelques réflexions sur les objectifs visés en écrivant sur l’histoire de ma province.

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Grazia Loparco – “Presentazione” in “Storia e identità salesiana in Africa e Madagascar. Questioni di conservazione del patrimonio culturale”

La presenza salesiana maschile e femminile nel continente africano conta più di cento anni, ma la grande diffusione delle case e delle opere risale agli anni ’80 del Novecento.

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