Le Recteur Majeur, Père J. E. Vecchi, qui avait déjà en 1997 souligné l’importance de l’historiographie salésienne (lett. Io per voi studio, ACG 361), a insisté en 1998 sur le thème.
Le Recteur Majeur, Père J. E. Vecchi, qui avait déjà en 1997 souligné l’importance de l’historiographie salésienne (lett. Io per voi studio, ACG 361), a insisté en 1998 sur le thème.
With this contribution the intention is, after a look at the ideological background to the “springtime of the writing of Salesian history”, to examine even briefly, our situation and relationship with the writing of Salesian history–to deal with the writing of history directly associated with the religious Institutes founded by Don Bosco, limiting myself however, to the Salesian Society.
During the 1st International Seminar on the History of Salesian Work in Africa and Madagascar, held between 11 and 14 October 2011 at Karen (Nairobi – Kenya), it was possible to reflect in a special way on the question of the production and the conservation of the Salesian memory. It was noted that in the care of the Provincial archives (with few exceptions: as for example that of the Provincial Archives of Central Africa) much remains to be done from both the point of view of the personnel responsible for this sector in our Congregation, and from the point of view of the state of the structures that need to be put in place to safeguard in the best way the memory of what the SDB have done. Rather there appears to be an alarming situation which requires something to be done quickly, without it being put off indefinitely.
Quest’anno ho tante cose gravi a raccontarvi, e di tale importanza, che mi vedo costretto a dividere la materia in alcuni capitoli. Comincerò ad accennarvi ciò che avvenne sul principio di quest’anno per farmi strada al rimanente.
In the historiography, Marrou distinguishes a past lived by the persons and a past relived by those who study it, because history is reconstructed, necessarily interpreted in the search for the meaning of facts and of their connections.
Con questo breve contributo si vuole – dopo un cenno allo sfondo ideologico della “primavera storiografica salesiana” – trattare della storiografia inerente le istituzioni religiose fondate da Giovanni Bosco, limitandosi però alla Società salesiana (SDB). Sull’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) interverrà autorevolmente sr. Piera Cavaglià.
Il Marrou distingue nella storiografia un passato vissuto dalle persone e un passato rivissuto da chi lo studia, in quanto la storia è ricostruita, necessariamente interpretata nella ricerca del significato dei fatti e dei loro collegamenti.
L a venerazione a s. Martino si può dire sparsa in tutta la cristianità; nell’Europa poi sarà difficile trovare un paese in cui non sia chiesa, altare o qualche altro monumento religioso che attesti segnalati favori ottenuti da Dio per intercessione di lui a pro delle famiglie e delle campagne; oppure renda gloriosa testimonianza di miracoli pubblicamente riconosciuti ed operati a pro della sofferente umanità.
Don Michele Rua fu il rettor maggiore che ebbe il più lungo, il più esteso e il più intenso contatto con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Sin dal periodo della fondazione dell’Istituto, in modo particolare da quando don Bosco gliene affidò la direzione generale, fino alla sua morte si occupò in modo diretto delle FMA – con una responsabilità ufficiale ben definita fino alla separazione giuridica. Continue reading “Maria Maul – “Mi sembrava di parlare con un santo”: le testimonianze delle Figlie di Maria Ausiliatrice su don Michele Rua”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.”
“Don Michele Rua, fedele discepolo di don Bosco” è espressione che ricorre come un leitmotiv nelle biografie del beato. Di fronte a simili stereotipi, il dovere dello storico è quello di un’indagine rigorosa, che illustri la verità e le approssimazioni del caso. Continue reading “Enrico Dal Covolo – “Don Rua: una “copia” di don Bosco? Per un confronto tra le due Positiones”, in “Don Michele Rua primo successore di Don Bosco. Tratti di personalità, governo e opere (1888-1910)”.”
Ciò che colpisce il lettore a contatto con le tracce dell’avventura della Mazzarello, specie se “laico” della disciplina, è come lo straordinario nasca dall’ordinarietà della sua vita, nel fatto che essa è tutta una dimostrazione di come Dio fa “grandi cose” con e per chi Lo ama. Proprio l’umiltà della sua persona infatti testimonia la gloria di Dio, che si serve di ciò che e disprezzato nel mondo per farne strumento della sua parola e della sua sollecitudine per le creature.
Continue reading “Giulia Paola Di Nicola – Maria Domenica Mazzarello e i paradossi della santità”
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