Novità di prospettive nel testo rielaborato: Natura delle Costituzioni; Sottolineatura dell’aspetto carismatico della nostra vocazione; Riferimento al Fondatore; Adeguamento al nuovo Codice di Diritto canonico; Concretezza e ambito della nostra Regola di vita.
Nel presente articolo, l’autore si propone di approfondire ciò che furono e operarono i salesiani di don Bosco in Italia fino alla Prima guerra Mondiale. Tale argomento sembra rilevante poiché chi scorre la storiografia sul movimento cattolico del periodo, non tarda a notare l’assenza quasi totale di riferimenti espliciti a don Bosco, ai salesiani e alle iniziative che li ebbero promotori o animatori.
Il volume presenta le lettere suor Angela Vallese, FMA missionaria pioniera delle missioni nella Patagonia e nella Terra del Fuoco. Sono 169 lettere scritte a don Bosco, a madre Mazzarello, a madre Caterina Daghero, a don Michele Rua, a don Paolo Albera, a don Giovanni Cagliero, a don Giuseppe Fagnano, ad altri Salesiani, ai genitori, alla sorella Teresa, ad altri familiari, a consorelle. Leggendole, si coglie la concretezza di questa donna umile e appassionata per il Regno di Dio, che seppe inculturarsi con semplicità tra la gente di quelle terre lontane, pur rimanendo affettivamente legata al suo paese d’origine e alla sua famiglia, senza nulla rimpiangere, ma amando tutti di vero cuore. Continue reading “Maria Vanda Penna – Là non ci separeremo mai più. Lettere della prima FMA missionaria pioniera nella Patagonia e nella terra del fuoco”→
La vita di don Giovanni Bosco e lo sviluppo del suo stile educativo si collocano inizialmente nel mondo rurale piemontese intessuto di tradizioni cattoliche secolari. I cambiamenti realizzati durante la sua vita e le scelte educative da lui via via operate, come il passaggio fondamentale dagli oratori ai collegi, denotano tuttavia un adattamento allo sviluppo della società liberale e laica dell’Italia durante il processo di unificazione.
Diversi furono, invece, i decenni posteriori del passaggio tra Ottocento e Novecento, caratterizzati da grandi e profondi mutamenti a livello mondiale, i quali suscitavano in molti l’aspettativa di un mondo nuovo proiettato nella direzione di un progresso illimitato sotto la spinta dello scientismo positivistico. Per un verso o per l’altro, il passaggio dei secoli sembrava anticipare a preparare un mondo intrinsecamente diverso dal passato. In questo contesto si trovò ad operare la prima generazione salesiana in un processo di espansione intercontinentale.
Video lezione di sintesi sul contesto e il pensiero pedagogico salesiano della prima generazione
La linea di fondo nel periodo in questione è di essere un altro don Bosco. Don Michele Rua, nella prima lettera da Rettor Maggiore don Rua esplicita il suo programma: “Noi dobbiamo stimarci ben fortunati di essere figli di un tal Padre. Perciò nostra sollecitudine dev’essere di sostenere e a suo tempo sviluppare ognora più le opere da lui iniziate, seguire fedelmente i metodi da lui praticati ed insegnati, e nel nostro modo di parlare e di operare cercare di imitare il modello che il Signore nella sua bontà ci ha in lui somministrato. Questo, o Figli carissimi, sarà il programma che io seguirò nella mia carica; questo pure sia la mira e lo studio di ciascuno dei Salesiani”.
Le risorse del periodo organizzate geograficamente
Bibliografia selezionata:
Albera P. – Gusmano C., Lettere a don Giulio
Barberis durante la loro visita alle case d’America (1900-1903), Introduzione, testo critico e note a cura
di Brenno Casali, LAS, Roma 2000.
Allievo, G., Studi
pedagogici in servigio degli studenti universitari delle scuole normali e degli
istituti educativi, Tipografia subalpina S. Marino, Torino 1893.
Allievo, G., La nuova scuola pedagogica ed i suoi pronunciamenti, Carlo Clausen, Torino 1905.
Il Santo Padre Pio XI con la magnifica Bolla del 29 maggio scorso, Infinita Dei misericordia, ha proclamato a tutto il mondo il grande Giubileo dell’Anno Santo, da celebrarsi in Roma dai primi Vespri della vigilia del Natale prossimo a quelli della vigilia di Natale del 1925. Questo grande universale Giubileo ricorre ogni 25° anno, e questo si suol chiamare Anno Santo, sia perchè s’inizia, si svolge e si chiude con riti sacri, sia principalmente per una maggior elargizione di speciali aiuti del Cielo, ad eccitare gli animi verso un più alto grado di santità e di perfezione, e a promuovere la restaurazione cristiana della società.