Il P. Schoch ha analizzato lo smacco dei religiosi impegnati, talvolta da molto tempo, nella educazione salesiana, e che, in questi ultimi anni, hanno visto crollare in qualche modo la loro ragione d’essere sociale.
Il P. Schoch ha analizzato lo smacco dei religiosi impegnati, talvolta da molto tempo, nella educazione salesiana, e che, in questi ultimi anni, hanno visto crollare in qualche modo la loro ragione d’essere sociale.
Don Bosco ha mostrato l’importanza di incontrare i ragazzi nei luoghi della loro vita, piuttosto che pretendere di accoglierli all’interno di strutture o proposte precostituite. Questo ha consentito di conoscere e riconoscere chi altrimenti non sarebbe mai arrivato ai servizi o agli interventi predefiniti costruendo un modo di lavorare fondato sull’incontro con la persona prima che sulla risoluzione del disagio.
Continue reading “Andrea Zampetti – Come Don Bosco camminare con i giovani. La presenza educativa”
Analysing the educational presence, like presented by Don Bosco in the biographies, means that we have to analyse these documents to see how he in a narrative way describes his own role in the lives of these youngsters. Even if he doesn’t mention himself by his own name, sometimes we find, certainly in the lives of Savio, Magone and Besucco, direct and indirect references to himself.
Educating is not an activity you do alongside other activities. It is intertwined in the daily interaction with each other. Presence plays a crucial role in this. That you are there and how you are there as an educator, makes or breaks the whole upbringing event.
Continue reading “Colette Schaumont – Presence in ordinary life”
A great advocate of the theory of presence is Andries Baart, professor at the Catholic Theological University in Utrecht. In the nineties, he did very detailed research among pastoral workers in poverty areas of a big city. He was interested in the question how the loving and attentive closeness of pastors ‘without a desk, a room or a consultation hour’, functions with people in disadvantaged neighbourhoods.
C’est une approche historique précise et approfondie que proposent ces pages du Père Wirth. Partout des souvenirs et des textes de Don Bosco, notamment 4 biographies qu’il a lui-même consacrées à des adolescents recueillis au Valdocco, elles explicitent la genèse et la structure du « système préventif », et s’attachent à définir ce « cœur » qu’il convient de « gagner » grâce à une relation éducative appropriée. Qu’est-ce que « l’amorevolezza » qui permet au sujet de sentir qu’il est aimé ? Continue reading “Morand Wirth – Affectivité et éducation chez Don Bosco”
In questo mio contributo dedicato ad approfondire il ruolo della ragione nei processi educativi occorre sempre ricordare le influenze che si danno da parte delle altre due polarità. Inoltre il ruolo della ragione va letto nelle due direzioni: come qualità fondamentale che deve caratterizzare l’azione del formatore, e della comunità formativa, e come dimensione fondamentale da perseguire nel processo formativo sia individualmente, sia collettivamente.
L’opuscolo Il sistema preventivo nell’educazione della gioventù, scritto da don Bosco nel 1877, dichiara in maniera incisiva fin dalle prime battute del primo punto in cui solitamente è suddiviso: ‘Questo sistema si appoggia tutto sopra la ragione, la religione, e sopra l’amorevolezza» (Braido, 1992, 259).
Continue reading “Carlo Nanni – Ragione e ragionevolezza ai tempi di Don Bocso … e oggi?”
La persona dell’educatore fa parte di quel gruppo professionale che svolge il suo lavoro entrando in relazioni profonde con altri. Franta, descrivendo la relazione educativa parla di interazione e di comunicazione educativa, e cioè di una situazione interpersonale e del processo nel quale intervengono i diversi partners, anche se su un piano di non parità.
Continue reading “Dariusz Grządziel – La relazione educativa nella dimensione affettiva e morale”
Nel contesto della crisi odierna nella Chiesa di abusi sui minori e la perdita di credibilità delle autorità ecclesiastiche e le critiche della risposta del’gli ordini religiosi, è opportuno che come salesiani guardiamo ancora una volta la qualità delle nostre relazioni educative.
Continue reading “John Dickson – La qualità delle relazioni educative: un caso di studio storico”
La parola Kenitra, in arabo, significa “piccolo ponte”, è il diminutivo della parola “ponte” “Kàntara”. Il nome della nostra città esprime perfettamente la nostra missione. Vogliamo essere un piccolo ponte teso tra il nord (Europa) ed il sud (Africa), tra la civiltà occidentale e la civiltà arabo-islamica, tra cristiani e musulmani.
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