Gerard Schuler, Salesiano francese, intitolò il suo contributo: « Bisogni, attese e aspirazioni dei giovani che ho incontrato nel mio campo di lavoro: il mondo dei drogati di Lione ».
Gerard Schuler, Salesiano francese, intitolò il suo contributo: « Bisogni, attese e aspirazioni dei giovani che ho incontrato nel mio campo di lavoro: il mondo dei drogati di Lione ».
José Luis Burguera parlò de « l’azione del Salesiano tra la gioventù di una parrocchia urbana di Barcellona ».
Alois Sàghy, Salesiano austriaco, parlò del suo lavoro fra la Gioventù Cattolica Operaia (KAJ) nel centro giovanile della città di Graz.
Cosa si aspettano, consciamente o no, i giovani di oggi da una Famiglia salesiana che dalla sua nascita è stata consacrata al loro servizio?
P. Vittorio Gambino ha ricordato ai discepoli di Don Bosco e di Francesco di Sales — due « umanisti » — che essi devono sviluppare tutto l’uomo e che la loro missione presso i giovani, quindi, ha anche una dimensione politica.
P. Jacinto Azcàrate, autore di un buon lavoro di storia salesiana, si è proposto di mostrare che il « dialogo » è un valore della tradizione salesiana, che sia per Don Bosco sia per i nostri contemporanei costituisce uno strumento di promozione che sarebbe un errore non valorizzare al massimo.
P. Rosalio Castillo, consigliere generale di nazionalità venezuelana, ha descritto come i salesiani hanno svolto la loro attività in America Latina.
Infine, P. Joseph Aubry ha collocato la missione salesiana nella Chiesa sgorgata dal Vaticano II. Certe sue conclusioni meritano un’attenzione particolare. Egli chiede, per esempio, ai salesiani se non è necessario concentrare i loro sforzi sulla sola gioventù, e sulla gioventù povera, con certa priorità per i paesi in via di sviluppo.
Che cos’è che distingue i salesiani dagli altri gruppi religiosi nella Chiesa: una specificità caratterizzata da ciò che essi sono o da ciò che essi fanno? La loro azione riguarda innanzitutto la comune santità, come sembra sottolineare il primo articolo delle costituzioni attualmente in vigore, oppure riguarda prima di tutto l’evangelizzazione del mondo dei giovani?
Nel fasc. 2 del 1974 della rivista di pedagogia marxista Riforma della scuola si leggeva questa informazione: « In prima fila nel campo della ricerca pedagogica della Chiesa si collocano i salesiani del Pontificio Ateneo, promotori nella prima decade di gennaio, di un convegno di pedagogisti europei nel quadro di un processo di rinnovamento dell’attività del dicastero della Pastorale Gioventù ».
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La preziosità del deposito richiama la fedeltà alla sua trasmissione. Essa non consiste nel conservare le ceneri, ma nell’alimentare la fiamma. Il carisma di don Bosco è stato affidato ai suoi figli «non solo come sacro deposito da custodire gelosamente, ma anche come fecondissimo germe da coltivare fedelmente».
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