Il contributo mette in evidenza la stima di Giovanni Battista Montini-Paolo VI per la Famiglia Salesiana e, in particolare, per la pedagogia di don Bosco. Cardinale a Milano insiste perché i Salesiani subentrino all’Ente-Beccaria di Arese (MI), il carcere minorile, nell’educazione di quei ragazzi che tutti chiamano “Barabitt”, piccoli Barabba. Da Papa, in più occasioni manifesta il suo apprezzamento per l’opera salesiana e incoraggia la Famiglia Salesiana ad una fedeltà creativa al sistema pedagogico di don Bosco. Continue reading “Rachele Lanfranchi – Giovanni Battista Montini – Paolo VI e la Famiglia salesiana. Scommessa sulle risorse della pedagogia salesiana”→
Le scuole dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Francia sono da anni amministrate da docenti laici, i quali vengono ammessi ai ruoli dirigenziali tramite concorso, benché la scuola rimanga salesiana. Per raccogliere la sfida della formazione salesiana di questi laici è nata la Rete Don Bosco e il Service Formation des Maisons Don Bosco (Servizio Formazione delle Case Don Bosco) ideato dalle quattro ispettorie francesi dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Continue reading “Myriam Marechal,Nadia Aidjian – Transmettre la pédagogie salésienne en France: le service Formation des maisons Don Bosco”→
In occasione del bicentenario della nascita di don Bosco (1815-2015), fondatore della Congregazione salesiana, sono pubblicati in questo volume gli scritti di don Francesco Cerruti sulla persona, sull’opera educativa e sul pensiero pedagogico di don Bosco.
La vita di don Giovanni Bosco e lo sviluppo del suo stile educativo si collocano inizialmente nel mondo rurale piemontese intessuto di tradizioni cattoliche secolari. I cambiamenti realizzati durante la sua vita e le scelte educative da lui via via operate, come il passaggio fondamentale dagli oratori ai collegi, denotano tuttavia un adattamento allo sviluppo della società liberale e laica dell’Italia durante il processo di unificazione.
Diversi furono, invece, i decenni posteriori del passaggio tra Ottocento e Novecento, caratterizzati da grandi e profondi mutamenti a livello mondiale, i quali suscitavano in molti l’aspettativa di un mondo nuovo proiettato nella direzione di un progresso illimitato sotto la spinta dello scientismo positivistico. Per un verso o per l’altro, il passaggio dei secoli sembrava anticipare a preparare un mondo intrinsecamente diverso dal passato. In questo contesto si trovò ad operare la prima generazione salesiana in un processo di espansione intercontinentale.
Video lezione di sintesi sul contesto e il pensiero pedagogico salesiano della prima generazione
La linea di fondo nel periodo in questione è di essere un altro don Bosco. Don Michele Rua, nella prima lettera da Rettor Maggiore don Rua esplicita il suo programma: “Noi dobbiamo stimarci ben fortunati di essere figli di un tal Padre. Perciò nostra sollecitudine dev’essere di sostenere e a suo tempo sviluppare ognora più le opere da lui iniziate, seguire fedelmente i metodi da lui praticati ed insegnati, e nel nostro modo di parlare e di operare cercare di imitare il modello che il Signore nella sua bontà ci ha in lui somministrato. Questo, o Figli carissimi, sarà il programma che io seguirò nella mia carica; questo pure sia la mira e lo studio di ciascuno dei Salesiani”.
Le risorse del periodo organizzate geograficamente
Bibliografia selezionata:
Albera P. – Gusmano C., Lettere a don Giulio
Barberis durante la loro visita alle case d’America (1900-1903), Introduzione, testo critico e note a cura
di Brenno Casali, LAS, Roma 2000.
Allievo, G., Studi
pedagogici in servigio degli studenti universitari delle scuole normali e degli
istituti educativi, Tipografia subalpina S. Marino, Torino 1893.
Allievo, G., La nuova scuola pedagogica ed i suoi pronunciamenti, Carlo Clausen, Torino 1905.