Don Giovanni Raineri ha soprattutto analizzato l’evoluzione delle idee dei principali responsabili salesiani sulla stessa questione, nel corso di questo secolo.
Don Giovanni Raineri ha soprattutto analizzato l’evoluzione delle idee dei principali responsabili salesiani sulla stessa questione, nel corso di questo secolo.
Un cooperatore italiano, Giuseppe Giannantonio, professore a Roma, ha presentato la sua esperienza di cooperatore contemporaneo, entrato in « un momento particolarmente significativo e qualificante della storia dell’associazione: è quel delicato periodo in cui si cominciò il lavoro di trasformazione, di riqualificazione, di ammodernamento dell’associazione.
Una conferenza di Don Giovanni Raineri, consigliere generale dei Salesiani per la pastorale degli adulti, ha messo in chiaro un aspetto essenziale della missione salesiana, che mira ad assicurare un’« azione evangelizzatrice » originale nel mondo attuale.
Don Alfonso Ruocco, che era stato segretario della sottocommissione sulla vita fraterna e apostolica al Capitolo Generale Speciale, era senza dubbio il più atto a parlare della « comunità salesiana locale al capitolo generale del 1971 ».
Don Giovanni Raineri ha descritto la storia delle comunità intermedie a livello di ispettorie in un saggio che non ha riscontri uguali nella letteratura salesiana.
Il P. Schoch ha analizzato lo smacco dei religiosi impegnati, talvolta da molto tempo, nella educazione salesiana, e che, in questi ultimi anni, hanno visto crollare in qualche modo la loro ragione d’essere sociale.
La conferenza di P. Feliciano Ugalde apre una serie di quattro testi storici. Si trattava per questo autore di stimolare la riflessione dei salesiani presentando l’esperienza di società religiose vicine. Le cellule della Chiesa sono abbastanza informate del lavoro delle loro sorelle? Parecchi dubitano che ciascuna di esse sappia valorizzare convenientemente i tesori di intelligenza diffusi un po’ dappertutto, in funzione del rinnovamento religioso contemporaneo.
La relazione educativa nel sistema preventivo è elemento di sintesi di tutto il processo educativo. Essa non è certamente l’elemento esaustivo del sistema, ma è condizione di attuazione del metodo e suo peculiare percorso metodologico. La relazione configurandosi nei percorsi della ragione, religione, amorevolezza garantisce l’unitarietà e l’efficacia del metodo.
La preziosità del deposito richiama la fedeltà alla sua trasmissione. Essa non consiste nel conservare le ceneri, ma nell’alimentare la fiamma. Il carisma di don Bosco è stato affidato ai suoi figli «non solo come sacro deposito da custodire gelosamente, ma anche come fecondissimo germe da coltivare fedelmente».
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L’articolo tenta di mostrare quali siano le possibilità di dialogo tra il sistema preventivo e la metafora generativa della resilienza. Le due realtà poste a confronto pongono non pochi interrogativi.
Continue reading “Mara Borsi – Sistema preventivo e resilienza. Un possibile e fecondo dialogo”
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