Cosa si aspettano, consciamente o no, i giovani di oggi da una Famiglia salesiana che dalla sua nascita è stata consacrata al loro servizio?
Cosa si aspettano, consciamente o no, i giovani di oggi da una Famiglia salesiana che dalla sua nascita è stata consacrata al loro servizio?
P. Vittorio Gambino ha ricordato ai discepoli di Don Bosco e di Francesco di Sales — due « umanisti » — che essi devono sviluppare tutto l’uomo e che la loro missione presso i giovani, quindi, ha anche una dimensione politica.
P. Hubert Lecomte comunica le sue riflessioni di sociologo sulla « gioventù povera ed abbandonata », che i salesiani non hanno mai cessato di considerare il campo preferito della loro azione apostolica.
L’autore di queste righe ha voluto dire come i salesiani si erano comportati con la gioventù del XIX secolo.
P. José Luis Pérez ha riportato come vedeva la gioventù della seconda metà del xx secolo, mettendo a profitto la sua esperienza di apostolo nella regione di Bilbao e le sue letture sulle nuove generazioni nel mondo.
Indice:
Questo colloquio del 1970 sul servizio salesiano ai giovani era stato richiesto dal colloquio del 1969 sulla missione salesiana nella Chiesa. L’assemblea di Benediktbeuern (Baviera) ci aveva lasciati con fame. La teoria scarna doveva essere tradotta in termini concreti. Soprattutto, nella maggior parte delle comunicazioni, non si era propriamente trattato della gioventù, della gioventù povera, di cui spesso i salesiani hanno la passione. Bisognava quindi proseguire: l’assemblea di Barcellona non parlerebbe se non di questa forma di apostolato salesiano.
A proposito del « sistema educativo » di Don Bosco, parecchi anni fa, in occasione della pubblicazione di una larga scelta antologica di suoi scritti pedagogici, si sottolineava la forte interazione nella sua esperienza di pensiero e vita.
Continue reading “Pietro Braido – « Pedagogia proletaria » di Don Bosco”
Rievocando le vicende della propria vita nelle Memorie dell’Oratorio Don Bosco esordiva, ormai cinquantenne, dichiarandone la « lezione » che se ne poteva ricavare: quanto metteva per iscritto poteva servire, secondo lui, a far conoscere come Dio aveva « egli stesso guidato ogni cosa in ogni tempo », e come ciò poteva servire « a superare le difficoltà future, prendendo lezione dal passato ».
Continue reading “Pietro Stella – La diaspora dei Bosco tra ’700 e ’900”
Nel 1954, prima di partire per Milano, Mons. Giovanni Battista Montini (1897-1978) donò all’Istituto Salesiano del «Prenestino» un artistico busto in bronzo di don Bosco che ancora oggi resta come suo ricordo.
Continue reading “Gianni Caputa – Don Bosco visto da G.B. Montini (Paolo VI)”
Nella Torino di metà Ottocento la difficile situazione economica aggravò il disagio sociale incrementando immigrazione e pauperismo. I giovani dei ceti poveri mostravano segni di irrequietezza e preoccupavano opinione pubblica e autorità.
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