Don Mario Moro ha sviluppato alcune considerazioni sulla giustizia nel mondo contemporaneo.
Don Mario Moro ha sviluppato alcune considerazioni sulla giustizia nel mondo contemporaneo.
Il settimo colloquio internazionale sulla vita salesiana, presieduto questa volta da Don Raffaello Farina si è svolto a Jünkerath, presso Colonia, in Germania, dal 24 al 28 agosto 1975. Ha visto radunate una quarantina di persone appartenenti ai diversi gruppi che oggi passano sotto il titolo di « Famiglia salesiana ».
Il presente esposto storico ha tentato di mostrare come Don Bosco si è inserito e quali idee-forza lo hanno guidato nella sua impresa. Per i sistemi di relazioni sociali che preconizzava, non conosceva migliore forza cementante della morale e della religione del clero cattolico.
Albert Druart, a conclusione della sua breve comunicazione sull’« azione sociale dei Salesiani in Belgio, 1891-1914», ha potuto scrivere: « Quest’opera educativa intrapresa dai Salesiani si colloca nell’insieme delle opere cattoliche fondate per preservare la gioventù industriale “dalla corruzione morale e dall’incredulità, per donare ad essa una formazione spirituale, per aiutarla a superare le difficoltà materiali in cui si trovava impigliata” .
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Clara Bargi, volontaria italiana, spiegò in un testo molto vivace: 1) che cosa pensano le Volontarie dei Cooperatori, 2) le note che accomunano e quelle che distinguono le due vocazioni di Cooperatori e di Volontarie, 3) le possibilità di collaborazione apostolica tra Cooperatori e Volontarie.
Don Joseph Aubry ha trattato con brevità tre punti: 1) la legittimità di una vita spirituale propria dei Cooperatori; 2) i principali contenuti di detta vita; 3) alcune forme esteriori e alcuni mezzi per alimentarla.
La comunicazione di Don Antonio Calero ha risposto all’interrogativo contenuto nel titolo stesso: « La vocazione del salesiano cooperatore implica delle esigenze particolari? ».
Infine, Don Mario Midali ha spiegato « il posto attuale dei Cooperatori nella Famiglia salesiana secondo il Nuovo Regolamento ». Nella Famiglia salesiana — ha detto il relatore — i Cooperatori costituiscono un « gruppo vocazionale », un « gruppo secolare », un gruppo « con una propria forma di autonomia », un « gruppo corresponsabile ».
Una comunicazione di Don Gustave Leclerc ha offerto un punto di vista canonico circa l ’Unione dei Cooperatori nella Chiesa post-conciliare. Ha indicato dove collocare nello jus condendum detta associazione di fedeli avente caratteri peculiari impressile dal suo fondatore.
Un esposto documentato di Maria Pia Onofri, giovane cooperatrice romana, ha presentato « i Giovani Cooperatori d’Italia e le loro prospettive ».
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