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- Impegno per il nostro secondo Centenario.
- Le difficoltà dell’ora e la Strenna sulla pace.
- Cause che minacciano la pace:
- a) I sette vizi capitali dilaganti nel mondo;
- b) L’accidia dei buoni.
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Tra le biografie di don Bosco scritte mentre era ancora vivo, il “Dom Bosco” del medico Charles D’Espiney, edita in francese nel 1881, occupa un posto preminente. Essa ebbe molta diffusione in Europa e America, prima nella lingua originale e poi nella traduzione in altre lingue. Anche in spagnolo fu imitata e tradotta. La traduzione più nota, e più volte ristampata, è quella ad opera dal salesiano cileno residente a Valdocco, don Camillo Ortuzar, pubblicata per la prima volta a Torino nel 1889.
L’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice ha vissuto dall’inizio la missionarietà come un elemento essenziale del suo patrimonio spirituale, ispirato alla passione apostolica di don Bosco e di Maria D. Mazzarello. Quest’impronta ha continuato a caratterizzare l’Istituto nel tempo. Oltre alla sensibilità dei fondatori, anche i direttori salesiani contribuivano ad alimentare nelle prime FMA l’ardore missionario come dimensione universale dello “spirito di Mornese”. Senza soluzione di continuità, in ogni generazione emergono figure di missionarie che hanno segnato l’evangelizzazione e l’educazione delle ragazze, delle giovani in diversi contesti.
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In questo studio si ripercorre in modo breve la storia dell’associazionismo giovanile promosso dalle Figlie di Maria Ausiliatrice dall’inizio dell’Istituto (1872) fino alla metà del secolo XX. In sintonia con il contesto ecclesiale, le FMA sentirono subito la necessità di promuovere associazioni proprie per la formazione delle ragazze come una strategia educativa che rispondeva alla esigenza dell’età giovanile, come pure al bisogno di attività spontanea e di vita sociale nel gruppo, mentre offriva spazi per la formazione religiosa in un clima di impegno, di gioia e di carità.
Nel 1981 Carlo Colli pubblicò uno studio intitolato Lo Spirito di Mornese. L’eredità spirituale di S. Maria D. Mazzarello. L’interesse è centrato sul carisma dell’Istituto e lo “spirito di Mornese” appare come l’eredità spirituale di Maria Domenica Mazzarello. Le fonti su cui egli si fonda sono: le Costituzioni delle FMA del 1885; la lettera di don Bosco del 24 maggio 1886 (per ricavarne gli elementi costitutivi nel pensiero di don Bosco); la testimonianza di don Pestarino, riportate da don Ferdinando Maccono nella biografia di Maria Domenica, la testimonianza di don Giacomo Costamagna e di Enrichetta Sorbone (per analizzare la concreta realizzazione dello spirito di Mornese alle origini), per in seguito delineare gli elementi portanti dello “spirito di Mornese”.
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