L’espressione, messa a titolo, dice in sintesi il mio punto di vista: “possedere” anche la morte per vivere pienamente nell’amore alla vita.
L’espressione, messa a titolo, dice in sintesi il mio punto di vista: “possedere” anche la morte per vivere pienamente nell’amore alla vita.
La religione come fenomeno sociale non è mai statica. Il mutamento fa parte del processo sociale in cui la religione è pienamente inserita. Continue reading “Joze Bajzek – “Sociologia e nuovi movimenti religiosi” in “Colloqui sulla vita salesiana, 17””
Anche in altri paesi, dove l’organizzazione Don Bosco Jugend Dritte Welt ha dato il proprio aiuto aprendo centri giovanili e laboratori professionali con lo scopo di procurare migliori possibilità per il futuro, i giovani in genere prendono conoscenza della disponibilità di strumenti e macchine senza venirne minimamente toccati.
Il titolo, parafrasando un’espressione di don Bosco, indica la prospettiva in cui mi colloco in sintonia con l’intenzionalità del colloquio, raccordando, come nella vicenda di Gesù, morte e vita, terra e cielo, basso e alto, prima e dopo.
Nato povero, Don Bosco passò volontariamente la sua vita nella povertà. La povertà doveva essere il destino dei suoi salesiani. Continue reading “Francis Desramaut – “La povertà salesiana nel XX secolo. Da don Bosco a don Vecchi” in “Colloqui sulla vita salesiana, 19””
Il tema di questo libro porta inevitabilmente alla domanda: “Come tradurre in un’azione educativa la speranza cristiana?”.
L’amore dei nostri fondatori per la gioventù più povera deriva precisamente dall’intuizione profonda del fatto che l’indigenza materiale minaccia lo sviluppo della persona nel suo essere integrale, ostacolando non solo l’evoluzione fisica, ma anche quella psico-sociale e morale-religiosa. Continue reading “Gertrud Stickler – “Povertà, indigenza o beatitudine? Approccio psicologico” in “Colloqui sulla vita salesiana, 19””
Penetrare il senso della vita, della morte, dell’aldilà nel vissuto delle Figlie di Maria Ausiliatrice [FMA] non è un’impresa facile.
Si intende tradizionalmente per novissimi gli ultimi stati che l’uomo deve sperimentare e che lo attendono, cioè la morte, il giudizio di Dio, il paradiso per i giusti e l’inferno per i malvagi.
La povertà riguarda la disposizione della persona verso i «beni». Questa disposizione è strettamente collegata alla struttura della personalità: se esiste un’intenzione centrale, che influisca e organizzi tutta la personalità, allora i «beni» saranno vissuti secondo una gerarchia di valori personali. Continue reading “Albino Ronco – “Povertà e psicologia. Alcuni spunti” in “Colloqui sulla vita salesiana, 19””
Pensando ai giovani, speranza dell’umanità, amiamo immaginarci una foresta di alberi robusti, rigogliosi di vita, slanciati nel tronco verso il cielo, con i rami folti e verdi, o carichi di fiori o di frutti, a seconda della stagione e animati dal va e vieni musicante e allegro degli uccelli.
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