Francesco Motto – L ’impegno civile e morale di don Bosco nell’Italia unita in dialogo con le istituzioni e di governo

Il progetto fondamentale di don Bosco era “religioso”: “salvare le anime”. Di fronte però ai giovani concreti di cui ci si occupava poco o nulla, il suo cuore di prete, pieno di sollecitudine per i loro bisogni quotidiani, “ha reagito” con interventi nell’ambito sociale e persino politico.

È divenuto così un grande costruttore di opere educative per i giovani, ai quali non tanto trasmettere la cittadinanza (soprattutto se intesa nei termini attuali di “cittadinanza attiva”, quando all’epoca si parlava piuttosto di “fedele suddito”) quanto semplicemente educarli, attraverso la scuola, la cultura, la catechesi e l’uso intelligente del tempo libero, ad essere onesti e capaci lavoratori, disciplinati interpreti e operatori del comune senso civico (secondo le circostanze storiche), cristiani fedeli alla Chiesa e al papa.

Ha avuto l’intuizione, intellettuale ed emotiva, della portata universale, teologica e sociale, del problema della gioventù specialmente “abbandonata” ; ha intuito la necessità di interventi al riguardo su larga scala, nel mondo ecclesiastico e nella società civile, come necessità primordiale per la vita della Chiesa e per la stessa sopravvivenza dell’ordine sociale.

 

Indice:

  1. La relativa tranquillità degli inizi torinesi (1846-1850)
  2. Una prima disponibilità al duplice servizio chiesa-società civile nel decennio dell’Unità d’Italia (1851-1861)
  3. Numerosi passi di politica ecclesiastica nel decennio del compimento dell’Unità d ’Italia (1861-1871)
  4. Un ulteriore intervento di politica ecclesiastica con il governo della Destra (1872-1876)
  5. Nessuna preclusione di dialogo anche con gli uomini della Sinistra storica (1876-1888)

Conclusione

ALLEGATO – Don Bosco promotore di italianità prima dell’Unità d’Italia

Periodo di riferimento: 1846 – 1888

F. Motto, L ’impegno civile e morale di don Bosco nell’Italia unita in dialogo con le istituzioni e di governo, in «Ricerche Storiche Salesiane» 29 (2010) 56, 177-200.

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