María Esther Posada – Storia e santità. Influsso del teologo Giuseppe Frassinetti sulla spiritualità di S. Maria Domenica Mazzarello

La ricerca di María Esther Posada si centra su un argomento interessante, preciso e ben definito: il rapporto tra due grandi figure spirituali dell’Ottocento italiano, Giuseppe Frassinetti e Maria Domenica Mazzarello. Dallo studio intrapreso sulla figura di Maria Mazzarello, l’Autrice ha potuto constatare come sia di fondamentale importanza stabilire i presupposti storici e teologici che stanno alla base della sua formazione spirituale. Continue reading “María Esther Posada – Storia e santità. Influsso del teologo Giuseppe Frassinetti sulla spiritualità di S. Maria Domenica Mazzarello”

Giselda Capetti – Cronistoria dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, vol. 1

La Cronistoria è una fonte di carattere narrativo che riguarda la storia dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e i fondatori: don Bosco e madre Mazzarello. Essa, iniziata da tempo, arriva a termine dopo l’invito del Concilio Vaticano II a tornare alle fonti della spiritualità dell’Istituto. Pur non avendo la pretesa di essere uno studio storico-critico essa è una compilazione di documenti globalmente attendibile, che interpreta gli eventi con una chiave di lettura di fede, tipica della memorialistica salesiana risalente a don Bosco e alle prime generazioni. Continue reading “Giselda Capetti – Cronistoria dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, vol. 1”

Giovanni Bosco – Lettera da Roma alla comunità salesiana dell’Oratorio di Torino-Valdocco

Nelle pagine del fascicolo pedagogico del 1877, don Bosco mette in risalto i vantaggi del Sistema preventivo e altri motivi per cui esso dovrebbe essere preferito; ma, allo stesso tempo, egli riconosce che la “applicazione pratica” del metodo di educazione da lui proposto comporta, per gli educatori, “alcune difficoltà”. Le difficoltà non mancarono neppure a Valdocco, specialmente nell’ambito disciplinare. Continue reading “Giovanni Bosco – Lettera da Roma alla comunità salesiana dell’Oratorio di Torino-Valdocco”

Giovanni Bosco – Cooperatori salesiani ossia un modo pratico per giovare al buon costume ed alla civile società

In ogni tempo si giudicò necessaria l’unione tra i buoni per giovarsi vicendevolmente nel fare il bene e tener lontano il male. Scopo fondamentale de’ Cooperatori Salesiani si è di fare del bene a se stessi mercè un tenore di vita, per quanto si può, simile a quello che si tiene nella vita comune.

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  • Titolo: Don Rua continua la missione salesiana (dettaglio)
  • Autore del dipinto: Cyril Uhnák ( Slovacchia )
  • Località: Cappella della comunità don Rua (Università Pontificia Salesiana, Roma)
  • Anno di realizzazione: 2019
  • Tecnica: Acrilico su tela

Corso di Sistema Preventivo – Unità 7: Ambiente educativo familiare

Il sistema preventivo di don Bosco ha preso forma prevalentemente in comunità giovanili di grandi dimensioni: oratori, ospizi, collegi, scuole. Esso è, quindi, primariamente programma di una pedagogia d’ambiente. Nonostante questo, nella prassi e nella mente di don Bosco, esso prevede con altrettanta nettezza che qualsiasi istituzione educativa si modelli sulla forma della famiglia, sia pure con differenti tonalità secondo i diversi ambienti.

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Corso di Sistema Preventivo – Unità 6: Itinerari educativi della virtù e della vocazione

La carità occupa un posto di eccellenza nel quadro delle virtù offerte ai giovani, come appare in particolare nel limpido cammino di santità di Domenico Savio. Farsi carico dei piccoli e grandi problemi del prossimo, saper vivere gioiosamente in comunione coi compagni, crescere nella convivialità e nell’amicizia è il primo comandamento di vita nella casa dei giovani di don Bosco. Ovviamente non potevano mancare nella mappa delle virtù cristiane proposte a giovani e adulti le altre virtù teologali, che, tuttavia, non modificano l’ispirazione intensamente “morale” dell’intero impianto di base, poggiato sui “doveri” e sul tirocinio delle virtù acquisite. Nella biografia del giovane martire Pancrazio don Bosco invita ad ammirare «quella viva fede, quella ferma speranza, quella infiammata carità», che era stata preceduta da una virtuosa fanciullezza.

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Corso di Sistema Preventivo – Unità 5: Itinerario educativo dell’allegria, della gioia e della festa

La gioia è caratteristica essenziale dell’ambiente familiare ed espressione dell’amorevolezza, risultato logico di un regime basato sulla ragione e su una religiosità, interiore e spontanea, che ha la sua sorgente ultima nella pace con Dio, nella vita di grazia. «Il contatto fraterno e paterno dell’educatore coi suoi allievi» «non avrebbe valore né effetto senza l’efficacia della vita gioiosa, dell’allegria sullo spirito del giovane, che per essa si dischiude alla penetrazione del bene». La gioia, l’allegria, è elemento costitutivo del “sistema”, inscindibile dallo studio, dal lavoro e dalla pietà.

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Corso di Sistema Preventivo – Unità 4: Itinerari educativi dei doveri, della correzione e delle virtù operative

Nel Sistema Preventivo di don Bosco il giovane, singolo e in comunità, diventa discepolo e conformandosi interiormente all’ordine, rappresentato dai regolamenti e dalle prescrizioni, si disciplina in tutti i settori e strati della propria vita interiore ed esteriore. L’educazione diventa, così, opera di obbedienza e di disciplina nel senso più ampio: l’adempimento del dovere è in realtà compimento dei doveri, tutti, verso Dio, verso gli altri, verso se stessi. “I doveri” e “il dovere” si succedono, intrecciandosi, costantemente: tutto ciò che si ha da fare per salvarsi è il dovere del proprio stato – studio, lavoro – come banco di prova e di verifica dell’autenticità del compimento di tutti gli altri.

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Sistema Preventivo – Unità 3: Obiettivi del buon cristiano e dell’onesto cittadino collegati con la cultura dei diritti

Il sistema educativo di don Bosco, come l’intera azione pastorale e la spiritualità, non si presenta con la radicalità di altri moderni profeti dell’educazione. Egli non mira alla creazione dell’uomo nuovo come intesero, in epoche e con visuali differenti, le pedagogie moderne. Ma non indulge neppure, con mentalità restauratrice, a un puro ritorno all’uomo antico, quello della tradizione cristiana e civile dell’ancien régime. Don Bosco ha concepito e attuato la propria opera educativa per il raggiungimento di fini insieme antichi e nuovi, portando i giovani ad accogliere e formare in sé sia la fedeltà alla perenne novità cristiana sia la capacità di inserimento in una società affrancata dai più pesanti vincoli dell’ancien régime e proiettata verso nuove conquiste. È la stessa comprensione, seppur differenziata, che di lui hanno i suoi contemporanei.

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