Pietro Ricaldone – Il primo Centenario della Casa Madre

Il 12 aprile 1846, Don Bosco — dopo aver iniziato l’opera sua nella sacrestia di S. Francesco d’Assisi e di aver pellegrinato, durante cinque anni, al Rifugio, a S. Pietro in Vincoli, a S. Martino dei Molassi, a casa Moretta, al prato dei fratelli Filippi — giungeva finalmente alla tettoia Pinardi, al luogo destinato dalla Divina Provvidenza a essere la culla e la Casa Madre di tutte le Opere Salesiane. Sono adunque passati cent’anni dal giorno in cui Don Bosco piantava definitivamente le tende dell’opera sua in questa terra irrorata dal sangue dei tre martiri della Legion Tebea, Solutore, Avventore, Ottavio.

A Valdocco Don Bosco, mosso dalla sua grande carità, potè accogliere i primi giovani abbandonati, dando così inizio a quegli internati ed ospizi che sarebbero stati la vera arca di salvezza per tanti orfani e derelitti. Nel tempo stesso egli apriva anche le prime scuole interne, seme fecondo di tante altre, elementari, ginnasiali, liceali, magistrali, tecniche e commerciali, fondate poi in tutte le parti del mondo. La data centenaria richiama alla mente che, presso la tettoia Pinardi, sorsero in seguito ben attrezzate quelle scuole professionali.

Il natale dell’Oratorio ricorda che proprio qui, nelle umili camerette innalzate man mano su questa terra benedetta, Don Bosco, ispirato da Dio, scrisse il Codice di vita religiosa, le Costituzioni, i primi Regolamenti, il Sistema Preventivo, nelle cui pagine è tutta la mente, il cuore, lo spirito, l’insieme mirabile delle opere e del metodo educativo del Padre.

In quest’Oratorio insomma ebbero inizio tutte quelle attività che formano il programma salesiano e costituiscono oggi il patrimonio glorioso della nostra Famiglia sparsa ormai su tutta quanta la faccia della terra.

Dall’Oratorio infatti partirono i primi figli di Don Bosco per recarsi, guidati dal Servo di Dio Don Rua — il discepolo più fedele e l’imitatore più perfetto del grande Padre e Maestro — a fondare la prima Casa salesiana, iniziando così la catena mai interrotta di quelle fondazioni che, mentre si moltiplicano su tutti i continenti, continuano saldamente unite a questa Casa Madre, ricevendo costantemente, prima dallo stesso Don Bosco e poi dai suoi Successori, quelle direttive che assicurano l’unità della famiglia e la perpetuità delle opere. Non solo l’Oratorio di Valdocco, ma ogni Casa salesiana deve fare un serio esame di coscienza per vedere se ivi tutto è conforme alle direttive e alle più pure tradizioni del grande Padre.

Periodo di riferimento: 1945 – 1945

P. Ricaldone, Il primo Centenario della Casa Madre, in «Atti del Capitolo Superiore» 25 (1945) 127, 358-364.

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