Il contributo presenta due gravi problemi che don Bosco dovette affrontare nel corso del biennio 1880-1881.
Il contributo presenta due gravi problemi che don Bosco dovette affrontare nel corso del biennio 1880-1881.
L’edizione critica dell’epistolario di don Bosco è giunta al sesto volume, che comprende 422 lettere del biennio 1878-1879, delle quali oltre cento non comprese nell’epistolario precedente di Eugenio Ceria.
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Claudio Eugenio Méderlet (1867-1934), nato in Lorena, dal 1928 è stato vescovo di Madras (Chennai) e primo vescovo salesiano in India.
Don Bosco, at the advice of his spiritual director, St Joseph Cafasso from autumn 1844 to summer 1846 lived at the Barolo Refuge as chaplain of the Little Hospital of St Philomena, opened in August 1845. In the same place and in other temporary places not far from Valdocco, he carried out his early priestly ministry on behalf of boys, mostly immigrant lads who had no parish of reference. On the vigil of his move to the Pinardi house, he drew up for the civil authorities of the city of Turin, who were responsible for and concerned about public order, a very brief account of his three years of catechetical activity, indicating the aims and results he had achieved that were positive both for civil society and the Church (no. 1). Continue reading “Giovanni Bosco – Beginning, Extension and Charismatic and Institutional Consolidation of the Work at Valdocco”
La vita quotidiana in una struttura educativa come quella di Torino-Valdocco decisamente ristretta per accogliere 24 ore su 24 e per molti mesi all’anno una massa giovanile molto eterogenea per età, provenienza, esperienze, dialetto, interessi e permanenza poneva problemi educativi e disciplinari a don Bosco e ai suoi collaboratori.
Rapida presentazione del volume di Alejandro M. Diéguez, L’archivio particolare di Pio X. Cenni storici e inventario [= Collectanea Archivi Vaticani 51. Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano 2003, XXXII-500 p., 16 p. di tavole], con precisa indicazione dei documenti di diretto interesse salesiano, di cui si offrono i dati fondamentali e il relativo regesto.
Si mettono qui a disposizione dei lettori sei interessanti lettere di don Luigi Lasagna al dr Luís Pedro Lénguas (1862-1932), ex allievo salesiano del collegio di Villa Colón in Uruguai, diventato successivamente medico, giornalista, promotore di opere sociali, grande amico dei salesiani.
Vengono pubblicate, in attesa di essere inserite in appendice all’ultimo volume dell’edizione critica dell’epistolario di don Bosco, quattordici lettere inedite dell’educatore piemontese, che non erano ancora state recuperate al momento della pubblicazione dei singoli volumi finora editi.
Continue reading “Francesco Motto – Un nuovo aggiornamento dell’Epistolario di don Bosco”
Le numerose lettere inedite di don Bosco alla suora austriaca Sophie von Angelini (1838-1897), – fondatrice di un monastero delle Suore Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento e che lasciò una traccia significativa nella chiesa della città di Innsbruck – unite a quelle molto meno numerose della stessa suora a don Bosco, sono un’ulteriore conferma della polivalente personalità del santo torinese e del suo ampio raggio d’influenza, nella fattispecie in Austria, i cui rapporti col santo di Torino finora dalla storiografia venivano limitate alla lettera di don Bosco del 1873 all’imperatore Francesco Giuseppe e alla visita da lui compiuta al conte Henri Chambord d’Artois nel 1883.
Le quasi 700 lettere inedite offerte dall’edizione critica dell’Epistolario di don Bosco – giunta al terzo volume e di cui è in corso di stampa il quarto – sembra offrire agli studiosi e agli appassionati una serie di dati e di informazioni tali da apportare un apprezzabile e innovativo contributo alla conoscenza della vita, della personalità e dell’operato del santo torinese.
Continue reading “Francesco Motto – Verso una storia di don Bosco più documentata e più sicura”
Con l’aiuto di documentazione archivistica per lo più inedita, il saggio ricostruisce il primo quarantennio dell’opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Sicilia, vista nella particolare prospettiva dell’incidenza sociale. Vengono così presentate le case effettivamente fondate, le richieste non esaudite e le motivazioni addotte per l’accettazione o il rifiuto. Ne risulta di conseguenza sia un quadro della situazione dell’isola nelle sue componenti politiche, religiose, sociali, culturali, sia il possibile impatto su di esse delle FMA, fra le quali assume ruolo di primo piano la madre Morano, dichiarata beata dall’attuale pontefice.
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