Carlo Nanni – “Educazione”, in “Progetto Educativo Pastorale”

Nella storia umana c’è stato sempre un tempo per allevare, formare, educare. Tuttavia l’emergenza del fatto educativo sembra essere una caratteristica dell’età moderna, concomitante all’affermazione della centralità dell’uomo nel cosmo, all’accentuazione delle sue capacità operative e trasformatrici del reale mediante la ragione, la scienza, la tecnica.

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Juan Edmundo Vecchi – “Progetto educativo pastorale”, in “Progetto Educativo Pastorale”

I termini progetto e progettazione non entrano nel linguaggio pedagogico se non in tempi relativamente recenti, sebbene un’organizzazione degli obiettivi, metodi e contenuti, comunque chiamata, era nelle prospettive di ogni educatore cosciente e di ogni studioso di problemi connessi col fatto educativo.

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Carlo Nanni,Cesare Bissoli,Giancarlo Milanesi,Giuseppe Groppo,Michele Pellerey,Natale Zanni,Pietro Gianola – Gli Obiettivi

L’azione educativa e pastorale, come ogni azione umana, è diretta a uno o più fini. Studiare i fini dell’educazione e della pastorale è compito della riflessione teoretica, sia filosofica che teologica.

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Aldo Giraudo – Il discorso inedito di don Bosco in occasione della consacrazione della chiesa di Santa Maria Maggiore in Vercelli (1862)

Il 15 settembre 1861 don Bosco tenne il discorso inaugurale in occasione della dedicazione della chiesa di Santa Maria Maggiore di Vercelli, dopo i restauri dell’edificio.

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Francesco Motto – L’edizione critica dell’Epistolario di S. Giovanni Bosco. L’edizione critica del I volume dell’Epistolario nelle sue scelte metodologiche

L’autore dell’edizione critica del primo volume delle lettere di don Giovanni Bosco dal 1835 al 1863 presenta il piano editoriale dell’opera a cura dell’Istituto Storico Salesiano. Delle lettere di don Bosco esisteva una raccolta curata da don Eugenio Ceria negli anni cinquanta, ma dagli studiosi si sentiva l’urgenza non solo di completarla con centinaia di lettere inedite, ma anche di impostarne l’edizione con criteri scientifici più rigorosi. È quello che si è cercato di fare col nuovo Epistolario, previsto in 7 /8 volumi, di oltre 700 pagine ciascuno, per un totale di circa 5.000 lettere, un terzo delle quali sconosciute ai più. L’auspicio è che l’opera, l’impresa si dovrebbe forse dire, possa essere completata nel prossimo quindicennio.

  1. Passato, presente e futuro del progetto
  2. Fasi del lavoro
  3. Il primo volume dell’Epistolario
  4. Alcuni punti fermi
  5. Novità?
  6. Conclusione

Periodo di riferimento: 1835 – 1863

Francesco Motto, L’edizione critica dell’Epistolario di S. Giovanni Bosco. L’edizione critica del I volume dell’Epistolario nelle sue scelte metodologiche, in Rivista di Scienze dell’Educazione 31(1993)1, 13-53.

Alberto Monticone – Approccio storico alle lettere di don Bosco

Il contributo si propone di indicare alcune direzioni interpretative emergenti dalla lettura delle lettere scritte da don Bosco nel periodo che va dal 1835 al 1863 e che sono contenute nel primo volume dell’Epistolario edito da Francesco Motto. Tali fonti riguardano la prima fase dell’attività del santo educatore. Le lettere descrivono un don Bosco fortemente immerso nei grandi problemi europei dell’assistenza ai poveri dimostrando il suo approccio originale al pauperismo. Evidenziano pure i suoi numerosi contatti con le autorità politiche dello Stato Sabaudo denotando come la sua iniziativa si collochi, dal punto di vista storico-politico, in piena sintonia con la vita della Torino della metà dell’Ottocento, con i suoi problemi e anche il suo tipo di struttura politico-amministrativa.

Periodo di riferimento: 1835 – 1863

Alberto Monticone, Approccio storico alle lettere di don Bosco, in Rivista di Scienze dell’educazione 31(1993)1, 22-31.

Piera Cavaglià – Tratti tipici di don Bosco emergenti dall’Epistolario

Francesco Motto, curatore dell’Epistolario di don Bosco, presenta i criteri metodologici adottati per l’edizione critica, le difficoltà incontrate, le fasi del lavoro: ricerca delle lettere nei vari archivi pubblici e privati; trascrizione e regesto dei documenti; apparato storico.

Il prof. Alberto Monticone, docente ordinario di storia moderna all’Università “La Sapienza ” di Roma, colloca il carteggio epistolare di don Bosco nella storia del cattolicesimo sociale europeo, evidenziando soprattutto la vastità dei rapporti stabiliti dal Santo con persone, autorità ecclesiastiche e civili, istituzioni pubbliche e private.

La prof Piera Cavaglià, docente di metodologia pedagogica speciale presso la Pontificia Facoltà “Auxilium “, focalizza alcuni lineamenti tipici della personalità di don Bosco così come emergono dalle sue lettere.

Dai tre contributi risulta che l’Epistolario in questione è fonte privilegiata non solo per conoscere don Bosco, prete educatore, ma per cogliere, attraverso la mediazione della vita quotidiana, interessanti aspetti della storia del pauperismo, dell’assistenza e dell’educazione giovanile italiana ed europea del secolo scorso.

  1. L’immersione nella città
  2. L’immedesimazione nelle problematiche giovanili
  3. L’audacia dei progetti
  4. La passione per l’educazione dei giovani
  5. L’arte del coinvolgimento

Periodo di riferimento: 1835 – 1863

Piera Cavaglià, Tratti tipici di don Bosco emergenti dall’Epistolario, in Rivista di Scienze dell’Educazione 31(1993)1, 13-53.

Pietro Braido – I molti volti dell’amorevolezza

Il noto studioso della pedagogia salesiana esplora la ricchezza semantica, teologica e pedagogica dell’amorevolezza, realtà pluridimensionale che nel metodo educativo di don Bosco si integra con i valori della ragione e della religione.

Dopo aver presentato il significato lessicale del termine, l’Autore analiz­za alcuni testi/andanti di don Bosco mettendoli a confronto con l’esperienza di vita e del mondo affettivo del Santo educatore.

Da ultimo la complessa realtà dell’amorevolezza viene approfondita alla luce della teologia tomista e della spiritualità di S. Francesco di Sales, “dottore della carità”.

  1. Dal lessico alla “realtà” complessa
  2. Ricchezza semantica dell’amorevolezza nel linguaggio religioso
  3. Il testo fondante di don Bosco
  4. Nelle radici biografiche di don Bosco
  5. “Figure” dell’amorevolezza in un preventivo a più volti
  6. La ricchezza del vocabolario affettivo
  7. Abbozzo di inquadramento teorico
  8. La dissolvenza dell’amorevolezza nello spirito di san Francesco di Sales, di don Bosco e delle Comunità “Salesiane”

Periodo di riferimento: 1877 – 1877

Pietro Braido, I molti volti dell’amorevolezza, in Rivista di Scienze dell’Educazione 37(1999)1, 17-46.

Aldo Giraudo – Il panegirico di don Bosco in onore di san Filippo Neri (1868)

Nel maggio 1868 don Bosco fu invitato dal vescovo di Alba, l’amico Eugenio Galletti, a tenere il panegirico di san Filippo Neri al clero della sua diocesi. Egli compose con molta cura il discorso, concentrando l’attenzione sullo zelo apostolico e sul metodo pastorale di Filippo.

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