Dieudonné Makola – La rete di ragazzi di strada a Lubumbashi (Repubblica Democratica del Congo)

Il contesto che riferisce questa esperienza pastorale ed educativa è quello della Repubblica Democratica del Congo, un enorme paese di quasi due milioni e mezzo di chilometri quadrati al centro del continente africano e di circa 70 milioni di abitanti, di cui 70 % giovani (meno di 30 anni di età). In questa parte del mondo la presenza salesiana risale all’anno 1911.
In questa comunicazione cerchiamo innanzitutto di dimostrare come si diventa ragazzo di strada nella Repubblica Democratica del Congo; poi parleremo propriamente della rete di ragazzi di strada a Lubumbashi.

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Rafael Bejarano – Ciudad Don Bosco. Una propuesta de innovación para la creación de tejido social

La experiencia educativa salesiana ha integrado los elementos del sistema preventivo con la propuesta de acompañamiento psico-social para aportar en la transformación del tejido social colombiano que ha vivido años de conflicto interno, y lograr un cambio en la cultura local a través del “modelo Ciudad Don Bosco”, obra en la cual, durante 50 años, se ha atendido a más de 85.000 niños, niñas, adolescentes y jóvenes que han sido vulnerados en sus derechos fundamentales por causa de fenómenos tales como la violencia intrafamiliar, que provoca la migración desde sus hogares a la calle, o las guerrillas, que los reclutan en sus filas para hacerlos parte de un conflicto sin sentido, o la explotación laboral, que los confina a oscuras minas de carbón acabando con sus sueños. El esfuerzo por la salvación de los jóvenes hunde
sus raíces más profundas en el descubrimiento de las potencialidades que ellos mismos tienen aun en medio situaciones tan críticas, y que se convierten en elementos resilientes capaces de generar procesos transformadores. Dicho modelo tiene 4 ejes importantes: la protección, la educación formal, la formación profesional y la intermediación laboral.

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Johannes Wielgoss,Maria Maul – L’inserimento delle FMA e dei salesiani nella realtà dei paesi di lingua tedesca

Nella ricerca storica, l’introduzione e conoscenza di don Bosco nell’ambiente tedesco risale al 1883, anno di pubblicazione di un’opera francese del medico dott. Charles D’Espiney, sulla sua persona e sulle sue opere. Il testo fu presto tradotto in lingua tedesca. Negli ambienti colti, con attenti interessi per la soluzione dei problemi sociali, la fama di don Bosco, divenne materia di conversazione. Le sue opere acquistarono una certa riputazione, la stampa riferiva sulla sua persona e sul su carisma, pero circostanze politiche impedivano l’entrata della congregazione salesiana in Germania. Questo studio esamina i motivi e lo sviluppo che hanno preparato e promosso la ricezione del carisma salesiano e perciò l’inserimento dei salesiani e delle FMA nell’ambiente culturale tedesco.

Periodo di riferimento: 1883 – 1950

Maria Maul e Johannes Wielgoss, L’inserimento delle FMA e dei salesiani nella realtà dei paesi di lingua tedesca, in Istituto Storico Salesiano – Centro Studi Figlie di Maria Ausiliatrice. Aldo Giraudo et alii (eds.), Sviluppo del carisma di Don Bosco fino alla metà del secolo XX. Comunicazioni. Atti del Congresso Internazionale di Storia Salesiana (Nel Bicentenario della nascita di Don Bosco), Roma 19-23 novembre 2014, Roma, LAS 2016, pp. 23-45.

Andrea Zampetti – Educativa di strada, educatore di strada e Sistema Preventivo

Il lavoro di strada rappresenta l’espressione diretta della proposta educativa di don Bosco: stare con i ragazzi condividendo le fatiche quotidiane per restituire loro dignità e costruire una proposta che li renda liberi dal disagio che vivono.

[Don Bosco] Fa della strada, delle piazze, dei posti di lavoro, del prato-cortile i luoghi di primo incontro e primo annuncio. Accoglie i giovani senza preclusioni e pregiudizi, riconoscendo e valorizzando quanto essi portano in cuore (i loro sogni, le loro difficoltà, le loro sfide). Cammina insieme ad essi adeguandosi al loro passo. Continue reading “Andrea Zampetti – Educativa di strada, educatore di strada e Sistema Preventivo”

Michele Pellerey – La professionalità educativa e la competenza pedagogica. Attenzioni irrinunciabili dell’offerta formativa della famiglia salesiana oggi

Una tipologia di professionalità può essere delineata tenendo conto dell’eccellenza in una pratica sociale ritenuta significativa, o indispensabile, nei vari contesti sociali, culturali e lavorativi. Nel nostro caso di tratta della pratica educativa: una pratica che è segnata sia istituzionalmente, sia socialmente, sia culturalmente. Esistono elementi di qualità che risultano comuni ai vari contesti (scuola, formazione professionale, centri giovanili, oratori, centri sociali e di recupero, …)? Nelle relazioni precedenti sono stati presentati scenari all’interno dei quali sembra evidenziarsi qualcosa che era e che rimane centrale nella pratica educativa salesiana: tramite la presenza costante in mezzo ai giovani, l’educatore, o il gruppo degli educatori, attiva,
sostiene e orienta con loro un sistema di relazioni che costituisce la base fondamentale per promuoverne la crescita personale culturale, sociale, professionale. A mio avviso tale sistema di relazioni può essere riletto nella sua qualità valorizzando in termini aggiornati la tradizionale formula ragione-religione-amorevolezza. Su questa base è possibile anche delineare alcune linee di sviluppo di un processo formativo degli educatori.
Si tratta, infatti, di promuovere una conversazione protratta nel tempo, che coinvolga sia la relazione tra gli educatori, sia quella tra educatore e giovani, sia quella dei giovani tra di loro, sia quella con il contesto ambientale, sociale e culturale di appartenenza.

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Ruben Dario Jaramillo – Il centro salesiano regionale di formazione permanente (Quito – Ecuador)

Il Centro Salesiano Regionale di Formazione Permanente con sede a Quito – Ecuador è la realizzazione di un sogno progettato dagli Ispettori e Delegati dell’America Latina, durante il Capitolo Generale Speciale: il desiderio di costituire una “Conferenza Salesiana Latinoamericana”, con l’obiettivo di unificare le forze pastorali vive della Congregazione, portando avanti un piano di rinnovamento della nostra Congregazione, riprendendo l’identità storica e carismatica, secondo lo spirito e la missione di don Bosco, e coltivando un rapporto più stretto con la CELAM (Conferenza Episcopale Latinoamericana).
L’idea è andata avanti e si è consolidata nell’Incontro del Rettore Maggiore don Luigi Ricceri con i Consiglieri per la Formazione: don Egidio Viganò, per la Famiglia Salesiana; don Giovanni Raineri, per la Pastorale Giovanile; don Juvenal Dho ed il Regionale don José Vicente Henriquez, con gli Ispettori della Regione Pacifico- Caribe, svoltosi nella città di Mexico dal 2 al 12 ottobre del 1973.

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Renato Ziggiotti – I nostri compiti all’inizio del secondo Centenario. – Ci sia guida la figura del Ven. Don Rua. – La pratica della povertà. – La circolare sulla povertà.

Indice:

  • I nostri compiti all’inizio del secondo Centenario.
  • Ci sia guida la figura del Ven. Don Rua.
  • La pratica della povertà.
  • La circolare sulla povertà.

Periodo di riferimento: 1961 – 1961

R. Ziggiotti, i nostri compiti all’inizio del secondo Centenario. – Ci sia guida la figura del Ven. Don Rua. – La pratica della povertà. – La circolare sulla povertà., in «Atti del Capitolo Superiore» 42 (1961) 218, 3-12

Caterina Daghero – Lettera Circolare del 24 settembre 1915

Spiacente che, per l ’aumento del lavoro prodotto dalle particolari circostanze del tempo, non siasi potuto dar corso alla circolare del p.p. mese, in cui, certo, si sarebbe dato ragguaglio della nostra partecipazione alle feste Centenarie del Ven. Padre compiute il 15 e 16 Agosto a Valsalice ed ai Becchi, invita ognuna di noi a leggerne l ’ampia relazione nel Bollettino Salesiano ( italiano ) del corrente mese. Continue reading “Caterina Daghero – Lettera Circolare del 24 settembre 1915”

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