Adolfo L’Arco – Il fornaio di Betlemme

L’opera racconta la storia di un umile coadiutore salesiano di nome Ugetti, che lavorava a Betlemme nel periodo compreso tra il 1935 e il 1954. Durante questo periodo, egli produceva del pane squisito e lo vendeva con carità e battute originali ai compratori, diventando noto come “il cieco delle vocazioni” a causa della sua cecità. La sua vita è segnata da gravi sofferenze, sia a causa della cecità che dell’immobilità causata da un’artrite deformante.

Nonostante queste prove, Ugetti offre la sua sofferenza a Dio come un atto di amore e un’offerta per il bene della sua congregazione e della Chiesa. La sua storia di santità è riconosciuta dal Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Renato Ziggiotti, che lo considera un modello di santità vivente e incoraggia gli altri membri della congregazione a seguirne l’esempio. Ugetti vive la sua cecità e immobilità come una Pasqua personale, offrendo le sue sofferenze in un atto d’amore a Dio. La sua testimonianza di fede e sacrificio è un esempio di come la sofferenza possa essere vissuta con gioia e offerta per il bene degli altri e per la salvezza delle anime.

Indice

  • Il cieco delle vocazioni
  • Il signore dell’industria bianca
  • I primi passi del gigante sulla strada di Don Bosco
  • Orientato verso il Golgota, fa il pane presso la culla di Gesù
  • Il mendicante di grazie
  • In gara d’amore, sorridendo in Dio
  • Han colto tutte le rose, sono rimaste solo le spine
  • Insegna luminosa di Cristo, della Chiesa e del Paradiso
  • Le pene vengono a gocce, le grazie sono travolgenti
  • L’umorismo in gara con l’eroismo
  • La nascita alla vita vera

Periodo di riferimento: 1935 – 1965

A. L’ Arco, Il fornaio di Betlemme, ELLE DI CI, Torino, 1968.

Istituzione di riferimento:
Università Pontificia Salesiana
Università Pontificia Salesiana

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