«Non so dire nulla del suo metodo di orazione … posso però dedurre che era molto avanti nell’intimità con Dio»; «…si vedeva che la meditazione non era limitata al tempo stabilito dalla Regola, ma che continuava a lavorare nel suo spirito».
«Non so dire nulla del suo metodo di orazione … posso però dedurre che era molto avanti nell’intimità con Dio»; «…si vedeva che la meditazione non era limitata al tempo stabilito dalla Regola, ma che continuava a lavorare nel suo spirito».
Intendo proporre una riflessione sulla preghiera osservata con gli occhi penetranti di alcuni grandi maestri dello spirito e accostata attraverso la sensibilità di pastori che, a motivo della loro chiamata, hanno qualcosa da dire a noi oggi.
Continue reading “Fabio Attard – Pregare significa credere. Le sfide, le esperienze, le proposte”
In un libro, uscito nel 1993 (Catechesi e cultura contemporanea. L’insegnamento della fede in un mondo secolarizzato), Joseph Gevaert si diceva molto preoccupato e reagiva contro alcune tendenze presenti nella catechesi e nella pastorale, che riducono il cristianesimo ad una specie di nobile etica e vedono Gesù Cristo quasi unicamente sotto il profilo del servizio verso il prossimo, dimenticando totalmente il suo prioritario rapporto con Dio.
Il concetto “assistenza”, che si trova al centro della prassi salesiana e che ha avuto un posto così rilevante nella vita e nell’insegnamento di San Giovanni Bosco, non è propriamente esclusivo del suo metodo educativo.
Lo studio affronta un aspetto poco indagato, nelle implicanze teologico-spirituali del carisma di don Bosco, che è l’intreccio continuo tra l’esperienza di orfanezza e quella di paternità nella storia del santo, così come viene restituita dalle autografe “Memorie dell’Oratorio”, per individuarne alcuni spunti teologico-spirituali. Continue reading “Stefano Mazzer – «Tu non hai più padre». Orfanezza e paternità nell’esperienza spirituale di don Bosco a partire dalle “Memorie dell’Oratorio di san Francesco di Sales””
In clima idealistico fu di moda irridere alla metodologia pedagogica e didattica, facilmente scambiata con il «pedagogismo» e il «didattismo». E si dimenticò, forse, che da quando ci fu educazione, essa non potè attuarsi, nel nostro piccolo mondo umano, fatto di umili cose, di brevi gesti, di incerte parole, se non con elementari mezzi di comunicazione, che potevano esprimere realtà grandi, assolute, ma non erano essi stessi nè grandi nè assoluti.
Continue reading “Pietro Braido – Tecnica pedagogica e primato dello spirituale”
All’inizio del Poema Pedagogico A. S. Makarenko sembra accettare con qualche esitazione il programma enunciato dall’immediato superiore gerarchico, ma che in realtà diventerà in seguito più consapevolmente suo attraverso un’appassionata esperienza di rieducazione: «bisogna costruire un uomo nuovo in una maniera nuova». In senso generico il medesimo tema egli aveva probabilmente incontrato spesso nelle letture fatte durante gli studi magistrali. Non c’è educatore o pedagogista che, elaborando una dottrina circa la crescita delle generazioni nuove, non si sia riferito a una concezione dell’uomo e della realtà. Il rapporto educazione-uomo è il più ovvio e inevitabile. « L’uomo — si legge al principio delle lezioni kantiane sulla Pedagogia — è la sola creatura che deve essere educata. Per educazione s’intende la cura (mantenimento, trattamento), la disciplina (governo) e l’istruzione unita alla formazione. Per conseguenza l’uomo è successivamente infante, educando e scolaro».
Continue reading “Pietro Braido – Linee di una pedagogia realistica e dinamica”
Il presente lavoro dimostra come sia necessario e urgente che la Congregazione, attraverso gli organi competenti, giuridici e tecnici, approfondisca la realtà del Coadiutore e il significato della sua presenza operativa in essa. La famiglia salesiana si compone non solo di sacerdoti
e chierici, ma anche di laici chiamati Coadiutori perché hanno per particolare ufficio di coadiuvare i sacerdoti nelle opere di carità cristiana proprie della Congregazione.
Indice:
Una pedagogia dell’amore, dell’amore cristiano
Assistenza: una parola chiave del metodo educativo
Continue reading “Otto Wahl ,Pietro Gianola – Don Bosco: Una presenza d’amore cristiano”
Riconosciamo che trasmettere o comunicare la fede consiste fondamentalmente nell’offrire ad altri il nostro aiuto, la nostra esperienza come credenti e come membri della Chiesa, perché loro, per se stessi e dalla propria libertà, accedano alla fede mossi per la grazia di Dio.
All’interno del tema del Colloquio – «Proporre la fede nella cultura contemporanea: riflessioni salesiane» – che attira l’attenzione sull’educazione religiosa (ER), dimensione qualificante l’opera educativa salesiana, presento i risultati di una inchiesta sondaggio condotta su un campione costituito da sei significative Istituzioni salesiane italiane.
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