Rachele Lanfranchi – Rosmini-Don Bosco: istanze pedagogico-educative di un rapporto

Il contributo si propone di rilevare alcune istanze pedagogico-educative nel rapporto epistolare Rosmini-don Bosco con l’obiettivo di far intravedere alcuni interessi pedagogico-educativi come risultano dal rapporto epistolare tra Rosmini-don Bosco e alcuni membri dell’Istituto della Carità tra il 1845 e il 1855.

  1. Premessa
  2. Le lettere ritraggono l’uomo
  3. Per una corretta lettura dell’Epistolario
  4. Carità operosa
  5. Stima e fiducia reciproche
  6. Attenzione e amore pedagogici
  7. Questioni economiche o educative?
  8. L’uomo dal “cuore grande” all’uomo che “pensa in grande”

Periodo di riferimento: 1845 – 1855

Rachele Lanfranchi, Rosmini-Don Bosco: istanze pedagogico-educative di un rapporto, in Rivista di Scienze dell’educazione 35(1997)2, 277-293.

Cristina Festa – Maddalena Morano: maestra ed educatrice in Piemonte nella seconda metà dell’Ottocento

L’articolo affronta lo studio dell’esperienza educativa della maestra Maddalena Morano nei primi trent’anni di vita (1847-1878) da lei trascorsi in Piemonte. Sullo sfondo della storia della scuola e dell’istruzione popolare, vengono evidenziati i fattori che contribuirono alla sua maturazione come donna e come maestra a partire dall’ambiente familiare, scolastico e parrocchiale. La riflessione verte inoltre sui tratti del suo stile educativo nel quale convergono doti umane, competenza professionale e coerenza di vita cristiana.

  1. Linee del suo itinerario biografico
  2. La scuola in Piemonte nell’Ottocento
  3. La formazione umana e didattica di Maddalena Morano
    • La famiglia
    • La scuola
    • La parrocchia
  4. L’esperienza educativa e didattica
    • Educatrice all’asilo di Buttigliera d’Asti
    • Maestra nella scuola elementare a Montaldo Torinese

Periodo di riferimento: 1847 – 1978

Festa Cristina, Maddalena Morano: maestra ed educatrice in Piemonte nella seconda metà dell’Ottocento, in Rivista di Scienze dell’educazione 38(2000)3, 349-386.

Barbara Noto,Piera Cavaglià – La scuola “Maria Ausiliatrice” di Vallecrosia. Origine e sviluppo di un’istituzione educativa fondata da don Bosco

La ricerca, in gran parte basata su fonti inedite, presenta una scuola femminile fondata da don Bosco e ispirata al suo metodo educativo. Essa è una delle prime scuole gestite dalle Figlie di Maria Ausiliatrice vivente la Confondatrice dell’Istituto, Suor Maria Domenica Mazzarello.

Attraverso un complesso itinerario storico-pedagogico emerge l’identità di una comunità dedita all’educazione della donna e alla formazione delle maestre, in un coraggioso impegno di adeguamento alla legislazione scolastica vigente e, al tempo stesso, di fedeltà al progetto educativo salesiano.

  1. Il contesto socio-culturale di Vallecrosia
  2. La genesi e l’identità educativa della scuola “Maria Ausiliatrice”
    • Le FMA a Vallecrosia
  3. Il progetto educativo della scuola elementare
    • La scuola elementare
  4. La scuola materna
  5. La scuola complementare
  6. La scuola normale
  7. La comunità educante
    • L’educandato
    • Le educatrici e lo stile dei rapporti
    • La formazione delle educatrici
    • Le attività extra-scolastiche
    • Gli insegnanti
  8. I rapporti della comunità educante con le istituzioni
    • Le famiglie
    • La diocesi

Periodo di riferimento: 1876 – 1923

Piera Cavaglià – Barbara Noto, La scuola “Maria Ausiliatrice” di Vallecrosia. Origine e sviluppo di un’istituzione educativa fondata da don Bosco, in Rivista di Scienze dell’Educazione 36(1998)1, 15-70.

Piera Cavaglià – La scuola di Mornese (1872-1878). Alle origini di una scelta per la promozione integrale della donna

Lo studio, intenzionalmente analitico e descrittivo, evidenzia come l’azione educativa dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice fondato da S. Giovanni Bosco nel 1872 a Mornese (Alessandria) trovò fin dall’inizio una modalità concreta e definita nella quale istituzionalizzarsi: la scuola.

Concepita come “casa di educazione” essa venne realizzata con una forte coscienza pedagogica e viva responsabilità pastorale dalle prime maestre ed educatrici. In un tempo in cui elevata era la percentuale di analfabetismo, soprattutto in campo femminile, la scuola di Mornese intese offrire una modesta ma imprescindibile risposta alla domanda d’istruzione emergente da ambienti culturalmente più svantaggiati.

  1. Don Bosco e la scuola di Mornese
  2. La scuola nelle prime Costituzioni delle FMA
  3. L’edificio scolastico
  4. L’apertura e l’approvazione ufficiale della scuola
  5. Finalità e programma della scuola
  6. Le alunne
  7. La direttrice della scuola
  8. Le prime maestre
  9. La formazione delle maestre
  10. Il sistema educativo tra metodo e spiritualità

Periodo di riferimento: 1872 – 1878

Piera Cavaglià, La scuola di Mornese (1872-1878). Alle origini di una scelta per la promozione integrale della donna, in Rivista di Scienze dell’Educazione 26(1988)2, 151-186.

Piera Cavaglià – Fecondità e provocazioni di un’esperienza educativa. Maria Domenica Mazzarello e la comunità di Mornese

Il contributo accosta, dal punto di vista storico-pedagogico, l’esperienza educativa di S. Marza D. Mazzarello e della prima comunità educativa di Mornese (Alessandria).

Dopo aver considerato tale esperienza nella pluralità dei suoi protagonisti e nelle loro reciproche relazioni, si passa a focalizzare alcune scelte metodologiche, indicatori decisivi della fecondità pedagogica dell’ambiente educativo in esame.

  1. Una maestra di saggezza educativa
  2. Una rete di relazioni e di interrelazioni reciproche
  3. Un progetto di educazione integrale
    • Il concetto di educazione come saggezza nel prendersi cura
    • Solidarietà e popolarità
    • Cultura e istruzione
    • Accettazione e superamento del limite
    • Il criterio della preventività
    • Vivace e gioiosa spiritualità

Periodo di riferimento: 1872 – 1878

Piera Cavaglià, Fecondità e provocazioni di un’esperienza educativa. Maria Domenica Mazzarello e la comunità di Mornese, in Rivista di Scienze dell’Educazione 30(1992)2, 171-197.

Michal Vojtáš – La componente metodologica per l’eduazione salesiana attuale

Il metodo viene generalmente definito come un percorso o itinerario da seguire per ottenere risultati validi e affidabili in qualsiasi settore dello studio o dell’azione. Il concetto di metodologia può essere legato all’idea di “una” strada che implicitamente suggerisce la linearità del procedimento “unico” da seguire. Si deve notare che oltre ai singoli passi da seguire, i quali potrebbero essere eseguiti anche meccanicisticamente e in una modalità teacher proof, c’è anche un insieme di coordinate che ambientano il percorso in una contesto geografico, storico, culturale, valoriale e identitario. Nell’attuale contributo vogliamo percorrere brevemente alcuni paradigmi storici di metodologia educativa salesiana, per poter proporre i loro superamenti più integrali e più adatti alle esigenze educative contemporanee. Continue reading “Michal Vojtáš – La componente metodologica per l’eduazione salesiana attuale”

Carlo Nanni – Oggi e ieri

Intitolo così genericamente il mio intervento, a cui è stato richiesto di porsi in una prospettiva attualizzante di “don Rua nella storia”. Lo faccio da pedagogista teorico più che da storico. Per questo motivo mi sono riferito (e affidato) in gran parte, oltre che alla lettura diretta delle fonti documentarie, alle relazioni congressuali e alle rispettive analisi storico-critiche.

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Guglielmo Malizia – Educare ad essere “onesti cittadini”. La proposta salesiana da don Bosco a don P. Chavez

La scuola e la formazione professionale dei Salesiani, uno dei crocevia sensibili delle problematiche dei ragazzi e dei giovani del nostro tempo, sono chiamate a misurarsi con le sfide educative della cultura contemporanea attraverso il proprio progetto educativo che si ispira a quel patrimonio pedagogico solitamente chiamato “Sistema Preventivo di don Bosco”.

È nella fedeltà a questo Sistema e nella sua continua attualizzazione, infatti, che i Salesiani trovano la loro identità.

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Maria Maul – “Der Geist Don Boscos weht in dieser Anstalt Salesianische erziehung im salesianum Wien III von 1909 bis 1922. Teil II

La seconda parte del contributo sul lavoro apostolico ed educativo dei salesiani a Vienna si concentra su alcuni aspetti dell’educazione, praticata dai salesiani nei confronti degli educandi.

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José Manuel Prellezo – «Dei castighi» (1883): puntualizzazioni sull’autore e sulle fonti redazionali dello scritto

Lo scritto “Dei castighi da infliggersi nelle case salesiane” (1883), rimasto inedito, fu pubblicato, l’anno 1935, nel vol. XVI delle Memorie Biografiche da E. Ceria, ritenendo il testo una «lunga circolare» da attribuire a don Bosco.

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