Pietro Stella – Francesia, Giovanni Battista

Giovanni Battista. – Nacque a San Giorgio Canavese il 3 ott. 1838 da Giacomo, contadino di modeste condizioni economiche, e da Domenica Masero. Trasferitasi la famiglia a Torino, cominciò a frequentare dodicenne l’oratorio giovanile aperto da don Giovanni Bosco nella zona di Valdocco. Il 22 giugno 1852 si stabilì definitivamente all’oratorio, avviandosi alla vita sacerdotale.

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Emilio Zeni – Il tempio di Don Bosco

l Tempio di Don Bosco, nel suo complesso, fu costruito negli anni ’60, su progetto dell’lng. Enea Ronca. Consta di due chiese sovrapposte. La chiesa inferiore, terminata nell’anno 1965,
fu subito aperta al culto. La chiesa superiore fu completata, con la posa dell’imponente statua lignea del Risorto e con i dipinti di Luigi Zonta, salesiano, solo nel 1984. Il Card. Anastasio Balestrerò, infatti, arcivescovo di Torino, consacrò il Tempio di Don Bosco il 1 ° maggio di quell’anno. Da allora le due chiese sono aperte al servizio della liturgia e della preghiera. Nel 1994 furono collocati anche i quattordici pannelli lignei della Via Lucis, opera del prof. Giovanni Dragoni. 

 

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Piera Paltro – Il colle Don Bosco

Il Colle don Bosco sorge su una collina che s ’incunea tra i comuni di Castelnuovo, Buttigliera e Capriglio. È compreso nella frazione Morialdo, del comune di Castelnuovo, provincia di Asti, diocesi di Torino. È situato a 259 metri sul livello del mare, ed è circondato da boschi di acacie e da vigneti che producono Freisa e Malvasia. Nella borgata dei Becchi si trova la Casetta di don Bosco.

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Senza autore – Sulle strade di Don Bosco

Dalla «regal Torino», capitale del Regno Sabaudo e poi dell’Italia risorgimentale, si arriva al Colle Don Bosco, posto a una trentina di km, attraverso una serie di dolci colline e di ondulazioni su cui cresce la vite, mentre nelle zone pianeggianti si stendono pascoli, campi di granturco e di frumento. Una terra bella, calma, dai colori sfumati nel giro delle stagioni.

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Senza autore – Il colle Don Bosco

San Giovanni Bosco nasce il 16 Agosto 1815 a Becchi, rimanendo orfano di padre a soli due anni. Sin da adolescente, la sua fede e vocazione è ben definita, nel 1845 prende il sacerdozio. Durante tutto il percorso sacerdotale si dedica all’associazionismo, fondando tra gli anni 1845-1875 l’Associazione dei Cooperatori salesiani e l’Istituto delle FiglieSanta Maria Ausiliatrice.

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Don Pietro Ceresa – Il centro salesiano di documentazione storica e popolare mariana

Abstract

Il Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino, in regione «Valdocco», fu al centro della vita apostolica di San Giovanni Bosco. Lo contemplò nei suoi sogni fin dal 1844, come tappa di arrivo e di consolidamento della sua opera, allora soltanto agli inizi. Il Santo udì, a proposito della chiesa che avrebbe dovuto costruire, una misteriosa voce: la «Signora», a lui fanciullo presentata come «Maestra e Guida della sua missione», gli ripeteva «Qui la mia casa, da qui la mia gloria».

Periodo di riferimento: 1864 – 1868

Don P. Ceresa, Il centro salesiano di documentazione storica e popolare mariana, in «Centro Mariano salesiano»

Istituzione di riferimento:
Centro Studi Don Bosco
Centro Studi Don Bosco

Giovanni Bosco – La Storia d’Italia raccontata alla gioventù dai suoi primi abitatori sino ai nostri giorni con analoga carta geografica dal Sacerdote Giovanni Bosco

Eccovi, o giovanetti, una nuova edizione della Storia d’Italia scritta dal Sacerdote Giovanni Bosco. Il desiderio di porvi tra le mani un libro che alla verità storica accopii la sana morale, la rettitudine dei giudizii e la purità della lingua mi ha consigliato ad imprendere questo lavoro.

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Giovanni Bosco – Il Giovane provveduto per la pratica de’ suoi doveri negli esercizi di cristiana pietà per la recita dell’Uffizio della B. Vergine dei Vespri di tutto l’anno e dell’Uffizio dei morti coll’aggiunta di una scelta di laudi sacre pel sac. Giovanni Bosco

Due sono gl’inganni principali, con cui il de­monio suole allontanare i giovani dalla virtù. Il primo è far loro venire in mente che il ser­vire al Signore consista in una vita malinconica e lontana da ogni divertimento e piacere. Non è così, cari giovani. Io voglio insegnarvi un modo di vita cristiana, che vi possa nel tempo stesso rendere allegri e contenti, e additarvi quali siano i veri divertimenti e i veri piaceri, talché voi possiate dire col santo profeta Davidde: Serviamo al Signore in santa allegria: Servite Domino in laetitia. Tale appunto è lo scopo di questo libretto: insegnare a servire il Signore e a stare allegri.

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Adolfo L’Arco – Quando la teologia prende fuoco

Nel volgere di pochi anni il volumetto di don L’Arco ha visto assottigliarsi velocemente la provvista e già da tempo non siamo più in grado di soddisfare l’insistente richiesta.
I motivi del successo si possono ridurre essenzialmente a due, a parte lo stile semplice e coinvolgente usato dall’autore. Anzitutto una diffusione più capillare e a raggio sempre più vasto della conoscenza di don Giuseppe Quadrio, che questa stessa biografia ha contribuito a incrementare. Ma soprattutto l’aver colto da parte del biografo il centro di irradiazione della spiritualità del Servo di Dio: il fuoco.

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Vittorio Chiari – Don Quadrio. Uomo e prete del nostro tempo

Una biografia che non vuole essere una cronaca, ma un memoriale, ossia un ritorno vivo al presente di un passato che non si vuole travolto dal tempo. Si presenta in forma di dramma, scandita in atti, con un’intervista finale, in cui don Quadrio risponde con le parole tratte dai suoi scritti e dalle memorie dei suoi allievi. Un invito a non essere semplicemente lettori, ma attori.

Periodo di riferimento: 1921 – 1963

V. Chiari, Don Quadrio. Uomo e prete del nostro tempo, LAS, Roma 2010.

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