Indice:
- Impegno per il nostro secondo Centenario.
- Le difficoltà dell’ora e la Strenna sulla pace.
- Cause che minacciano la pace:
- a) I sette vizi capitali dilaganti nel mondo;
- b) L’accidia dei buoni.
Indice:
In questo studio si presenta il profilo di Don Bosco come guida spirituale, attraverso le lettere che scrisse alla cooperatrice salesiana francese Claire Louvet (1832 -1913). Di questa corrispondenza non disponiamo ancora dell’edizione critica e neppure di studi specifici, tranne il contributo di John Itzaina pubblicato nel 1990, in cui l’autore costata alcuni tratti che rivelano Don Bosco come guida nella vita spirituale, tuttavia quest’aspetto è ancora praticamente tutto da esplorare.
“Il 9 giugno di quest’anno ricorreva l’80° anniversario della consacrazione del tempio eretto dal nostro santo Fondatore e Padre in Valdocco, a onore di Colei che gli fu costantemente Madre, Guida e Aiuto. Sarebbe bastata anche solo questa cara ricorrenza a offrirmi occasione propizia per intrattenermi con voi sul dolcissimo argomento della Madonna di Don Bosco. Ma si aggiungono altri motivi, suggeriti dai tempi difficili che attraversiamo: tempi così pieni di pericoli per la Chiesa Cattolica, pei suoi figli, per le sue famiglie religiose, pei suoi Vescovi e Sacerdoti, e in particolare pel suo Capo visibile, da far sì che l’80° anniversario del Santuario di Valdocco possa considerarsi veramente provvidenziale per rianimare in noi la divozione a Maria SS. Ausiliatrice.
Continue reading “Pietro Ricaldone – La nostra divozione a Maria Ausiliatrice”
Una pagina di storia della guerra mondiale piuttosto trascurata dalla riflessione storiografica, ed anche poco nota alla opinione pubblica, è quella degli internati militari nel terzo Reich e dell’azione religiosa e morale svolta dai cappellani militari in mezzo a loro.
Continue reading “Francesco Motto – Fonti salesiane per una Resistenza dimenticata (1943-1945)”
Attraverso l’opuscolo «Raccolta di vedute delle Missioni salesiane della Patagonia», scritto da Domenico Milanesio nel 1904, si analizza il discorso missionario che l’autore, con intenti propagandistici, tenta di far conoscere ai Cooperatori salesiani onde collaborino alle missioni patagoniche.
Come viene concepito l’impegno dei laici nella Chiesa tra Otto-Novecento? E in che modo le indicazioni in merito, del magistero e della riflessione teologica, vengono veicolate alla «base» della Famiglia Salesiana da parte dei superiori della Congregazione? Una prima risposta può essere tentata richiamando anzitutto, per l’epoca in questione: l’ecclesiologia dominante, gli orientamenti del magistero e la concreta azione svolta dal laicato, per passare poi a scorrere il Bollettino Salesiano (BS), indirizzato ai Cooperatori salesiani in gran parte laici, e i testi prodotti dai Congressi Internazionali degli stessi Cooperatori svoltisi tra 1895 e 1920.
La figura di mons. Eugenio Méderlet – salesiano, missionario, arcivescovo di Madras – non è certo molto nota, soprattutto per il periodo precedente alla sua partenza per le missioni dell’India nel 1907.
Fr. Paolo Albera concluded his extraordinary visitation of the Americas (September 1900 to March 1903) by spending ten days with the Salesian community in New York, which had been founded barely four years earlier (November 1898). His visit crowned the difficult beginnings of the Salesian mission among the Italian immigrants of the great city and gave the mission an important impulse for expansion and growth. In fact, it may be said to have altered the course of Salesian development in the United States, marking a shift of emphasis from California to the Northeast. In his article, Fr. Mendl places Fr. Albera’s visit within the civil, ecclesiastical, and Salesian context, emphasizing immigration. He summarizes the visit briefly, then shows some of its effects. The limited archival documentation dealing with the visit is presented with annotations.
L’intento di questa ricerca ha lo scopo di far meglio conoscere la benefattrice Marie Lasserre, che è avvolta in un alone di mistero e, attraverso la sua corrispondenza con don Michele Rua e don Celestino Durando, i soli che ne conoscevano l’esistenza, le origini dell’istituto di Caserta, del quale è fondatrice.
«Maria, aiutatemi». Con queste due semplici parole, vergate con mano pesantissima in calce ad un foglio di appunti di mons. Lorenzo Gastaldi, don Bosco svelava la profonda angoscia e la forte preoccupazione per il futuro che gravavano sul suo spirito in quel mese di maggio del 1867, allorché seppe che un suo libretto, Il Centenario di S. Pietro Apostolo, correva il rischio di finire nell’elenco dei libri proibiti dalla Chiesa.
Ci proponiamo di pubblicare le pagine lasciateci da don G. Barberis nel quaderno brevemente recensito nella prima parte dell’articolo. Rileveremo le varianti testuali del dattiloscritto e del manoscritto conseguenti al Capitolo generale 12 (1922) e alla trascrizione del 1924 nonché, per la conferenza attribuita a don Bosco, quelle delle tre recensioni a stampa rispettivamente di don Vespignani, di don Alessio Barberis e del compilatore delle MB, vol. XVI. Continue reading “Antonio M. Papes – La formazione del salesiano coadiutore nel 1883”
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