Carlo Nanni – “Educazione”, in “Progetto Educativo Pastorale”

Nella storia umana c’è stato sempre un tempo per allevare, formare, educare. Tuttavia l’emergenza del fatto educativo sembra essere una caratteristica dell’età moderna, concomitante all’affermazione della centralità dell’uomo nel cosmo, all’accentuazione delle sue capacità operative e trasformatrici del reale mediante la ragione, la scienza, la tecnica.

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Juan Edmundo Vecchi – “Progetto educativo pastorale”, in “Progetto Educativo Pastorale”

I termini progetto e progettazione non entrano nel linguaggio pedagogico se non in tempi relativamente recenti, sebbene un’organizzazione degli obiettivi, metodi e contenuti, comunque chiamata, era nelle prospettive di ogni educatore cosciente e di ogni studioso di problemi connessi col fatto educativo.

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Andrea Zampetti – Educativa di strada, educatore di strada e Sistema Preventivo

Il lavoro di strada rappresenta l’espressione diretta della proposta educativa di don Bosco: stare con i ragazzi condividendo le fatiche quotidiane per restituire loro dignità e costruire una proposta che li renda liberi dal disagio che vivono.

[Don Bosco] Fa della strada, delle piazze, dei posti di lavoro, del prato-cortile i luoghi di primo incontro e primo annuncio. Accoglie i giovani senza preclusioni e pregiudizi, riconoscendo e valorizzando quanto essi portano in cuore (i loro sogni, le loro difficoltà, le loro sfide). Cammina insieme ad essi adeguandosi al loro passo. Continue reading “Andrea Zampetti – Educativa di strada, educatore di strada e Sistema Preventivo”

Michele Pellerey – La professionalità educativa e la competenza pedagogica. Attenzioni irrinunciabili dell’offerta formativa della famiglia salesiana oggi

Una tipologia di professionalità può essere delineata tenendo conto dell’eccellenza in una pratica sociale ritenuta significativa, o indispensabile, nei vari contesti sociali, culturali e lavorativi. Nel nostro caso di tratta della pratica educativa: una pratica che è segnata sia istituzionalmente, sia socialmente, sia culturalmente. Esistono elementi di qualità che risultano comuni ai vari contesti (scuola, formazione professionale, centri giovanili, oratori, centri sociali e di recupero, …)? Nelle relazioni precedenti sono stati presentati scenari all’interno dei quali sembra evidenziarsi qualcosa che era e che rimane centrale nella pratica educativa salesiana: tramite la presenza costante in mezzo ai giovani, l’educatore, o il gruppo degli educatori, attiva,
sostiene e orienta con loro un sistema di relazioni che costituisce la base fondamentale per promuoverne la crescita personale culturale, sociale, professionale. A mio avviso tale sistema di relazioni può essere riletto nella sua qualità valorizzando in termini aggiornati la tradizionale formula ragione-religione-amorevolezza. Su questa base è possibile anche delineare alcune linee di sviluppo di un processo formativo degli educatori.

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Francesco Motto – L’edizione critica dell’Epistolario di S. Giovanni Bosco. L’edizione critica del I volume dell’Epistolario nelle sue scelte metodologiche

L’autore dell’edizione critica del primo volume delle lettere di don Giovanni Bosco dal 1835 al 1863 presenta il piano editoriale dell’opera a cura dell’Istituto Storico Salesiano. Delle lettere di don Bosco esisteva una raccolta curata da don Eugenio Ceria negli anni cinquanta, ma dagli studiosi si sentiva l’urgenza non solo di completarla con centinaia di lettere inedite, ma anche di impostarne l’edizione con criteri scientifici più rigorosi. È quello che si è cercato di fare col nuovo Epistolario, previsto in 7 /8 volumi, di oltre 700 pagine ciascuno, per un totale di circa 5.000 lettere, un terzo delle quali sconosciute ai più. L’auspicio è che l’opera, l’impresa si dovrebbe forse dire, possa essere completata nel prossimo quindicennio.

  1. Passato, presente e futuro del progetto
  2. Fasi del lavoro
  3. Il primo volume dell’Epistolario
  4. Alcuni punti fermi
  5. Novità?
  6. Conclusione

Periodo di riferimento: 1835 – 1863

Francesco Motto, L’edizione critica dell’Epistolario di S. Giovanni Bosco. L’edizione critica del I volume dell’Epistolario nelle sue scelte metodologiche, in Rivista di Scienze dell’Educazione 31(1993)1, 13-53.

Ruben Dario Jaramillo – Il centro salesiano regionale di formazione permanente (Quito – Ecuador)

Il Centro Salesiano Regionale di Formazione Permanente con sede a Quito – Ecuador è la realizzazione di un sogno progettato dagli Ispettori e Delegati dell’America Latina, durante il Capitolo Generale Speciale: il desiderio di costituire una “Conferenza Salesiana Latinoamericana”, con l’obiettivo di unificare le forze pastorali vive della Congregazione, portando avanti un piano di rinnovamento della nostra Congregazione, riprendendo l’identità storica e carismatica, secondo lo spirito e la missione di don Bosco, e coltivando un rapporto più stretto con la CELAM (Conferenza Episcopale Latinoamericana).
L’idea è andata avanti e si è consolidata nell’Incontro del Rettore Maggiore don Luigi Ricceri con i Consiglieri per la Formazione: don Egidio Viganò, per la Famiglia Salesiana; don Giovanni Raineri, per la Pastorale Giovanile; don Juvenal Dho ed il Regionale don José Vicente Henriquez, con gli Ispettori della Regione Pacifico- Caribe, svoltosi nella città di Mexico dal 2 al 12 ottobre del 1973.

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Rachele Lanfranchi – Rosmini-Don Bosco: istanze pedagogico-educative di un rapporto

Il contributo si propone di rilevare alcune istanze pedagogico-educative nel rapporto epistolare Rosmini-don Bosco con l’obiettivo di far intravedere alcuni interessi pedagogico-educativi come risultano dal rapporto epistolare tra Rosmini-don Bosco e alcuni membri dell’Istituto della Carità tra il 1845 e il 1855.

  1. Premessa
  2. Le lettere ritraggono l’uomo
  3. Per una corretta lettura dell’Epistolario
  4. Carità operosa
  5. Stima e fiducia reciproche
  6. Attenzione e amore pedagogici
  7. Questioni economiche o educative?
  8. L’uomo dal “cuore grande” all’uomo che “pensa in grande”

Periodo di riferimento: 1845 – 1855

Rachele Lanfranchi, Rosmini-Don Bosco: istanze pedagogico-educative di un rapporto, in Rivista di Scienze dell’educazione 35(1997)2, 277-293.

Alberto Monticone – Approccio storico alle lettere di don Bosco

Il contributo si propone di indicare alcune direzioni interpretative emergenti dalla lettura delle lettere scritte da don Bosco nel periodo che va dal 1835 al 1863 e che sono contenute nel primo volume dell’Epistolario edito da Francesco Motto. Tali fonti riguardano la prima fase dell’attività del santo educatore. Le lettere descrivono un don Bosco fortemente immerso nei grandi problemi europei dell’assistenza ai poveri dimostrando il suo approccio originale al pauperismo. Evidenziano pure i suoi numerosi contatti con le autorità politiche dello Stato Sabaudo denotando come la sua iniziativa si collochi, dal punto di vista storico-politico, in piena sintonia con la vita della Torino della metà dell’Ottocento, con i suoi problemi e anche il suo tipo di struttura politico-amministrativa.

Periodo di riferimento: 1835 – 1863

Alberto Monticone, Approccio storico alle lettere di don Bosco, in Rivista di Scienze dell’educazione 31(1993)1, 22-31.

Marcella Farina – Un cuore ecclesiale sulla scia di don Bosco

Il saggio vuole evidenziare un tratto fondamentale della personalità di don Egidio Viganò: la sua peculiare ecclesialità. Dopo aver delineato un breve profilo biografico) viene presentato sinteticamente il suo pensiero ecclesiologico espresso nella sua tesi di laurea in teologia un’opera di grande afflato mistico e di profondo rigore logico che prende in considerazione autori noti nella storia dell’ecclesiologia per la capacità profetica e la fedeltà al ricco patrimonio dottrinale. Un rilievo singolare è dato a S. Tommaso d’Aquino ricompreso e attualizzato. Già in questo primo lavoro scientifico emergono le coordinate fondamentali del pensiero di don Egidio Viganò, un pensiero che meriterebbe di essere approfondito perché contiene un “non ancora detto” che fa progredire la civiltà.

  1. Premessa
  2. Un cuore oratoriano
  3. Verso il concilio nella grazia della comunione
    • Sentieri di rinnovamento ecclesiologico
    • La consapevolezza di un successo per il Regno
    • Una metodologia: l’attualità delle radici
    • Un’ecclesiologia mistica universale
  4. Per concludere aprendo il cammino

Periodo di riferimento: 1996 – 1996

Marcella Farina, Un cuore ecclesiale sulla scia di don Bosco, in Rivista di Scienze dell’educazione 34(1996)1, 29-60.

Cristina Festa – Maddalena Morano: maestra ed educatrice in Piemonte nella seconda metà dell’Ottocento

L’articolo affronta lo studio dell’esperienza educativa della maestra Maddalena Morano nei primi trent’anni di vita (1847-1878) da lei trascorsi in Piemonte. Sullo sfondo della storia della scuola e dell’istruzione popolare, vengono evidenziati i fattori che contribuirono alla sua maturazione come donna e come maestra a partire dall’ambiente familiare, scolastico e parrocchiale. La riflessione verte inoltre sui tratti del suo stile educativo nel quale convergono doti umane, competenza professionale e coerenza di vita cristiana.

  1. Linee del suo itinerario biografico
  2. La scuola in Piemonte nell’Ottocento
  3. La formazione umana e didattica di Maddalena Morano
    • La famiglia
    • La scuola
    • La parrocchia
  4. L’esperienza educativa e didattica
    • Educatrice all’asilo di Buttigliera d’Asti
    • Maestra nella scuola elementare a Montaldo Torinese

Periodo di riferimento: 1847 – 1978

Festa Cristina, Maddalena Morano: maestra ed educatrice in Piemonte nella seconda metà dell’Ottocento, in Rivista di Scienze dell’educazione 38(2000)3, 349-386.

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