Antenor De Andrade Silva – Brasil os Salesianos na Tebaida. Uma história que durou 20 anos (1902-1922)



I salesiani, venuti dall’Italia, si stabilirono nel 1900, nella città di San Salvador, capitale dello stato di Bahia. Due anni dopo, fondarono nello Stato di Sergipe, 355 km a nord, una scuola agricola nel luogo chiamato Tebaida, a 18 km dalla capitale dell’Aracaju.

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Piera Cavaglià – Educazione e cultura per la donna. La scuola «N. S. delle Grazie» di Nizza Monferrato dalle origini alla Riforma Gentili (1878-1923)



Unica nel suo genere, perché fondata da S. Giovanni Bosco, la Scuola “Nostra Signora delle Grazie” si presenta come la rivitalizzazione di una ispirazione pedagogica, mediazione educativa privilegiata per la promozione integrale della donna in vista del suo inserimento propositivo nella società.

La fedeltà allo stile educativo di don Bosco, interpretato con creatività e coraggio dalle prime insegnati, consente alla Scuola, nel suo lento e faticoso sviluppo, di esprimersi una trama di relazioni pervase di serietà e di impegno e, al tempo stesso, di attenzione ai reali problemi delle alunne. Una “casa di educazione”, uno spazio di libertà e vita è il luogo più adatto per garantire alla donna un accesso armonico al mondo della cultura e dei valori.

Periodo di riferimento: 1878 – 1923

Piera Cavaglià, Educazione e cultura per la donna. La scuola «N. S. delle Grazie» di Nizza Monferrato dalle origini alla Riforma Gentili (1878-1923), Roma, LAS 1990.

Grazia Loparco – L’attività educativa delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Italia attraverso le ispezioni governative (1884-1902)



Il crescente interesse per la storia delle istituzioni educative ha incentivato la pubblicazione di fonti e studi. Accanto ai documenti normativi, burocratici e informali serbati dagli Istituti religiosi, vanno segnalate delle fonti inedite, sicuramente non viziate da intenti apologetici, e cioè le relazioni delle visite ispettive conservate nel fondo del Ministero della Pubblica istruzione (MPI) dell’Archivio centrale dello Stato a Roma (ACS).  Dal 1875 le ispettrici governative ebbero l’incarico di visitare gli educatori femminili e riferire sull’andamento dei convitti e sulla qualità dell’istruzione impartita.

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Bernadeta Lewek – Attività educativa delle FMA in Polonia: dal 1922 agli inizi degli anni ’60



Nella ricerca si intende rivolgere uno sguardo attento alla realtà educativa delle FMA in Polonia a partire dall’arrivo fino agli anni ’60, rilevando una perseverante, a volte drammatica sollecitudine per mantenere vivo lo spirito e la prassi del carisma dei   Santi Fondatori, San Giovanni Bosco e Santa Maria Domenica Mazzarello, senza indugiare troppo sulle difficoltà legate a fattori politici, economici, sociali e culturali. L’indagine mira pertanto a indicare come le FMA hanno potuto realizzare questo compito, collocandosi fedelmente nella storia della chiesa, della nazione e dell’Istituto.

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Caterina Daghero – Lettera Circolare del 24 ottobre 1916



L’ autrice della lettera, annuncia la ripresa delle lezioni scolastiche dopo la pausa estiva, esortando le proprie consorelle ad una condotta esemplare in questo ambito educativo che si ripropone di nuovo all’inizio di un nuovo percorso accademico. Sottolinea l’importanza della scuola e del suo nome: “Maria Ausiliatrice”, e tutto ciò che esso comporta, sia in campo educativo, sia nell’ambiente del corpo insegnanti. Sottolinea dunque tutti i valori propri della pratica educativa e dell’ordine salesiano. Seguono apporti delle consorelle consigliere circa l’organizzazione.

Periodo di riferimento: 1916 – 1916

C. Daghero, Lettera del 24 ottobre 1916, Dattiloscritto

Piera Ruffinatto – L’efficacia educativa dell’ambiente nell’esperienza di Laura Vicuña



L’articolo intende presentare l’efficacia dell’ambiente educativo salesiano a partire dall’esperienza vissuta da Laura Vicuña nella comunità di Junin de los Andes. L ’itinerario di maturazione integrale di Laura si configura come frutto dell’amore pedagogico espresso da Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, ma è anche il risultato del suo impegno personale di apertura e corrispondenza ai valori proposti e all’opera di Dio nella sua esistenza.

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Henry Delacroix – Cent ans d’école salésienne en Belgique



Fu nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1887, che fu decisa la fondazione della prima scuola salesiana in Belgio: un orfanotrofio. Don Bosco ha dato una dichiarazione verbale al Vescovo di Liegi, Vescovo Doutreloux, che era presente al Valdocco in quei giorni.

Il nostro metodo consisterà nell’individuare i principali eventi che hanno segnato questa evoluzione e nel valutare il loro impatto sulla scuola salesiana in Belgio.

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Francesco Motto,Grazia Loparco – Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice in Italia. Un comune percorso educativo



Il volume fa seguito ai due precedenti testi sui Salesiani (Francesco Motto, ed.,  Salesiani di don Bosco in Italia 150 anni di educazione , Roma, LAS 2011), e sulle Figlie di Maria Ausiliatrice, Grazia Loparco – Maria Teresa Spiga, eds. , Donne in educazione. Figlie di Maria Ausiliatrice in Italia 1872-2010. Documentazione e saggi , Roma, LAS 2011) pubblicati in occasione dei 150 anni d’Italia. È parimenti conveniente oltre l’accostamento materiale dei previsti studi, in qualche modo parallelo, per rendere disponibili alcuni dati direttamente confrontabili in vista di un percorso di ricostruzione “a due voci”, maschile e femminile. La comparazione di consistenti dati archivistici inediti, rilevati sul piano sincronico e diacronico, ha portato infatti alla luce sia le profonde convergenze, sia alcune connotazioni peculiari dell’impegno educativo dei Salesiani. Continue reading “Francesco Motto,Grazia Loparco – Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice in Italia. Un comune percorso educativo”

Rachele Lanfranchi – I convitti per operaie affidati alle Figlie di Maria Ausiliatrice. Da “semplice albergo” a “case di educazione”. Istanze ed attuazioni educative in Italia negli anni 1880-1922



I convitti per giovani operaie diretti dalle FMA, tra altre religiose, sono stati risposta ad un’esigenza fondamentalmente educativa tra la fine dell’’800 e la prima metà del ’900. Superiori e Superiore hanno avvertito l’urgenza di questa opera, proprio perché rivolta a giovani del ceto popolare, anche minorenni, indifese e per di più lontane dalle famiglie, con un’istruzione minima, la necessità di lavorare in condizioni disagiate.

L’opera  richiedeva personale preparato perché non era facile gestire in modo adeguato esigenze delle Ditte ed esigenze delle ragazze. Personale che veniva scelto con ponderazione per assicurare all’opera un positivo esito educativo. Dalla documentazione riportata pare di poter affermare che i convitti hanno raggiunto lo scopo per cui sono stati assunti: farne non dei semplici alberghi, ma case di educazione. Per raggiungere l’obiettivo, le FMA hanno curato le condizioni di accordo con le ditte, i regolamenti per le operaie, uno stile di vita sereno e impegnato che preparasse le giovani alla vita di famiglia.

Ciò che maggiormente ha inciso nell’esperienza dei convitti è stato l’approccio relazionale, cioè il rapporto interpersonale, su cui si basa il processo educativo e costituisce il cuore del sistema preventivo. In particolare si studia il primo convitto, a Cannero, e una FMA emblematica, sr Clelia Guglielminotti.   ad esempio a Intra  non mancarono tensioni per la disciplina cui sottostare, oppure durante i periodi di sciopero. Si può tuttavia dire che lo slancio apostolico e la dedizione incondizionata per il bene delle ragazze da parte delle suore, hanno assicurato ai convitti esito positivo, come è testimoniato dal grande numero di vocazioni religiose.

 

Periodo di riferimento: 0 – 1924

Rachele Lanfranchi, I convitti per operaie affidati alle Figlie di Maria Ausiliatrice. Da “semplice albergo” a “case di educazione”. Istanze ed attuazioni educative in Italia negli anni 1880-1922, in Grazia Loparco – Stanislaw Zimniak (a  cura di), L’educazione salesiana in anni difficili del XX secolo = ACSSA Varia 3, Roma, Las 2008, pp. 238-266.

 

 

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