Josip Gregur – La musica “anima” del carisma salesiano in “Sviluppo del carisma di Don Bosco fino alla metà del secolo XX. Atti del Congresso internazionale di Storia Salesiana Roma, 19-23 novembre 2014”

Tra i valori essenziali la musica, sebbene oggi presente in ogni settore della società,
di certo non occupa il primo posto nella vita dell’uomo, come la salute, il lavoro, le relazioni interpersonali e sociali. Come un valore culturale, una realtà ideale, la musica nella civilizzazione materialistica frequentemente risulta trascurabile. Essa si percepisce come mezzo di distrazione nel tempo libero e come abbellimento nei giorni di festa. Anche nella Chiesa, tradizionalmente portatrice della cultura — a causa dell’interdipendenza tra la cultura e il culto — la musica sembra fungere come “lo zucchero a velo sulla torta” piuttosto che “lievito del pane”, cioè espressione genuina della fede.

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Francesco Traniello – Don Bosco in the history of popular culture in Italy in «Don Bosco’s place in history»

This essay focuses on Don Bosco’s contribution to spreading a popular culture based on religion through his educational activities. Moreover, the Saint was one of the first to realize the need to find, also taking into account the evolving social structure, new ways and techniques for the educational field and also for that one of religious formation.

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Emile Poulat – Don Bosco and the Church in the world of the Ninetheenth century in «Don Bosco’s place in history»

Emile Poulat in his essay traces some reflections concerning the Church in the 19th century, the figure of Don Bosco and the presence of the Salesians in France.                                        Continue reading “Emile Poulat – Don Bosco and the Church in the world of the Ninetheenth century in «Don Bosco’s place in history»”

Juan Maria Laboa – Don Bosco’s experience and sense of the Church in «Don Bosco’s place in history»

Juan M. Laboa in his paper focuses mainly on Don Bosco’s image of the Church, the only place where the teachings of Jesus are preserved in their entirety. Don Bosco believed that this Church (and not the Protestant one) is the only one that can bring people closer to God and that instilling love and devotion to the Pope helps to counter religious sects and dissidents. In the end, in chapter 5 the author reserves a reflection on the relationship between Pope Pius I and Don Bosco.        Continue reading “Juan Maria Laboa – Don Bosco’s experience and sense of the Church in «Don Bosco’s place in history»”

Franco Molinari – Church and World in Don Bosco’s “Storia Ecclesiastica” in «Don Bosco’s place in history»

Don Bosco in his book “Ecclesiastical History” talks about the Church and the World and their bond, which over the centuries has been very tortuous. Unlike the “fundamentalist” conservatives, Don Bosco had a clear vision of the reality that surrounded him and this awareness was not due to his studies in the historical field, but to his ability to know how to read the present.     

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Cesare Bissoli,Francis J. Moloney,Otto Wahl – Parola di Dio e vita salesiana

La Parola di Dio nella vita della Chiesa e nella vita salesiana (Francis J. Moloney, sdb)

1. Leggere la Scrittura all’interno della propria tradizione

2. La Parola di Dio e la nostra tradizione 

3. Scrittura e Tradizione

4. Parola di Dio come «spina nel fianco» 

5. Come Don Bosco nelle strade di Torino. «La nostra regola vivente è Gesù Cristo» (Cesare BlSSOLl, sdb)

1. «Il Vangelo vissuto con lo spirito di Don Bosco splende come la regola suprema» 

2. Vie salesiane alla comprensione di Cristo

3. Percezioni salesiane del mistero di Cristo

4. Professionisti della «vita Christi».

Apporti biblici per Vanimazione nella vita salesiana (Otto WAHL, sdb) 

Introduzione

1. L’itinerario classico 

2. Lo scopo dell’animazione

3. Ruoli dell’animatore 

4. Qualità dell’animatore

5. Metodi dell’animazione 

6. Fonti di energia per l’animazione

7. Limiti, rischi e possibilità dell’animazione.

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Archivio Salesiano Centrale – Dati statistici (1990)

Il presente volume, allegato alla Relazione del Rettor Maggiore sul sessennio 1984-
1989, si propone di offrire un quadro statistico della presenza salesiana — nelle diverse
circoscrizioni giuridiche in cui la Congregazione è articolata — e delle opere e attività
animate dai Salesiani e dai loro collaboratori.

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Egidio Viganò – La formazione dei salesiani di Don Bosco

Abstract

Vi presento la seconda edizione di « LA FORMAZIONE DEI SALESIANI DI DON BOSCO. PRINCIPI E NORME». Il Documento espone e sviluppa, da una parte, l’insieme dei
principi e delle norme che regolano la formazione salesiana a livello mondiale (servizio all’unità nell’identità); dall’altra, costituisce la base ed orienta il compito delle comunità ispettoriali cui spetta la responsabilità di attuare la formazione secondo le esigenze del proprio contesto culturale, in conformità con le direttive della Chiesa e della Congregazione (servizio all’unità
nella diversificazione).

 

Indice:

Parte Prima
NATURA. DESTINATARI E COMPOSIZIONE
DEL DOCUMENTO
1. NATURA, DESTINATARI, CONTENUTI DEL DOCUMENTO
E PUNTI DI RIFERIMENTO COSTANTI DELLA SUA COMPOSIZIONE 
1.1 Natura del documento
1.2 I destinatari
1.3 I contenuti
1.4 Punti di riferimento costanti
14.1 Gli orientamenti del magistero
14.2 La coscienza carismatica della Congregazione 
A. Don Bosco
B. I successori di Don Bosco e i Capitoli generali 
14.3 La voce delle culture e dei giovani

A. Le culture
B. La Chiesa, la Congregazione e le culture 
C. La Congregazione e la sua azione formativa
Normativa

Parte Seconda
LA FORMAZIONE DEI SALESIANI IN GENERALE
Aspetti fondamentali della formazione dei Salesiani
2. L’IDENTITÀ VOCAZIONALE SALESIANA, PRINCIPIO E FINE
DELLA FORMAZIONE
2.1 Formazione e identità vocazionale
2.2 L’identità salesiana principio della formazione
22.1 Un progetto di vita fortemente unitario: la «grazia di unità»
22.2 Gli elementi inseparabili della nostra consacrazione 
A. La missione apostolica
B. Una caratteristica forma di vita comunitaria 
C. Uno stile di vita evangelica
22.3 Identità vocazionale e formazione intellettuale 
22.4 L’identità vocazionale e le sue diverse forme: presbiterale, diaconale, laicale
A. Educatori pastori nella forma presbiterale 
B. Educatori pastori nella forma diaconale 
C. Educatori pastori nella forma laicale
2.3 L’identità salesiana fine della formazione
Normativa
3. INDIVIDUAZIONE DEI VALORI E DEGLI ATTEGGIAMENTI.
INDICAZIONI DI ATTIVITÀ
3.1 Valori umani
31.1 Equilibrio fisico: salute e lavoro 
A. Buona salute
B. Lavoro e temperanza
31.2 Maturazione intellettuale 
31.3 Equilibrio e adattamento psichico
A. Capacità di scelte libere
B. Capacità di amore personale 
C. Apertura agli altri
3.2 Valori religiosi salesiani
32.1 Senso di Dio e della sua presenza nella storia
A. Unione con Cristo e sua sequela a causa del Regno 
B. Unione col Padre che ci consacra
C. Docilità allo Spirito, fonte di santificazione
D. Senso di Chiesa
E. Con Maria, Ausiliatrice e Madre della Chiesa.
32.2 La carità pastorale 
A. Il senso pastorale 
B. La capacità pastorale 
32.3 Vivere e lavorare insieme
32.4 La pratica dei consigli evangelici
A. L’obbedienza 
B. La povertà
C. La castità
32.5 In dialogo con il Signore
A. In ascolto della Parola
B. Nella celebrazione dell’Eucaristia 
C. Celebrando nel tempo il mistero di Cristo
D. In continua conversione
E. Una comunità di uomini di preghiera
Normativa 
4. ASSIMILAZIONE DEI VALORI VOCAZIONALI: LINEE DI METODO, OPERATORI, AMBIENTI E CONDIZIONI PER L’ESPERIENZA FORMATIVA
4.1 Linee di metodo
41.1 Formazione: fare esperienza dei valori vocazionali 
41.2 Centralità della persona nell’esperienza formativa 
41.3 Un’esperienza personale accompagnata e guidata
4.2 Gli operatori dell’esperienza formativa
42.1 La persona chiamata 
42.2 Don Bosco fondatore e il Papa, pastore e guida: due
rapporti da privilegiare 
A. Don Bosco fondatore
B. Il Papa, pastore e guida
42.3 I formatori: identità, compiti e strumenti 
A. Identità
B. Compiti 
C. Strumenti: il «colloquio» e la direzione spirituale 
4.3 Gli ambienti e le condizioni 
43.1 La comunità, ambiente naturale dell’esperienza vocazionale 
43.2 La comunità formatrice locale 
43.3 Rapporti e attività sorretti da motivi veri e autentici
43.4 Rapporti e attività vissuti nell’interazione di teoriane prassi
43.5 Una comunità che rende possibile l’esperienza
A. Una comunità che aiuta la consapevolezza dell’esperienza 
B. Una comunità che accoglie la comunicazione 
43.6 La comunità e la persona in dialogo con il Signore, condizione radicale per l’esperienza dei valori vocazionali 5
Normativa
Sezione Seconda
La orinazione intellettuale dei Salesiani
in generale
5. URGENZE E PUNTI STRATEGICI DELLA FORMAZIONE INTELLETTUALE DEI SALESIANI 
5.1 Urgenze
51.1 Importanza della formazione intellettuale 
51.2 Urgenza di direttive salesiane comunità
5.2 Punti strategici della formazione intellettuale dei Salesiani
52.1 Un’indispensabile programmazione unitaria
A. La teologia, una funzione originale 
B. La filosofia e le sue mediazioni
C. Le scienze dell’uomo e dell’educazione: una prospettiva caratterizzante 
D. Tre principi
52.2 Orientamenti di metodo
A. Sintonia con la congiuntura storica 
B. L’interazione di teoria e prassi
C. La continuità della formazione intellettuale 
D. L’organicità della formazione intellettuale 
Normativa
6. I RESPONSABILI E GLI AMBIENTI DELLA FORMAZIONE
INTELLETTUALE
6.1 1 responsabili
61.1 I superiori religiosi 
61.2 I docenti e le autorità accademiche
61.3 Gli studenti
6.2 Gli ambienti
62.1 I centri di studio in genere
A. Identità
B. Servizio
C. Valorizzazione 
D. Impegno
E. Responsabilità
62.2 L’Università Pontificia Salesiana (UPS)
A. Un impegno privilegiato 
B. Affiliazioni, aggregazioni, incorporazioni
C. Le comunità ispettoriali 
Normativa
Parte Terza
LE FASI DEL PROCESSO FORMATIVO
Premessa
7. IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE, ATTEGGIAMENTO
PERMANENTE DELL’INTERO PROCESSO FORMATIVO 
7.1 II discernimento, dimensione fondamentale dell’esperienza formativa 
7.2 II discernimento vocazionale
72.1 Aspetto personale e comunitario
72.2 I responsabili 
72.3 Le condizioni
72.4 I criteri
Normativa
8. LA MATURAZIONE VOCAZIONALE FINO ALLA PROFESSIONE PERPETUA
8.1 La preparazione immediata al noviziato
81.1 Natura………………………………………………………………….187
81.2 Obiettivi ……………………………………………………………….187
81.3 L’esperienza formativa ……………………………………… ….188
81.4 La formazione intellettuale ……………………………………188
81.5 L’ambiente ……………………………………………………………189
81.6 I formatori……………………………………………………….. ….190
8.2 II noviziato…………………………………………………………………..190
82.1 Natura………………………………………………………………….190
82.2 Obiettivi ……………………………………………………………….191
82.3 L’esperienza formativa ……………………………………… ….192
82.4 La formazione intellettuale ……………………………….. ….194
82.5 L’ambiente ………………………………………………………. ….195
A. Un criterio {ondamentale………………………………….195
B. La comunità formativa ……………………………………..195
82.6 II maestro e i formatori ………………………………………..196
82.7 Significato della professione temporanea……………….196
8.3 II periodo della professione temporanea ………………………197
83.1 II postnoviziato ………………………………………………… ….197
A. Natura………………………………………………………… ….198
B. Obiettivi………………………………………………………. ….198
C. Esperienza formativa …………………………………… ….199
a. In generale ……………………………………………….199
b. La formazione del salesiano laico ………………201
D. La formazione intellettuale ………………………….. ….202
E. L’ambiente……………………………………………………….205
F. I formatori………………………………………………………..206
83.2 II tirocinio………………………………………………………… ….207
A. Natura………………………………………………………… ….207
B. Obiettivi………………………………………………………. ….207
C. L’esperienza formativa ………………………………… ….208
D. La formazione intellettuale ………………………….. ….208
E. L’ambiente e i responsabili………………………….. ….209
83.3 La preparazione immediata alla professione perpetua ………………………………………………………………. ….210
A. Natura della professione perpetua ………………. ….210
B. La preparazione immediata alla professione perpetua ……………………………………………………………….212
Normativa…………………………………………………………………….. ….213
9. LA FORMAZIONE SPECIFICA ……………………………………………231
9.1 La formazione specifica del salesiano presbitero……… ….231
91.1 Natura………………………………………………………………….231
91.2 Obiettivi ……………………………………………………………….231
91.3 L’esperienza formativa ………………………………………….232
91.4 La progressione dell’esperienza formativa……………..233
A. I ministeri del lettorato e dell’accolitato……….. ….233
a. Significato………………………………………………….233
b. Esperienza formativa ………………………………….233
B. L’ordine del diaconato ……………………………………..235
a. Significato ………………………………………………….235
b. Esperienza formativa ………………………………….235
91.5 La formazione intellettuale: criteri generali……….. ….240
9.2 La formazione specifica del salesiano diacono permanente ……………………………………………………………………… ….242
9.3 La formazione specifica del salesiano coadiutore ……….244
93.1 Natura………………………………………………………………..244
93.2 Obiettivi ……………………………………………………………..244
93.3 I ministeri del lettorato e accolitato ………………… ….245
93.4 La formazione intellettuale ……………………………… ….245
Normativa………………………………………………………………………. 246
10. LE SPECIALIZZAZIONI………………………………………………… ….253
10.1 Natura e criteri di programmazione……………………… ….253
101.1 Natura………………………………………………………… ….253
101.2 Criterio fondamentale………………………………….. ….253
101.3 La programmazione ispettoriale………………………..254
10.2 Le a re e ……………………………………………………………….. ….254
Normativa………………………………………………………………………..255
11. LA FORMAZIONE PERMANENTE ……………………………………..256
11.1 Concetto e motivi di urgenza……………………………………257
111.1 Concetto ………………………………………………………….257
111.2 Motivi di urgenza …………………………………………… 258
11.2 Obiettivi e contenuti……………………………………………….. 258
11.3 II soggetto della formazione permanente e l’attenzione
ad alcune circostanze……………………………………………. …259
113.1 La persona del salesiano ……………………………. …259
113.2 Le circostanze…………………………………………………259
11.4 L’esperienza formativa …………………………………………. …261
114.1 Criteri di organizzazione ……………………………… …261
114.2 II m etodo………………………………………………………..262
114.3 Linee di azione …………………………………………… …263
A. A livello loca le…………………………………………..263
B. A livello ispettoriale ……………………………………264
114.4 Formazione intellettuale…………………………………..265
11.5 I responsabili ai vari liv e lli………………………………….. …266
115.1 Particolari responsabilità……………………………… …266
115.2 A raggio più am pio…………………………………….. …267
Normativa……………………………………………………………………….268
ALLEGATI …………………………………………………………………………….271
1. Linee orientative circa l’ordinamento degli studi …………..273
2. Il direttorio ispettoriale: «sezione formazione»……………….283
3. Documenti sulla formazione …………………………………….. … 286

Periodo di riferimento: 2022

E.Vigano, « La formazione dei salesiani di Don Bosco», in « Principi e Norme » , 1985, 5-293.

Istituzione di riferimento:
Direzione Generale SDB
Direzione Generale SDB

Egidio Viganò – Orientamento e norme per il discernimento vocazionale salesiano

Abstract

Individuare l’eventuale presenza o assenza dei segni della chiamata di Dio è un’ impresa delicata. Per realizzarla sono necessarie la conoscenza delle norme della Chiesa, dei principi della teologia , della vocazione, dei risultati delle scienze psicologiche e una illuminata prudenza salesiana in sintonia con lo spirito del Fondatore. L’atteggiamento e l’impegno di questo servizio non è volto soprattutto ad ammettere o ad escludere i candidati, ma piuttosto ad orientarli positivamente sulla strada in cui Dio li chiama. Il fatto che in questo Sussidio si tratti prevalentemente dei criteri del discernimento e venga quindi posto l’accento sul loro aspetto selettivo non deve far perdere di vista che il discernimento dev’essere fatto facendo riferimento all’insieme delle indicazioni di Dio sulla vocazione del candidato.

 

Indice

  • 1. Il discernimento come atteggiamento di ricerca delle indicazioni di Dio.
    • 1.1 Natura del discernimento
        • • Un aspetto personale
        • • Un aspetto comunitari
    • 1.2 I responsabili del discernimento
      • Dal punto di vista generale
      • Dal punto di vista comunitario
      1.3 Condizioni indispensabili
      1.4 Mezzi e procedimenti per il discernimento
      2. I criteri di discernimento
      2.1 Che cosa sono 
      2.2 Aree di criteri per il discernimento
      22.1 Criteri negativi o controindicazioni
      a. Controindicazioni giuridiche
      b. Controindicazioni prudenziali
      • Controindicazioni di ordine medico-fisiologico
      • Controindicazioni di ordine psichico
      • Controindicazioni di ordine psicologico-morale
      • Aspetti riguardanti la vita di celibato
      « Aspetti riguardanti le altre virtù umane 
      • Controindicazioni di ordine intellettuale
      • Controindicazioni sul piano delle motivazioni
      • Controindicazioni sul piano familiare
      22.2 Criteri positivi
      a. Gruppi principali di attitudini e disposizioni
      b. Motivazioni valide
      c. La retta intenzione
      3. Le ammissioni
      3.1 La domanda, i responsabili e le modalità delle ammissioni
      31.1 La domanda
      31.2 I responsabili
      a. Responsabilità giuridica
      b. Responsabilità morale
      31.3 Modalità di ammissione
      3.2 Ammissioni al prenoviziato 
      Controindicazioni 
      3.3 Ammissioni al noviziato 
      33.1 Controindicazioni
      a. Controindicazioni giuridiche
      • Impedimenti irritanti
      • Impedimenti impedienti
      b. Controindicazioni prudenziali
      33.2 Criteri positivi
      3.4 Ammissioni ai voti temporanei

34.1 Controindicazioni
a. Controindicazioni giuridiche
b. Controindicazioni prudenziali
34.2 Criteri positivi
a. Attitudini alla vita salesiana
b. Attitudini alla vita religiosa
c. Attitudini alla vita religiosa salesiana laicale
3.5 Ammissione alla rinnovazione dei voti
3.6 Ammissione alla professione perpetua
36.1 Controindicazioni
a. Controindicazioni giuridiche
b. Controindicazioni prudenziali
36.2 Criteri positivi
a. Attitudini alla vita religiosa salesiana
b. Più particolarmente
3.7 Ammissione ai ministeri (lettorato – accolitato)
3.8 Ammissione agli ordini sacri
38.1 Controindicazioni
a. Controindicazioni giuridiche
b. Controindicazioni prudenziali
38.2 I criteri positivi
a. Capacità di assumere i doveri sacerdotali
b. Presenza di motivazioni adeguate 
4. Conclusione

Periodo di riferimento: 1982

D. E. Viganò, «Orientamenti e norme per il discernimento vocazionale salesiano» , in « Le ammissioni» , 1982, 9-54.

Istituzione di riferimento:
Direzione Generale SDB
Direzione Generale SDB

Juan Edmundo Vecchi – « Un amor sem limites a Deus e aos jovens »

Indice :

  • A castidade pelo Reino. O que professamos
    • O clima cultural
    • A certeza inspiradora: um amor que anuncia o Ressuscitado e o espera
  • Castidade e carisma salesiano. No sulco de uma tradição
    • A serviço do amor educativo
    • Sinal de doação total
    • “Como um postulado da educação”
    • Complementaridade enriquecedora

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Capitolo Generale dei Salesiani di Don Bosco – Salesians and lay people: communion and sharing in the spirit and mission of Don Bosco

This number of the Acts brings you the abundant material resulting from the GC24. In this way too are promulgated, in Iine with the Constitutions (C 148), the deliberations contained in two documents: the longer one concerning communion and sharing in the spirit and mission of Don Bosco on the part of Salesians and laity, and the other one which carries the modifications to the Constitutions and General Regulations together with other guidelines on the government of the Society.

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Pietro Braido – Giustizia è fatta

«II problema della scuola se altrove può assumere essenzialmente l’aspetto di dibattito di principii didattici e pedagogici, nei Paesi latini è problema squisitamente politico. Il contrasto fra Chiesa e Stato forma così il substrato latente del problema della Scuola». Mai avevamo pensato che la «scienza laica» potesse giungere ad analisi così acute della situazione attuale. Incominciamo a comprendere perchè l’anima del laicismo sia il problematicismo, il dubbio critico, il «dialogo» mai conclusivo. Con simili conclusioni!. A qualche vero assoluto ha il diritto di arrivare soltanto chi onestamente e impegnativamente ricerca, facendosi discepolo della verità e non imponendo schemi alla realtà.

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Pietro Braido – «Una dottrina socialista dell’educazione»

Da vari punti di vista noi vorremmo che le «dottrine dell’educazione», da qualsiasi parte vengano proposte, dessero prova di serietà «dottrinale»: a) sul piano dell’impegno teoretico (o anche del disimpegno, se si crede di doverne prescindere per ragioni metodologiche o soltanto contingenti); b) sul piano storico, se il riferimento alla storia è ritenuto (come dev’essere) fecondo e positivamente suggestivo; c) sul piano della ricerca scientifica, in questo caso prevalentemente di indole sociologica e psicologica; d) ed infine sul piano pratico, organizzativo-costruttivo, quando dalla teoria si intendano ricavare programmi concreti di azione.

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