Juan Edmundo Vecchi – “Progetto educativo pastorale”, in “Progetto Educativo Pastorale”

I termini progetto e progettazione non entrano nel linguaggio pedagogico se non in tempi relativamente recenti, sebbene un’organizzazione degli obiettivi, metodi e contenuti, comunque chiamata, era nelle prospettive di ogni educatore cosciente e di ogni studioso di problemi connessi col fatto educativo.

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Tadek Lewicki – Educazione estetica. I recenti sviluppi a confronto con la tradizione educativa salesiana e la prassi contemporanea

Sin dalle origini della pedagogia salesiana notiamo la presenza attiva delle arti in essa, primariamente intesa e realizzata come il modo di esprimersi dei giovani. In queste nostre pagine sotto il termine “pedagogia salesiana” intenderemo l’insieme delle azioni educativo-formative intraprese da san Giovanni Bosco e dalle generazioni di Salesiani: con il passar del tempo esse trovarono la loro riflessione storico-scientifica in dialogo con le teorie pedagogiche del tempo. Il termine “estetica” abbraccerà soprattutto le diverse forme dell’attività artistica presenti nelle opere educative salesiane, svolta specialmente negli ultimi decenni. Ciò che ci interessa in questa nostra ricerca, potrebbe essere raggruppato attorno alle seguenti domande:
1. Quali erano le principali attività artistiche dei giovani nelle opere salesiane offerte dagli educatori e da loro preferite, riconosciute come valide all’interno della vita delle istituzioni educative, e quali di queste attività godevano di una popolarità da parte dei giovani?
2. Quali erano gli orientamenti istituzionali e quale è stata la riflessione pedagogica sulla presenza delle arti nel sistema educativo salesiano, sulla loro valenza dal punto di vista principale di questa educazione, cioè della formazione etico-morale del cittadino cattolico, cristiano, o del cittadino responsabile nei contesti socioculturali delle opere aperte ai giovani di diversa provenienza religiosa o etnica?
3. Quanto la proposta dell’educazione estetica salesiana rifletteva il pensiero pedagogico estetico del suo tempo, e in che modo coesisteva con le altre componenti del sistema educativo delle istituzioni salesiane?

4. In che modo l’educazione estetica delle opere salesiane entrava in dialogo con la cultura del tempo e quale era la sua valenza, la sua missione culturale nelle comunità locali?
Nel nostro saggio, in parte storico, vorremmo offrire alcune risposte alle domande esposte in modo cronologico, con qualche riflessione critica e con l’intento serio di continuare e stimolare ulteriori ricerche. 

Indice:

  • A modo di premessa
  • Ipotesi guida
  • Educazione estetica: verso una definizione
  • Definire l’“estetica” e la sua “missione” educativa
  • L’educazione estetica e l’arte all’Oratorio di don Bosco
    • L’educazione estetica nella scuola (italiana) dei tempi di Don Bosco
    • Educazione estetica al tempo dei collegi
  • Le direzioni e le tendenze dell’educazione estetica nel corso del 20° secolo
  • Anni dell’animazione (teatrale, culturale, socio-culturale) ed educazione estetica
    nell’attività salesiana
  • Estetica in educazione – opinioni più recenti
  • Arte in educazione (salesiana) e nella Comunità

Periodo di riferimento: 2015 – 2015

T. Lewicki, Educazione estetica. I recenti sviluppi a confronto con la tradizione educativa salesiana e la prassi contemporanea, in V. Orlando (ed.), Con Don Bosco educatori dei giovani del nostro tempo. Atti del Convegno Internazionale di Pedagogia Salesiana 19-21 marzo 2015 Roma Salesianum/Ups, LAS, Roma 2015, 412-430

Carlo Nanni,Cesare Bissoli,Giancarlo Milanesi,Giuseppe Groppo,Michele Pellerey,Natale Zanni,Pietro Gianola – Gli Obiettivi

L’azione educativa e pastorale, come ogni azione umana, è diretta a uno o più fini. Studiare i fini dell’educazione e della pastorale è compito della riflessione teoretica, sia filosofica che teologica.

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Martin Lechner – L’attenzione alla religione nell’educazione e nella formazione nel contesto attuale

Quest’oggi intendo riferire su un nuovo approccio pedagogico-religioso, che abbiamo sviluppato presso l’Istituto per la pastorale giovanile di Benediktbeuern. Definiamo tale approccio “educazione sensibile alla religione”. In ciò riconosciamo un’idea di base che
a) considera l’educazione religiosa come componente integrale di ogni forma di educazione, e non solo come “peculiarità” dell’educazione cattolica;

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Carlo Nanni – Oggi e ieri

Intitolo così genericamente il mio intervento, a cui è stato richiesto di porsi in una prospettiva attualizzante di “don Rua nella storia”. Lo faccio da pedagogista teorico più che da storico. Per questo motivo mi sono riferito (e affidato) in gran parte, oltre che alla lettura diretta delle fonti documentarie, alle relazioni congressuali e alle rispettive analisi storico-critiche.

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Renato Ziggiotti – Feste giubilari salesiane 1953

Due centenari gloriosi dobbiamo poi commemorare nel 1953: il Centenario delle Letture Cattoliche e il Centenario delle Scuole Professionali. Il 17 maggio 1953 sarà un giorno consacrato all’anniversario dell’incoronazione di Maria Ausiliatrice e alla apertura delle solennità giubilari.

Di seguito il programma generale dei festeggiamenti giubilari:
Solennità religiose.

  1. Solennità religiose. 
  2. Mostra professionale.
  3. Mostra missionaria.
  4. Convegni internazionali dei cooperatori, degli ex allievi.
  5. Convegno pedagogico.
  6. Maggiolata giovanile.

Periodo di riferimento: 1951 – 1953

R. Ziggiotti, Feste giubilari salesiane 1953, in «Atti del Capitolo Superiore» 31 (1951) 166, 2-9.

Maria Felipa Nuñez,Pedro Ruz – Inculturación del carisma salesiano en la península Ibérica: Don Felipe Rinaldi (1889-1901)

El estudio que se expone en esta investigación, consiste en documentar que los doce años de permanencia de don Felipe Rinaldi en España, aunque el concepto se puede ampliar a toda la Península Ibérica, fueron desde sus comienzos como un banco o campo de experimentación de su quehacer salesiano, en el que uno tras otro fueron apareciendo los elementos esenciales de su labor de animación y gobierno, que más tarde desarrollaría no sólo a nivel de la Congregación sino también de la Familia Salesiana. En este estudio se esboza el marco socio – político y religioso de la España del Siglo XIX, caracterizado en sus dos últimas décadas por el cordial entendimiento entre la Santa Sede y la Monarquía española liberal y católica, en la que destacó el restablecimiento de las Órdenes religiosas, un fuerte impulso de sus centros de formación y la actuación positiva de las Congregaciones religiosas dedicadas a la enseñanza.

Periodo di riferimento: 1889 – 2001

Maria Felipa Nuñez – Pedro Ruz, Inculturación del carisma salesiano en la Península Ibérica: Don Felipe Rinaldi (1889-1901), in Istituto Storico Salesiano – Centro Studi Figlie di Maria Ausiliatrice. Aldo Giraudo et alii (eds.), Sviluppo del carisma di Don Bosco fino alla metà del secolo XX. Relazioni. Atti del Congresso Internazionale di Storia Salesiana (Nel Bicentenario della nascita di Don Bosco), Roma 19-23 novembre 2014, Roma, LAS 2016, pp. 80 – 101.

Johannes Wielgoß – Die heiligsprechung don Boscos folgenreich für deutsche salesianer unter dem nationalsozialismus

Nel momento della canonizzazione di don Bosco (1934) la chiesa cattolica in Germania, oramai da oltre un anno, era esposta alla crescente ostile pressione dello Stato Nazionalsocialista. Le feste organizzate per tale circostanza trovarono in Germania una notevole partecipazione di popolo, specie di giovani.

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Martha Seide – Linee orientative per la missione educativa delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1880-1922). Studio dei capitoli generali

Partendo dal «sistema preventivo di don Bosco» come criterio pedagogico fondamentale degli orientamenti educativi dell’Istituto delle FMA, l’articolo analizza in che modo viene presentato ed interpretato negli Atti dei Capitoli Generali (CG) dal 1880 al 1922 ed evidenzia le prospettive emergenti nell’ambito dell’educazione della donna.

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Rachele Lanfranchi – Studio della pedagogia e pratica educativa nei programmi formativi delle Figlie di Maria Ausiliatrice dalla morte di S. Giovanni Bosco al 1950

Questo contributo intende indagare sé e come nell’Istituto delle FMA si ponga il problema circa la preparazione delle suore al compito educativo; quale sia l’evoluzione della sensibilità nei confronti della preparazione pedagogica ed educativa; se e dove appaia lo studio della pedagogia; quali sussidi in linee metodologiche pratiche proponga, ecc.

In altri termini tenta di sondare e documentare con quale consapevolezza l’Istituto, voluto da San Giovanni Bosco per l’educazione cristiana delle giovani di ceto popolare, abbia assunto e assolto il compito educativo per cui è nato. La ricerca è inserita in un tempo cronologico preciso: dalla morte di Don Bosco (1888) fino al 1950. Un tempo sufficiente per dar ragione dell’evoluzione di mentalità, atteggiamenti, realizzazione con cui le FMA hanno assunto il compito educativo, anche in relazione alle esigenze poste dalle varie Istituzioni con le quali l’Istituto entra in dialogo. Inoltre, le anni 50 sono uno spartiacque tra prima e dopo il Concilio Vaticano II.

Il contributo non si pone una serie di questioni, già trattate in altri contributi che vanno tenuti presenti per inquadrare in modo corretto la realtà che si sta indagando.

Periodo di riferimento: 1888 – 1950

Rachele Lanfranchi, Studio della pedagogia e pratica educativa nei programmi formativi delle Figlie di Maria Ausiliatrice dalla morte di S. Giovanni Bosco al 1950, in Istituto Storico Salesiano – Centro Studi Figlie di Maria Ausiliatrice. Aldo Giraudo et alii (eds.), Sviluppo del carisma di Don Bosco fino alla metà del secolo XX. Relazioni. Atti del Congresso Internazionale di Storia Salesiana (Nel Bicentenario della nascita di Don Bosco), Roma 19-23 novembre 2014, Roma, LAS 2016, pp. 187-203.

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